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      JOANNE SHAW TAYLOR (Reckless Heart) ••••

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  Recensione del  03/04/2019                 
    

Reckless Heart è figlio soprattutto di diversi cambiamenti: dalla casa discografica, al desiderio di lavorare col produttore Al Sutton, un caro amico da quando Joanne Shaw Taylor ha stabilmente deciso di vivere a Detroit, città con musicisti che amano l’idea di un disco da studio registrato dal vivo.
Reckless Heart è sguardo e memoria e corpi del blues/rock, ritualmente si ripresentano con In the Mood e All My Love, suono deciso, chitarre ben amalgamate alla voce limpida e forte di Joanne Shaw Taylor, instancabile come sul palco del Legend Club a Milano, recentemente.
Un disco che accoglie, non potrete che seguirne il percorso, quando anch'esso muta forma nelle deliziose The Best Thing e Bad Love, il rock sembra dilatarsi e restringersi come la melodia, pronta a mettersi in contraddizione ad ogni nota.
Si esplorano emozioni, felicità e rabbia, in Creepin' abbiamo una presenza vibrante, una sensualità mutevole e alquanto ruvida e spigolosa tra la sezione ritmica e la chitarra elettrica che si fa largo nella sinuosa, dolce bellezza di I've Been Loving You Too Long e poi le ballate, che nel finale si moltiplicano (dall’acustica Jake's Boogie a Reckless Heart, I'm Only Lonely e Break My Heart Anyway), tutte con la loro capacità di «mordere» l’amore.
Il talento di Joanne Shaw Taylor in Reckless Heart si dilata, non fatevelo sfuggire.



     



 

 
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