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      ANDREA CUBEDDU (Weak like a Man) •••½

                     Versione per la Stampante
 


 
 
  Recensione del  26/03/2019                 
    

Weak like a Man è un disco che parla della debolezza umana in una società che cerca di omologarci tutti al vil denaro e ai ‘likes’ dei social media, dove è impraticabile il tentativo di scambiare la libertà relativa dei comportamenti con la libertà assoluta dalle passioni, il ‘One man band’ sardo alla seconda prova (un Ep nel 2016, On The Street e Jumpin’ Up And Down nel 2017) ci riprova col Mississippi blues.
Quello rurale, lo sfondo preferito di Andrea Cubeddu ed ama suonarlo (quasi 1 ora per 13 brani), ascoltare Damn Money, Something I Can't Have, Storytelling e Feeling Sad, la melodia circuisce come il modo di cantare, né torpidamente poetico, né ossequioso delle mode intellettuali, né troppo rigoglioso, Antihero, Orion, Good Friends By My Side e Nobody To Blame 'scaldano' il corpo e l'immaginazione, malinconia tranquilla e senza sfondo se non la possibilità di coltivare i propri riti.
Notevole anche i brani finali dove Andrea Cubeddu non smarrisce mai il rigore della misura del blues e la proprietà poetica del contenuto con i 6 minuti elettrificati di Lost And Lonesome e la quiete acustica di The Call.
Ascoltare Weak like a Man per non affogare nel mare della genericità.



     



 

 
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