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      GURF MORLIX (Impossible Blue) ••••

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  Recensione del  14/03/2019                 
    

I dischi di Gurf Morlix sono di quelli che si lasciano ferire dalla vita, attenti a non fare un passo in là rispetto a dove cadono i sentimenti, una sua immane qualità e accade anche in Impossible Blue.
Si muove nella scia degli ultimi dischi (è a quota 10) con magnetiche ballate e il blues/rock, quello di Turpentine, Sliver Of Light e My Heart Keeps Poundin', e come sempre con Gurf Morlix è un tessuto connettivo complesso, intrecciato, articolato in cui i valori umani si mescolano alle motivazioni psicologiche, originando un groviglio di relazioni in cui la musica assume un ruolo centrale.
La chitarra elettrica sa essere dolce in 2 Hearts Beating In Time e ci accompagna nel ventre dell’oscurità di I’m a Ghost e di un uomo di fronte ad un immane tragedia in Bottom of the Musquatch River.
Aggiunge uno strumento, gli affianca l’Hammond B3 e gli lascia spazio per manifestarsi in altre dense ballate (Spinnin' Planet Blues e I Saw You) con il saluto finale all’amico scomparso, il batterista Michael Bannister, in Backbeat Of The Dispossessed.
Una vita da riscattare, portando alla luce cị che la vita ha celato, rendendo presente un'assenza. Nel segno di Gurf Morlix.



     



 

 
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