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      ROBIN TROWER (Coming Closer to the Day) •••½

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  Recensione del  11/04/2019             
    

Il 73enne Robin Trower fa sì che il blues e gli anni scorrano con una levità assai produttiva e destinata a incidere anche in Coming Closer To The Day, la chitarra non è mai mero sfondo, ma entra sempre nell'azione, per così dire, da Diving Bell in poi.
«Sconfina» continuamente tra distanze e vicinanze del blues rock tra sguardi lontani e improvvisi avvicinamenti, il corpo del blues sparisce e ri-appare, mentre la melodia segna tempi diversi, nell’armoniosa bellezza delle ballate Coming Closer to the Day e Ghosts a cui è difficile sottrarsi (il marchio di fabbrica di Robin Trower) ma Coming Closer to the Day sa essere palpitante, e trova i suoi momenti più irrequieti e solidi in Tide of Confusion, Take Me with You e The Perfect Wrong.
I brani si susseguono con ritmo ora disteso ora febbrile, indubbiamente fascinose, accompagnate in sincrono dai suoni diretti filtrati dal minimalismo magico di un chitarrista dotato di una spiccata sensibilità, che ama ancora andarsene in tour a suonare, e se lo chiede in Lonesome Road dove lo sguardo sul presente di Robin Trower non teme di scalfire una palese verità.



     



 

 
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