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      ANDREAS DIEHLMANN BAND (Your Blues Ain't Mine) •••½

                     Versione per la Stampante
 


 
 
  Recensione del  31/08/2018             
    

Your Blues Ain’t Mine è sicuramente una delle esche più ghiotte con cui attirare (nuovi) ascoltatori in cerca di emozioni, Andreas Diehlmann voce e chitarra di un ‘power trio’ tedesco, dopo l’interessante disco omonimo dello scorso anno, torna a macinare un arcigno blues/rock.
La versione della celebre Come On Into My Kitchen serve a capire verso dove è diretto il treno su cui è salito la Andreas Diehlmann Band che una meta l’ha ben chiara, la spiattella nelle granitiche Your Blues Ain't Mine e Head Down Low, ed è un bene poi evitare la necessità di ricorrere a qualcosa già sentito altrove, sì alla tradizione del blues ma il modo in cui vive costantemente addosso a I Don't Know convince, e poi quegli splendidi riflessi che si rivelano insieme sullo sfondo della strumentale Little Wing, sembrano scaturire da un contesto metafisico metropolitano, incorniciato come da un neon dal colore acceso quando la chitarra cambia ritmo.
Solida e chitarre in gran evidenza in Going Home, a preparare un degno finale tra la prelibata ballata di Soulshine pronta ad accendersi nel finale, e una Fucking Happy Blues permeata di una spontanea grazia che si tramuta in genuina empatia.
Insomma, se cercate qualcosa di diverso da un prodotto di serie, decoroso o decorativo, le rifiniture blues/rock della Andreas Diehlmann Band sono tra le migliori in circolazione.



           



 

 
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