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      ALLY VENABLE BAND (Puppet Show) ••••

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  Recensione del  18/06/2018                 
    

19 anni, texana, ben 2 volte premiata come chitarrista dell’anno, il debutto a capo del trio Ally Venable Band passa anzitutto attraverso una verifica ‘tattile’, materica, dura col blues e col rock spogliato da ogni incantamento o abbellimento, l’impatto della chitarra in Devil's Son e Bridges To Burn appare davvero devastante anche per la partecipazione prima, di Gary Hoey e poi del suo ‘maestro’ Lance Lopez.
Un nucleo rock più o meno ‘allargato’ in grado di sfaldarsi e ricomporsi in altre forme in Puppet Show, da Cast Their Stones alla parentesi bluesy davvero accattivante che inizia con l’intro dolce e sensuale dell’armonica di Back Water Blues e poi divampa e si libera fino a She Caught The Katy (And Left Me A Mule To Ride), e in questa ottica, l’immaginario del blues è qualcosa che andava rispolverato, e riscritto.
Imperfezioni non se ne notano, Puppet Show sa quando sovraccaricarsi nella Title track, ricco di un’energia atipica nei 7 intensi minuti di Comfort In My Sorrows, il lungo solo alla chitarra diventa un’entità multiforme che agisce di continuo con il centro di Puppet Show, c’è spessore in Survive e soprattutto nel finale con Waste It On You e Sleeping Through The Storm.
La chitarra è protagonista assoluta tra le mani di Ally Veneble, capace di veicolare suoni e posizioni nel blues/rock che altrimenti sarebbero potuti sembrare banali, e Puppet Show è tutt’altro!



           



 

 
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