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      BOOGIE BEASTS (Deep) •••½

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  Recensione del  08/02/2019             
    

Atmosfere che costeggiano il delta blues, Deep è il secondo disco dei Boogie Beasts, quartetto belga, ha un'inquietudine sotterranea e spiazzante, di quelle che resistono anche una volta ascoltato, vengono in giro con noi e, magari, agitano i nostri incubi, in meglio, certo.
L’armonica di Fabian Bennardo e le chitarre di Jan Jaspers e Mathias Dale in Inside e Emotion producono senso tra percussioni ridondanti, i Boogie Beasts corrono nel blues e sappiamo dove ci conducono, è un po’ come vedere un uomo di corsa e un autobus che sta per partire, da qualche parte del nostro cervello si forma l'idea che quell'uomo debba prendere quell'autobus.
Mad è capace di svelare un universo immutabile, cadenzato dalla ripetizioni della chitarra e con l’armonica a dettare lo scorrere implacabile del tempo di un blues nervoso, quasi sempre cupo come in Long Gone e nelle torbide e notturne No Good e I Don't Know Why.
Ma tutto ciò permette a Deep di alzarsi sopra il livello di medietà, si erge sui rami appena superiori o collaterali, ma sono utili a vedere tutto da una certa distanza, l’armonica comanda nel finale Night Time Hero e la chitarra vincola a sé In Front of You, non resta allora che un plauso a chi ha avuto e continua ad avere il modo di servirsene.



     



 

 
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