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      SARAH LEE LANGFORD (Two Hearted Rounder) ••••

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  Recensione del  30/11/2019                 
    

Debutto per la songwriter dell’Alabama Sarah Lee Langford, da quelle parti si trovano membri della band dei Dexateens e lei se li tira dentro, elettrificano quanto basta e l’accompagnano in Two Hearted Rounder, ne è infarcito e si nutre, tanto che l’intensa bellezza della Title track rilascia i primi bagliori.
La vita dalla parte di Two Hearted Rounder è piuttosto incasinata, circola whiskey, dolore e trilli del passato che non si sa bene a cosa vogliano portare, outlaw country, honky tonks e americana sono il pane di Sarah Lee Langford, amori perduti sopravvivono tra le 10 tracce dell’album, la vista al femminile ovviamente è piena di quesiti tra ballate dove il country ha la chitarra steel amica fedele, solca decisa sia Painted Lady che Bar Stool.
Sarah Lee Langford è brava a giostrarsi tra la tradizione country americana, procede, si svolge e la racconta con ballate di spessore (What Came First), proiettandola verso l'esterno, sviluppandola, crescendo insieme in un rapporto attivo con quanto le è intorno e alle sue esperienze (Coattails e Growing Up), si tiene vicina il territorio agreste, messo così in bella vista, con tutte le geometrie imperfette che tale patrimonio può avere anche nel finale con altre ballate (Keep Your Diamonds, Big Women), dove la base elettrica sa farsi ancor voler bene nell’ottima chiusura di Sing My Own Love Song.
Altro che bel compitino per le radio, Two Hearted Rounder è fatto con stile, con l’anima di chi la base country la sa esaltare in lungo e in largo.



     



 

 
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