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      HAWKS AND DOVES (From a White Hotel) ••••

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  Recensione del  30/10/2018                 
    

Il passato di Kasey Anderson assorbito e restituito con la nuova band degli Hawks and Doves, come cartina di tornasole per analisi a largo spettro sulla società, la storia, l’esistenza, la politica che si delinea dall’ascolto di The Dangerous Ones.
Rock e altro in From a White Hotel, c’è la chitarra di Eric Ambel e in Chasing the Sky irrompe con immediatezza e freschezza, Kasey Anderson non si lascia minimamente incastrare da facili cliché, piuttosto se ne distanzia e accalappia l’attenzione nella seducente melodia di Every Once in a While e From a White Hotel o nella solida Get Low col sax di Ralph Carney.
Si mischiano gli strumenti eretti sulle coordinate del rock, lo intersecano con tradizione e innovazione (Bulletproof Hearts (For Laura Jane) alla ricerca di nuovi sfondi e accordi in Lithium Blues), senza il timore di scalfire le leggi di un ipotetico decalogo, il pianoforte si cala perfettamente nella intensa ballata di Clothes off My Back, creando mondi di inconsueto spessore e originalità, giungendo a ridefinire i confini degli Hawks and Doves sia in termini di melodie che di contenuti.
La raggiante bonus track, Wiseblood, conferma come Kasey Anderson abbia saputo consolidare un percorso di ricerca ricco e frastagliato, molto personale e vincente.



           



 

 
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