ANDREAS DIEHLMANN BAND (Mercy On Me) ☻☻☻☻
 di Rino 'Pili' Colangelo Iacovella



             

  

  Recensione del  04/09/2020


    

Il blues/rock.
Vetri che si trasformano in superfici da colorare dietro le quali si mostrano sagome umane, quelle della Andreas Dielhmann Band.
Price To Pay inizia a divorarne lo spazio, la chitarra ne sfida il tempo con gesti che ritornano uguali/diversi ad ogni ascolto, magnifiche e muscolari ossessioni spinte verso il fuoricampo di Mercy On Me.
Andreas Diehlmann continua a convincere alla corde della chitarra, dà un senso di vertigine temporale, sa raccogliere in pochi minuti l'idillio d'estate e la tempesta.
L’approccio classico al rock e al blues domina Evil Ways, Got To Get Over It e Leave Me Alone, si muove in distonia: ascende in alto all'improvviso quando il solo alla chitarra prende spazio nella brillante bellezza di Black Moon, quella della Andreas Dielhmann Band è una musica che incede rombando a strane ondate, velata nel timbro delle percussioni e sempre pronta a crescere e conflagrare.
Come On Over e You Got No Clue sono una panoramica tutt'all'intorno del rock, si vola in terre, americane o tedesche poco importa, in altezza col solo centrale di Shadows Of Memories e poi scivola, precipita su cose e persone, fino a raggiungere la terra e noi che la abitiamo.
C'è un cuore che pulsa dietro Mercy On Me, è un organismo vivente che tende a un respiro e a una dinamicità, uno spazio sereno, operoso, uno spazio in cui si esprime la creatività dell Andreas Diehlmann Band.
Vive dell'emozione e nell'emozione, chiede di sporcarsi di blues/rock.
Applausi!