DAISY GARLAND (Thick Silver) ☻☻☻
 di Rino 'Pili' Colangelo Iacovella



     

  Recensione del  19/02/2021
    

Daisy Garland si aggira in luoghi simbolici dove c'è una continua deflagrazione dell'anima country & western, l'infrazione elettrica è più di un vincolo è adesione a un altro patto, molto più doloroso, dove si può ridere o piangere in tanti modi.
L’armonica fa da calamita a Black Mountain Range, il mito del West che traspare con forza anche da In Jackson si presenta in modo diverso da una lettura di un libro, guardando un panorama, persino sbirciandolo alla tv, quello di Daisy Garland ha un certo tipo di forza cinetica intrinseca e tipica solo del cinema.
Lì Thick Silver inquadra l'individuo nella collettività Western senza distruggerne il senso, ma per meglio armonizzarlo in essa. Tralasciando qualche ricercatezza bucolica di troppo, restano impresse le galoppate negli spazi polverosi ed elettrici di Charmed, Like Mist on Mr. Cohen e Hell of a Thing, convincendo anche nelle soste nostalgiche di The Sweetest Part e Savage Blue, l'alleanza tra presenza e alterità del country & western non si è indebolita o si è rotta.
In Thick Silver vivono immagini, luoghi in una messa in scena abitabile a lungo.