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      STEVE SEASICK (Can U Cook?) ••••

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  Recensione del  30/10/2018                 
    

Il mississippi delta blues non è il centro stabile di Can U Cook?, i densi vortici che si liberano da Hate da Winter, Locked Up and Locked Down Blues e Shady Tree rappresentano il marchio di fabbrica di Steve Seasick.
Ma il nono disco va oltre gli steccati del linguaggio del blues, un linguaggio che è unità/pluralità sempre aperta, indagato e affermato nei suoi stessi processi costitutivi.
Più ballate che contribuiscono alla formulazione di spazi altri, tornano di frequente quelli acustici, l’armonica ad aprire la dolcezza di Sun on My Face e di Last Rodeo, che si tramuta in una sensibilità sghemba molto più affine a quella di un poeta dinamitardo nella fredda e affascinante disamina di Chewin' on da Blues e Get My Drift.
Le complesse cadenze di Lay e specialmente della conclusiva Company non distolgono certo l’approccio al blues di Steve Seasick, insieme a Luther Dickinson trova il centro della matassa e in Down de Road, Can U Cook? fino a Young Blood e Ain't Nothin' but s’insinuano sovente una nascosta traccia d’imperfezione, che scompone la messinscena di Can You Cook? rendendola ancora una volta accattivante e lontana dall’essere ripetitiva.



           



 

 
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