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      MALCOLM HOLCOMBE (Come Hell Or High Water) ••••

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  Recensione del  30/10/2018                 
    

Folk singer di razza, scrive di anni passati, di errori commessi, di anni a vagabondare senza meta, ‘bad times’ descritti con la voce di Iris De Ment e Greg Brown e una chitarra, quella di Jared Tyler, Come Hell or High Water è un tipico disco di Malcolm Holcombe, la verità della memoria, dell’esperienza, del dolore, della sofferenza, della fame, delle perdite, il controcampo su cui libera il Vietnam che apre la ballata di Left Alone.
Malcolm Holcombe e un disco acustico, ma è capace di cambiare registro per poterne mettere in forma l’essenza, un’immagine poetica, si potrebbe dire tra la cruda realtà e l’oggettivo fascino di New Damnation Alley e Old North Side, le grigie It Is What It Is e October Mornin', in scena c’è un’ironia amara, gelida, il cui sottosuolo, come un tombino che non ha bisogno di essere aperto, ne cela tutta la drammaticità: altre ipnotiche ballate sono Legal Tender e Brother's Keeper.
Radiografie lucide e di spietata bellezza come In The Winter e nella conclusiva Torn And Wrinkled, e Noi ci accontentiamo di svegliarci ogni mattina con l’antieroe Malcolm Holcombe: ogni giorno con la sua (dolce) pena e la sua (trasparente) poesia.



           



 

 
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