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      PAINTED HORSES •••½

                     Versione per la Stampante
 


 
 
  Recensione del  30/11/2019                 
    

La vista resta alle Montagne di Santa Cruz, lì sono nate le idee per il vocalist Natosha Wengreen, i The Painted Horses con Ponderosa, 2015, assaggiavano sapori folk e Americana, ora si aggiunge qualche sfondo rock a creare un nuovo campo dinamico in Painted Horses.
In All the Pines in the West le vibrazioni elettriche ampliano deliziosi percorsi nostalgici come spazi aperti tra ricordi autobiografici, continuano a ispirare la loro musica, si riflettono nelle ballate One Day e Daisy, si espandano fino a comporre la realtà sociale circostante e si sostituisce allo spazio dei The Painted Horses.
Words for a Dreamer con le sue pulsioni, le sue oscillazioni alla chitarra, ammalia in pochi istanti come Your One True Love, usano tale spazio per far emergere e evidenziare l'identità di Painted Horses, con un'energia dinamica sottile ma che è il primo fattore della sua riuscita, che fornisce il collante della sua compattezza, che alimenta il suo magnetismo.
Mi sembra abbastanza per ascoltarlo.



     



 

 
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