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      WHISKEY PROPHETS (Ashes to Anthems) ••••

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  Recensione del  16/08/2019                 
    

Texas rock si srotola come flusso di coscienza per la band di Brad Roberson, al quarto disco i Whiskey Prophets si muovono con ottimi fuoco/fuori fuoco delle chitarre (John Hosford e Chris Gilcrease), centrato/strabico, che segue attimi di puro sguardo, e di segni ritornanti sul rock.
Ashes To Anthems apre con intriganti miscele energiche e melodiche, Good Ol' Days e Novocain, una cornice di partenza, però, non è uno spazio fisso bensì uno spazio caleidoscopico che si moltiplica e si rifrange in altre cornici concentriche o attigue comunicanti tra loro dalle quali è difficile evadere, e giù grinta in America Town, Mercury Rising e Worth the Pain, particolarmente ruvida e calorosa Forged e insieme sanno restituire la dimensione della storia dei Whiskey Prophets.
Nelle ballate, Storm Chaser e Throwing Stones a Paper Shells e So Far, non ci sono rigidità e distanze tra melodia e rock, la proliferazione chitarristica avviene su diversi livelli, serve ad impedirle, e ci riescono senza mezze misure, ai Whiskey Prophets va riconosciuta una orgogliosa fierezza tutta texana e Ashes To Anthems e tra i loro migliori dischi, c’è poco da aggiungere!



     



 

 
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