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      JASON EADY (I Travel On) •••½

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  Recensione del  31/08/2018                 
    

Il Mississippi dove è nato, è lontano, il Texas lo ha cambiato nel corso degli anni, dall’incontro con Kevin Welch nuove ispirazioni sono venute a galla alimentando il notevole When the Money's All Gone e a distanza di anni, è al settimo disco, I Travel On è un’altra convincente riflessione luminosa sullo stato del suo approccio all’alt.country.
Jason Eady porta la live band in studio con l’aggiunta del dobro di Rob Ickes, l’effetto lo mostra sulla scia di I Lost My Mind in Carolina e del punto d’arrivo attuale di una poetica ‘da fuorilegge’ tanto fedele a Waylon Jennings quanto a se stesso, sempre disponibile a esplorare gli spazi del country dove mettersi alla prova, e di volta in volta, tra preziosi lavori alla chitarra steel (Now or Never, in coda a Happy Man) sfumature diverse danno densità a Calaveras County e alla scura disamina di Always a Woman.
La luce di chitarre e dobro disegnano le forme di I Travel On e i contorni della realtà in cromatismi caldi o freddi (That's Alright a Below the Waterline da una parte, She Had to Run dall’altra) una fluidità che si espande nel finale e coinvolge ancora le emozioni, intrappolate in modo impeccabile tra The Climb e I Travel On.
In quegli istanti, nei bordi, nei margini, nei confini e nei limiti del Texas, lo sguardo di Jason Eady si trova di casa.



           



 

 
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