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      CLIFF WHEELER BAND (To The Bone) •••½

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  Recensione del  18/06/2018             
    

Sotto il manto di To the Bone brilla qualcosa, Yep introduce le basi di un torrido southern rock che tende letteralmente a esplodere in How'd We Get Here, un biglietto da visita niente male per la Cliff Wheeler Band.
Quartetto che nuota in quattro mura anonime nella periferia del North Carolina, ma To The Bone sembra un acquario claustrofobico di scatoloni duri come cemento a sentire Hard Living Man o sull’asfalto piatto di Open Road.
All’orizzonte si notano solo chitarre sfibrate e agonizzanti nella intensa ballata di That's Not Me e la riempiono senza poesia, prive di candore perché soffia un cupo dolore sulle quelle parole, chiuse dalla bellezza di un lungo solo, e quelle corde continuano a vibrare e a sondare la relazione con il rock.
Lo fanno da diversi punti di vista, non si cerca d’indagare chissà cosa con l’acustica Yup, le toste This Old Hat e Ode to a Hater hanno appigli solidi che sublimano il concetto di un sound sudista classico nella conclusiva Son of A...
Tutto fila, difficile trovare una sbavatura in To The Bone, sarebbe come lagnarsi del fatto che nei film di Bergman non c’è nemmeno una rapina in banca..



     



 

 
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