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      BLACK LILLIES (Stranger to Me) •••½

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  Recensione del  30/10/2018                 
    

Da sestetto a quartetto, la band di Knoxville è ancora originale, capace anche di strattonare lo spettatore con un mix di rock & roll e americana, lasciarsi crogiolare dall’iniziale Ten Years fa intendere quanto sia utile a non abbandonarsi nella solitudine di un mondo tanto caotico.
Il frontman Cruz Contreras nel quinto disco Stranger To Me sa essere intenso e lieve, per lo più s’insinuano tonalità amare e riflessive (ad esempio Midnight Stranger, Don't Be Afraid) i Black Lillies ‘palleggiano’ con il rock e regalano brani accattivanti come Weighting e No Other Way, non lo fanno mai abbastanza e qui, forse, si nasconde l’equilibrio di Stranger to Me.
Tante ballate nella seconda parte del disco (rilevanti Out of the Blue, Third Place e Joy and Misery) dove la malinconia sinuosamente serpeggia trasportandolo dentro abbagli seduttivi capaci di appagare ogni istanza chiarificatrice nell’acustica Earthquake, un disco ‘leggero’ quello dei Black Lillies e la sua leggerezza (così fluida nella bella River Rolls), non è superficiale ma si sostanzia di profondità.
È innanzitutto soavità di tocco, di stile. Non da poco.



           



 

 
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