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      GREG FELDEN (Made of Strings) •••½

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  Recensione del  09/09/2019                 
    

Di Los Angeles, della California, della sua storia musicale, il disco d’esordio di Greg Felden né è pieno, ‘rootsy sound’, folk, ballate e venature rock sbucano da When the Change Comes in poi, e vien voglia di ascoltarlo Made of Strings.
Voce e melodie conquistano cantando della vita, sentimenti e introspezione si sfiorano, non sempre si afferrano, la sintesi più felice e nell’approccio acustico di Man Like Me, e ritorna, nel tempo rallentato e dilatato di Take You Back Home, Better This Way e Made of Strings.
Azzeccata la vertigine elettrica che apre bei solchi in Bad Guy in cui i quattro minuti di durata, sbriciolano frammenti del talento di Greg Felden e il tempo di attrazione a Made of Strings, fra corpi infiniti del rock di Tell Me What's Broken, si allunga.
La bellezza di Ghosts è utile per riappropriarsi dello spazio aperto da Made of Strings e dentro di esso Greg Felden ci fa piombare insieme a corpi di melodia non comune, siate pronti a radunarli per poi disperderli in giro.



     



 

 
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