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      ANDREW ROBERT EUSTACE (Different Sides) ••••

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  Recensione del  03/09/2019                 
    

Blues e Rock, uno spazio comune che ruota attorno ad alcuni punti focali, una genuina passione e la chitarra elettrica, è un incontro che lo scozzese Andrew Robert Eustace porta con sé anche in Different Sides, sempre a dividersi con la band e spazi solitari, ma la sostanza non cambia.
Eccolo far proprie in For You, North of the Tracks e Lost Soul, le appendici dei luoghi d'un'intimità in cui è bello ritrovarsi, con la band in Different Sides e Blues Kind invece è pronto a regalare “visioni” di blues/rock allo stato puro, tra scorci di una realtà trovata e architettata esclusivamente all'interno del proprio sguardo.
Nei quasi 8 minuti di Soul in Glasgow e Suffer You, Andrew Robert Eustace regala all’ascoltatore il suo passo, cioè una cadenza fatta di splendidi scarti e fughe chitarristiche o anche di pause e profonde accelerazioni dove la parola, a metà del guado, sa che deve lasciare libero lo spazio, i valori (fittizi) del mondo reale, si allontanano naturalmente, e resta la luce del blues, e non cambia, solo il punto di osservazione in Don't Cry One Tear e Keep It to Yourself.
Ultimi pezzi che arredano Too Fast, affascinanti corpi, segni melodici che passano e restano in mente, come Different Sides.



     



 

 
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