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      GRIFTERS & SHILLS (Long Tongue Liars) •••½

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  Recensione del  31/08/2018                 
    

Mississippi Blues sullo sfondo di un paesaggio Texano, irto e polveroso, Grifters & Shills sono John e Rebecca Stoll, regna tra di loro una chimica forte e la manifestano in Long Tongue Liars.
Un duo che gioca sulla spinta vocale di Rebecca e il gran lavoro alla chitarra di John che entra deciso da God’s Gonna Cut You Down, le ben 19 canzoni di Grifters & Shills si divincolano tra suoni originali e covers su una base calda texana, vien da pensare a locations addormentate e diners di quart’ordine, ma dove sfrecciano e sollevano polvere e blues You Is One Black Rat e Get Me a Religion.
Scurissime Backdoor Man e Sun Sinkin' Low, Grifters & Shills hanno l’arte di lasciare andare una storia lontano, quando il suo tempo è colmato, accade in Me & the Devil, Shotgun Blues e 2:22, da segnalare la versione di Goin' Down South, ma tutte seguono semplici regole, un acido depistaggio bluesy che da senso al racconto e una dimensione leggermente claustrofobica di un viaggio sempre in compagnia del Diavolo, che torna in Up Jumped the Devil.
My Babe e Take My Hand hanno la scintilla della fede, utile a far brillare lande desolate e abbandonate da tutti dove risiede Long Tongue Liars, i Grifters & Shills tentano, riuscendoci, a dar voce alla dimensione di uno spaesante andirivieni tra il prima e il dopo del mississippi blues.



           



 

 
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