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      ERIC HISAW BAND (Street Lamp) ••••

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  Recensione del  31/08/2018                 
    

Due gli appuntamenti fissi in ultra decennali viaggi in terra Texana: al Continental Club con James McMurtry e con Eric Hisaw, a cui invece è sempre piaciuto spostarsi di continuo.
Lavorare sodo, non dimenticare il passato e conoscere nuove cose, il succo del nuovo disco Street Lamp, registrato nei pressi di San Antonio che mantiene la linea ‘roots/rock’ degli esordi, liriche legate alla sua terra, profonde, e insieme al bassista Neal Walker e al batterista Jimmy Milner ci si immerge facilmente nel mondo di Street Lamp.
Una fluida empatia sentimentale anima la carica di Hurry It Up e le inflessioni tex-mex di Street Lamp, ne viene fuori un disco selvatico, la trascinante Clouds spruzza libertà stilistica e chitarristica, si muove coi suoi tempi, i tempi di Eric Hisaw, con autorialità anche nelle ballate (Desert Sun, bella la coda finale elettrica, e con gli accoglienti sapori messicani in So Close).
Poi la tradizione country con Reservation Radio è un semplice modo di conoscerla e abitarla, Street Lamp si fa amare anche per la splendida cover finale scelta dalla Eric Hisaw Band: ovvero Revolutionary Ways, un classico anni ’70 del Sir Douglas Quintet.
Band del mitico Doug Sahm.
Da dove tutto è cominciato, da quel viaggio nella sua storia a farmi capire quanto la vita sia strana, bizzarra, inconoscibile, casuale, nonostante gli sforzi degli umani di connettere gli eventi uno all’altro.
Grazie Eric, grazie Doug per l’idea di creare questo magazine!



           



 

 
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