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      SEAN WHITING (High Expectations) •••½

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  Recensione del  20/05/2019                 
    

‘Trucker’ del Kentucky, Sean Whiting ne ha trascorsi giorni sull’asfalto americano, combatte come una di quelle grandi macchine che ama guidare, voce decisa, rock nella pura tradizione sudista Americana, l’avvio di Just The Same sembra pronto a stritolare, con il suo ingranaggio inesorabile di groove alla chitarra.
High Expectations si muove come su un corridoio di un treno da cui si riesce anche a scorgere il paesaggio esterno, accade quando si rallenta (Oh Well, The Happy Song e Melody) o ci si ferma nell’acustica e ‘poetica’ S.O.B, per il resto, si corre (Top Of The World, Misery e Stir Crazy) tutto diventa scuro, come smarrirsi nella nebbia costituita dagli elementi primari del rock esaltati bene anche nelle linee di Harvest The Moon e Let It Go.
I colori finali di High Expectations restano impressi, come lo sono i grani di un'immagine fotografica scavata e divorata dal tempo.
Stagnazioni di atmosfere grigie od opache, servono anche quelle nella vita.



     



 

 
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