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      DRUGSTORE GYPSIES (Easy Access) •••½

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  Recensione del  14/03/2019                 
    

Istanze di libertà nel rock classico e sudista, il succo di Easy Access, secondo disco dei texani Drugstore Gypsies.
Il pensiero del frontman Duke Ryan è quello di lasciare che tutto sia spontaneo e giocare ad esser liberi, ci riescono in Never Settle, l’impatto è forte, ha la carica giusta come The Rapture anche se ha scatti diversi, ma gli stessi punti a favore, e seppur i percorsi espressivi in alcuni brani si disgiungono e prendono direzioni autonome, Easy Access resta un disco piacevole.
La parte finale va ascoltata tutto d’un fiato: Bat City e Lady of the Night non disperdono un fascino tutto chitarristico, non sfuggono all'attenzione come Comin' Around, e poi c’è Run and Hide a tentare un piccolo colpo d'ala capace di assicurare a Easy Access la giusta consistenza.
La conclusiva Right on the Money mostra che non c’è nulla di ambiguo in Easy Access, segna un confine noto che vale anche come possibile via di fuga, e sicuramente fomentatore di sogni e speranze di rock ‘n roll che non stanno così male su un futuro ancora vago.
Non certo quello dei Drugstore Gypsies.



     



 

 
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