Cerca Recensioni
      WILLIE NILE (Children of Paradise) ••••

                     Versione per la Stampante
 


 
 
  Recensione del  31/08/2018                 
    

Rock ‘n roll, influenza punk anni ‘70, passione e politica dalla Grande Mela, una città che Willie Nile ama tanto che i suoi ‘vicini di casa’, del Greenwich Village, finiscono nella cover di Children of Paradise, un disco dove è bello scoprire che è ancora possibile ridare nuove forme al rock, piegandolo per davvero alle proprie aspirazioni.
Willie Nile non frena il ritmo di pubblicarli, 5 negli ultimi 6 anni, Seeds Of A Revolution e All Dressed Up And No Place To Go mostrano subito tagli elettrici imbevuti di estetica rock vecchio stampo, tagli obliqui delle chitarre quanto mai incisivi debordano da Don’t a Earth Blues e mostrano come Willie Nile abbia ancora la capacità di far sgorgare ‘poesia’ dal nulla, o quasi, di creare cortocircuiti tra sacro e profano, bellezza e bruttezza.
Il tutto ben strapazzato per infondere energia perché l’amore non può essere solo carezzevole (Children Of Paradise) piazzando oasi ‘spirituali’ affascinanti in Gettin’ Ugly Out There, Lookin’ For Someone e Have I Ever Told You, ballate che coinvolgono corpo e mente, anima ed emozioni, fisicità e spiritualità quando suona il piano in All God’s Children.
Gli ultimi fuochi del finale con Secret Weapon e specialmente di Rock ‘N’ Roll Sister, confermano il valore di Children Of Paradise e l’indizio di qualcosa che continua a resistere nel cuore di Willie Nile.



           



 

 
Foto Gallery
 
     
   
2004-2018   ©   PRIVACY POLICY
 

CONTATTI / DISCLAIMER