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      TONY JOE WHITE (Bad Mouthin') •••˝

                     Versione per la Stampante
 


 
 
  Recensione del  30/10/2018                 
    

La vita per il 75enne Tony Joe White ha una filigrana sottile e agrodolce, impastata di blues, a casa con una fender stratocaster, la voce cupa e cavernosa, l’armonica e 5 brani dal suo di passato e 7 classici (da Elvis Presley a Eric Clapton a Tina Turner).
Bad Mouthin’ č parte di un sommesso e inestricabile ringhio dissonante di blues, la partitura del suo passato ripesca Sundown Blues che con la Title track arriva dal lontano 1966, l’armonica fa largo a un colore melodico scuro, misterioso, grave, sorretto da pulsanti effetti elettrici di sostegno, con intriganti guizzi acustici in Rich Woman Blues, Stockholm Blues e Cool Town Woman.
Il resto spazia nel reinterpretare artisti e non solo blues, ma li conduce tutti in un area introspettiva ed emotivamente toccante (ascoltare come ribalta Baby Please Don't Go e Big Boss Man) da sconfessare con l’ardente spirito di Boom Boom e Down the Dirt Road Blues, con altre esperienze immersive nel blues in Awful Dreams e la conclusiva ballata di Heartbreak Hotel.
Bad Mouthin’ non č un lungo fiume tranquillo.



           



 

 
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