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      JOHN HAMHOCK (Highway Fever)

                     Versione per la Stampante
 


 
 
  Recensione del  24/09/2019             
    

Outlaw country nella pura tradizione agreste affezionata a Merle Haggard e Waylon Jennings, quindi tempi opachi, pessime scelte a far da contraltare ai bei tempi spensierati, nulla di nuovo ma il songwriter del Kentucky ci mette del suo con un sottile, lucido e graduale gioco di sovrapposizione-identificazione con la componente country ruspante della provincia americana.
Highway Fever e soprattutto nella corposa stratocaster di Goin' My Way e What Your Drinkin' Does to Me, John Hamhock pronto a ribaltare e sconvolgere consolidate dinamiche quotidiane a suon di honky tonks tosti (Goodbye Girl e Two Bottles of Tequila) e selvaggi (Louisiana Down, Haulin' Ass (For the Bluegrass) e Don't Ask Me) prima di essere a loro volta espulse dagli anticorpi di un nucleo country che John Hamcock intreccia con intriganti esperienze di vita (la deliziosa Sweet Laura Lee) e speranze e delusioni vengono condivise e poi mollate in giro.
La coerenza al country difficile che si crepi, Highway Fever produce certezze nella percezione della ballatona, splendida, di Dark Eyed Woman, rimette in gioco la nozione di enunciazione classica di un countryman e non resta che lasciare andare i boots..



     



 

 
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