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      ROBERT JON & The WRECK •••½

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  Recensione del  18/06/2018                 
    

Sotto al sole californiano la materia organica del rock di Robert Jon & The Wreck non si è del tutto squagliata, l’hanno mescolata al R&B a creare nuovi (alter)ego per una sorta di caleidoscopio dell’essenza anni ’60/‘70, scenario preferito dal quintetto capitanato dal vocalist Jon Burrison.
La melodia che sviscera l’avvolgente Old Friend dosa a dovere gli elementi che sa rilasciare il rock, incandescenti le chitarre, legate al passato in Let It Go, brio anni ’70 che risalta in maniera inequivocabile anche in I Know It's Wrong.
Le canzoni come High Time identificano il nuovo corso dei Robert Jon & The Wreck e ci permette di (ri)conoscerli, si parte in un modo, poi devia in un’altra direzione ma conclude dove ti aspetteresti con chitarre spinte sempre con la giusta direttrice, con in più un sax e cori tradizionali Soul alquanto accattivanti, non sfuggono poi di molto dalla ‘normativa del rock’ anche in I Got My Eyes On You, nella strumentale di 8 minuti di Witchcraft e in coda a Shine On.
La ballata acustica di Forever Isn't Long Enough chiude un disco dai molteplici strati di cui è costituita la dimensione di Robert Jon & The Wreck, si intrecciano, fondendosi in una sana consapevolezza: il respiro ampio sul rock e delle sue eloquenti risultanze.



           



 

 
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