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      DELTA MOON (Babylon Is Falling) ••••

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  Recensione del  30/10/2018                 
    

Decimo giro intorno al Mississippi delta blues, Tom Gray e Mark Johnson dialogano a meraviglia tra chitarra slide e lap steel, ci sono ben 6 covers, qualcosa di potenziale, ma c’è parecchio altro in Babylon Is Falling.
Da Long Way To Go sulle acque solcate dai Delta Moon tendono a formarsi intensi isolotti chitarristici e piuttosto fertili, incise da correnti che vanno e vengono nell’affascinante passo bluesy di One More Heartache, rilettura di un brano di Marvin Gaye (tra gli altri tributi, da citare la ballata di Louisiana Rain dei Mudcrutch, ovvero Tom Petty).
Might Take A Lifetime e One Mountain At A Time sono circondate da un rock solare, spensierato e caldo, da parte di persone che amano la vita, del Sud Americano, certo, quindi per Skinny Woman, Little Pink Pistol e Nobody's Fault But Mine facile attendersi un clima per le chitarre freddo, opaco, buio, difficile da scrollarsele di dosso fino alla chiusura di Christmas Time In New Orleans.
Compare anche l’armonica in Somebody In My Home, ma i groove ritmici alla chitarra restano soffocanti, tanto per non perdersi troppo.
Ma le strade battute dai Delta Moon conducono sempre a casa.



           



 

 
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