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      BRYCE JANEY (Brand New Day) ••••

                     Versione per la Stampante
 


 
 
  Recensione del  31/08/2018                       
    

Brand New Day è vecchia scuola, quella che solletica e stuzzica e punge i nervi scoperti del blues, quello che rigira il coltello nella piaga del rock.
Sempre, per 56 minuti, da Fire It Up alla roboante Guitar Pickin' Man, la chitarra elettrica non lascia scampo ad alcuna catarsi e non resta altro che gettarsi in questa sorta di ‘buco nero’, che tutto trattiene e nulla fa scappare, a eccezione di un lungo sospiro di soddisfazione.
Siamo a quota 11 per il blues/rocker Bryce Janey che anche quando gira su se stesso, riesce a raccontare qualcosa di nuovo, come in Brand New Day dove rock e blues si rifrangono in un gioco di specchi interminabile, ascoltare Set Me Free, Fallin' Down e Brand New Day, a delineare un percorso chiaro e punto d’approdo per Bryce Janey.
Sa come radicarsi nel senso del nostro vivere nella luccicante bellezza di The Tough On You, difficile da spegnersi, capace di lasciarci soli in un mare aperto ma con punti di riferimento, le luci chitarristiche dove affondare un desiderio di blues che lascia altre tracce limpide in un’altra serie di perle: In Debt With The Blues e le 2 covers (Foxy Lady di Jimi Hendrix e Key to The Highway di Big Bill Broonzy, suonata col padre Billylee Janey, alla seconda chitarra).
Anche nel finale c’è qualcosa che brilla, con Tearing Me Down e Warning Signs, Bryce Janey non fa altro che ripassare i contorni di Brand New Day con dei ‘gessetti’ per varcarne ulteriormente la presenza, tanto da tirarsi dietro una citazione di Hesse: “ … sono come stelle fisse, che vanno per un loro corso preciso, e non c’è vento che li tocchi, hanno in se stessi la loro legge e il loro cammino”.
Insomma, un disco di cui avevamo bisogno.



           



 

 
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