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      HOUSTON MARCHMAN (Highway Enchilada) ••••

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  Recensione del  26/08/2019                   
    

Houston Marchman è puro e classico suono folk/rock texano, eleva le emozioni, le passioni, i sentimenti sottostanno all'alterazione dei bagliori elettro/acustici delle chitarre con i colori Tex-Mex di confine che ne fanno lievitare la portata.
Un signor ‘songwriter’ che canta e suona di esperienze di vita senza scendere a compromessi con quello che l’ascoltatore vorrebbe ascoltare, ha iniziato da piccole cittadine Texane, vita nei Ranch, storie di lavoratori stagionali al confine Messicano, vita dura e speranza, tanta, profonde esperienza di vita e d'avventura mostrate fin dall’esordio di VietNashville nel lontano 1995, e con una certa grinta che continua a brillare nella solida base ‘roots’ nell'avvio di Demolition Baby e poi, ci sono le ballate..
Lì le storie e le melodie tra Texas e Messico, il loro arrovellarsi attorno allo smarrimento del cuore, costretto ad agitarsi senza tregua, in balìa del moto ondivago delle passioni (Perle come 20 Years from Here, a Hank's Midnight Waltz, The Ballad of Pinky Hernandez e Hey John) si fiutano, si guardano, si cercano, in definitiva si amano - di un amore istintivo, viscerale, vero - la bella e brava cantautrice Jamie Lin Wilson lo aiuta ai cori, e bastano i suoni della fisarmonica (come dimenticare il magico passo roots/blues in Ditchweed Blues), della lap/pedal steel, del violino e della chitarra elettrica che affonda senza piegarne il dolce andare, bastano quei fremiti\quei respiri, sono sufficienti per amare Highway Enchilada a lungo, molto a lungo.
Ci sono le tappe nel country, quei veraci honky tonks non stonano affatto (I Can't Go Back, Free Mexican Air Force e una nuova versione di Hank's Midnight Waltz) ma quando continua a toccarsi, fondere con la matrice Tex-Mex si generano altri contatti rimarchevoli in Except You o nel finale certo più opaco di The Hat, ma sempre di indubbio fascino.
Nell’insieme brani che si intrecciano lungo il percorso di Highway Enchilada, ed a un ascolto rinnovato -necessario oltre che consigliato, laddove si desideri accogliere questo lavoro in tutta la sua pienezza- la filiazione che lo lega a Houston Marchman è filtrata e fecondata dalle esperienze di chi ha amato lottato e Vissuto per il Texas, ma che lo ha riempito di «altre» cose, di quella concretezza che solo la Musica sa dare.



     



 

 
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