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      ASH GRUNWALD (Mojo) •••½

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  Recensione del  17/09/2019                 
    

Mojo è il frutto di un viaggio di 5 anni tra i chiaroscuri della vita del chitarrista australiano Ash Grunwald, condensati nel libro, Surf By Day, Jam By Night, ovvero le sue passioni, il surf e la musica.
Su quest'ultimo versante, il bluesman dopo un silenzio di 4 anni torna a far del solido blues&rock, per il nono disco decide per una ricca collaborazione di artisti e su Mojo i virtuosismi alla chitarra e le ospitate illustri procedono in linea retta.
Si intrecciano e si accavallano (Hammer e in special modo in Ain't My Problem con i ‘fratelli’ The Teskey Brothers), le covers si sovrappongono a loro, e i volti del passato si confondono l'uno con l'altro e brilla una perla come Waiting Around To Die, del mito Townes Van Zandt, dove entra Joe Bonemassa e la mano si avverte eccome.
Le belle sorprese continuano con la cantante Kasey Chambers in Whispering Voice, la countrygirl australiana mostra come tutto si frantuma e si mescola quando il Magma blues domina (Trouble's Door, How Many More Years e Mountain) con la rovente chiusura di Goin' Out West a mostrare che qualsiasi postulato critico tradizionale non vale poi così tanto.
Mojo li brucia in fretta, resta la musica di Ash Grunwald.



     



 

 
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