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      AMERICAN RELAY (Corn & Oil) ••••

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  Recensione del  12/02/2018          
    

Per gli American Relay, duo del Colorado (Alex Hebert, batteria e Nick Sullivan, chitarre e voce), il tempo del Mississippi Delta blues va e torna di continuo, sporco e cattivo perchè mischiato col punk/rock e col debutto Corn & Oil, si guarda oltre, e vanno oltre.
Si parte alla grande con Bonedry, è come un’ombra nera e silenziosa che inizia a tagliare la luce e i colori del delta blues come un fantasma che tradisce il suo letale mandato, il ritmo si impenna con la sovreccitata Curtain Call e con Begin collezionano altre immagini sublimi, a costruire un incipit notevole e indubbiamente riesce a scuotere, dalla parte dei mitici Left Lane Cruiser tanto per farsi un’idea.
Gli American Relay non giocano mai di maniera e fino alla fine di Corn & Oil sono bravi a non far svanire la sensazione di averci fatto ascoltare un album duro e crudo ma sempre suggestivo nella sua ‘imperfezione’ (gran bel cambio di passo con Homeland Blues e Trusst).
Si gioca sui contrasti e le rotture di ritmo in Weekend e Long Gone, gli American Relay si addentrano audacemente in territori incogniti e generi differenti, senza tuttavia che il filo di Corn & Oil rischi mai di slabbrarsi o di smarrirsi (il lavoro alle chitarre anche in Poor Boy e Til sa essere agile e insieme limpido, preciso, privo di sbavature), nel finale una bella e calorosa cover di Shake Your Money Maker (Elmore James) e una Uncompelling Me che delinea come Corn & Oil non sia la semplice sommatoria delle sue componenti.
Gli American Relay hanno trovato il modo per penetrare il nostro presente.



           



 

 
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