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      TROY STONE & THE SPENT SHELLS (Near & Far) ••••

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  Recensione del  24/07/2019                 
    

Da San Marcos, Texas, una band che ha sviluppato un particolare senso di riconoscimento nell’Alt-country, fondato sul tocco melodico e sul magnetismo che emana la chitarra, un modello da allargare oltre alla convincente Closing In.
Troy Stone & the Spent Shells sanno come far dialogare violini e basi elettriche e insieme lottano in un rapporto di sfrenate passioni, attimi di dolcezza e scarti agresti di fascino (Feel Alive e One Foot, la ballata Eagelford Shale Nights) in 14 brani per 50 minuti in terra texana da percorrere in lungo e in largo.
Tra raggi di sole country che penetrano e si diffondono in Heavy Your Hands e More Of The Same, evidenziando uno stile di grande efficacia quando la matrice ‘Outlaw’ sale nelle corpose Oatmeal e Burgundy Red, ma anche in Sinners Work e Hays County Hilton, deliziosi impasti rock e honky tonks da assorbire e gustare a lungo.
Troy Stone & the Spent Shells si situano in un territorio non così lontano da un'immaginario West mitico intriso di fango e dell'odore della polvere da sparo, parole diverse, certo, ma il tocco bucolico-roots che impregna Ain’t Going Home e These Days lascia strati malinconici veri, che assicurano la piena comprensione di Near & Far e non resta che lasciarsi afferrare dal vento di scirocco e abbandonarsi al formidabile sole estivo ..



     



 

 
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