SAMANTHA FISH (Faster) ☻☻☻
 di Rino 'Pili' Colangelo Iacovella



             

  Recensione del  21/09/2021
    

L’attenzione sul blues di Samantha Fish è mutevole, si sa, e anche in Faster si nota.
Le influenze crescono senza snaturarlo troppo, come le figure umane di Faster, i ficcanti acuti alla chitarra non sono spunzoni di superficie capitati lì per caso, hanno la stessa sensazione letterale descritta da All Ice No Whiskey, la perenne dialettica tra vecchio e nuovo ha poco appiglio con Samantha Fish, personaggio femminile e vero motore di questi sussulti, e non dell'occhio, in Twisted Ambition.
Quindi gli artefici di Hypnotic e il rapper Tech N9ne in Loud passano innocui, quella sensazione di piacere in Forever Together e soprattutto di Crowd Control e quella rara sensazione, nel finale, di scossoni dati all'immobilità del mondo.
La songwriter del Kansas non è per i puristi del blues/rock ma anche se messi alle corde, poi, si riprenderanno, perché Faster scatta come Like A Classic, colpisce come Imaginary War, colpisce ancora in Better Be Lonely, colpisce e vince in So-Called Lover.
Che pretendere ancora.