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      SUPERDOWNHOME (Get My Demons Straight) ••••

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  Recensione del  11/06/2019                       
    

Henry Sauda (voce, cigar box) e Beppe Facchetti (grancassa, rullante) sono giunti a dominare il proprio talento con tale scioltezza e libertà da non avere bisogno di dimostrare le qualità espresse nel riuscito esordio di Twenty-Four Days.
“Esorcizzare i demoni” con dei riflessi - nella memoria, nel ricordo, nelle immagini - nella pura tradizione blues ai giorni nostri, è lo snodo di Get My Demons Straight, seducente come un deserto che richiama tutti e tutto dentro il suo corpo, con melodie che vanno dritte al bersaglio come frecce lanciate da un arciere dall'occhio di falco.
i Superdownhome si allontanano dalla loro Brescia e volano allargando il loro giro di amici, sempre più avvolti dal sound tipico del Mississippi, dallo swamp/delta blues da cui in Get my Demons Straight (prodotto da Popa Chubby, suona anche chitarra con alcune backing vocals e ospiti illustri come Charlie Musselwhite all'armonica) non deviano un solo istante costruendo un forte senso di sana inquietudine dalle molte sfaccettature: concitate e incalzanti (Highway Music e Booze Is My Self-Control Device), o sinistra e tormentata (I'm Your Hooche Coochie Man), o scandite come ordigni sul punto di esplodere (Let's Ball e Razor Action Blues), o infine astratta e cupamente onirica in Get My Demons Straight.
I SuperDownHome esplorano capitoli della tradizione del blues in Taverner's Boogie, ma è anche un penetrare nel sottosuolo della sua storia emozionale, là dove fermentano ansia e malessere riescono a catturarne melodie custodendole con ficcanti lavori alla chitarra e alle percussioni, gesti che ci fanno compagnia in un modo non naturale dalle nostre parti.
Agitate da un vento blues impetuoso, le aperture di Stop Bustin' My Bones, Trouble e della conclusiva It's The Voodoo Working sono come una finestra verso le origini culturali del delta Mississippi, e sul passaggio dello sguardo dei SuperDownHome verso un altrove che è dentro il mondo di Get My Demons Straight.



     



 

 
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