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      JAWBONE (Jawbone) •••½

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  Recensione del  08/02/2019           
    

Marcus Bonfanti ha una nuova band, i Jawbone.
In quel di Londra c’è amore per le tradizioni dell’American music, tiene insieme le varie puntate di Jawbone, sempre presente, uno spazio geografico in cui iniziano a muoversi Leave No Traces e Get What You Deserve, come una bella boccata di aria fresca e aprono a un susseguirsi di scatole cinesi che mescolano diversi stili, con più punti di raccordo.
La ballata elettrica in mano a Marcus Bonfanti ha sempre risultati lodevoli come in When Your Gun Is Loaded, le contaminazioni tra tromba/piano e chitarra impreziosiscono Bet On Yesterday, The Years Used To Mean So Much e Sit Round The Table, la melodia accattivante è proprio come il tempo, che non ha saputo - o potuto - intaccare i ricordi, lasciandoli liberi di vagare e di riaffiorare alla mente.
C’è anche un’anima inquieta, in Rolling On The Underground e Big Old Smoke, ci riescono i Jawbone a focalizzare uno dei punti cruciali in cui il rock non s'inceppa, si intreccia e deflagra e i resti vanno a spalmarsi efficacemente su Two Billion Heartbeats.
Marcus Bonfanti non devia dalla sua traiettoria musicale, basta per avvicinarsi a Jawbone.



           



 

 
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