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      WILL STEWART (County Seat) ••••

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  Recensione del  18/06/2018                 
    

La strada verso casa non la dimentichi, mai, Will Stewart la esplora nei minimi dettagli in County Seat, parla del suo viaggio di ritorno in Alabama ripensando ai paesaggi naturalistici percorsi nell’arco di un anno, e con Sipsey inizia a liberare segni di una ricerca adulta di libertà.
Un debutto solista che convince, lì dove si è aggirato, dove le foglie non sono solo verdi, come in tv o nei disegni dei libri, ma germogliano, crescono come la bellezza di Rosalee e Dark Halls, e anche quando si staccano dagli alberi, e cadono a terra, non scompaiono.
Melodie folk/rock, americana fino alle tradizioni country, tra luce e tenebra, lasciano emergere in quel limbo spazio-temporale enfatizzato dalla sospensione delle chitarre steel, ballate di spessore come Brush Arbor e Equality, AL, da elettrificare nel finale di Heaven Knows Why, alquanto riflessive e magnetiche come County Seat a quella Mine Is Lonely Life che scava dentro l'anima.
Un disco da regalare a chi ha bisogno di qualcuno per essere indispensabile, di una persona che divori tutto il suo tempo libero e il suo ego.
County Seat, una passeggiata nei boschi, tra i fiumi, col cielo intravisto attraverso le fronde degli alberi dove incontrare Will Stewart.



           



 

 
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