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      STEEL WOODS (Old News) ••••

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  Recensione del  11/03/2019                 
    

Con passo sereno, osservando le forme nette del rock sudista che si liberano nella raggiante bellezza di All of These Years, la band degli Steel Woods mantiene il rigore d'un'esistenza che impone il proprio immutabile tempo.
In Old News la band di Nashville apre ad una concezione limpida della forma del rock, echi classici da ribaltare in ben 7 cover e iniziano con Changes dei Black Sabbath, ma allo stesso tempo intrecciate ad un contesto melodico di profonda pregnanza con l’armonica in una versione coi fiocchi di The Catfish Song di Townes Van Zandt, nella muscolare Whipping Post di Gregg Allman e nella ficcante chitarra di Southern Accents di Tom Petty.
Su 15 brani vuol dire che il resto è farina del loro sacco e quando decidono di lasciar fluire le chitarre elettriche organizzano lo spazio di Old News in base a una rarefatta rilucenza dell'immagine del rock in Blind Lover, Compared to a Soul e Red River (The Fall of Jimmy Sutherland), con ballate elettriche splendide come Rock That Says My Name pronta ad anticipare e lasciar diluire tempi melodici che hanno sentori country.
Quelli che cuciono saldamente Old News a Wherever You Are con guizzi interessanti in Anna Lee, gli Steel Woods si defilano con elegante pregnanza e lucida semplicità della chitarra steel per altre 2 cover di Wayne Mills e Merle Haggard, scorrono parallele ma battono all'unisono nel fascino di Old News.
Un passaggio tra rock e country nella cultura americana tanto per spiazzare l'ordine esistenziale della vita e della ridondanza, spesso confusa, delle sue coordinate etiche.



     



 

 
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