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      CURTIS/SUTTON & THE SCAVENGERS (Whiskey Rain) ••••

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  Recensione del  12/02/2018             
    

Con Whiskey Rain si percorrono le solitarie strade rurali americane e lì si colloca la magnetica leggerezza dell’iniziale Bacon & Beans, il duo dell’Idaho, Charlie Sutton e Ryan Curtis, era balzato alla cronaca con l’Ep omonimo del 2016 (quella scavenger cattura ancora..) un bel mix di americana e alt.country, strumentazione elettro-acustica (banjo, violino), ad una chitarra elettrica languida e distorta che quando accompagna Want it to Work e California Man fa risaltare il lavoro di Curtis/Sutton & The Scavangers, e scelgono bene gli equidistanti elettro-acustici, è giocoforza Whiskey Rain cade su tempi notevoli.
Quelli di No Good Son e I Don't Care si fondono in qualcosa in grado di penetrare una dimensione più ampia del country, e gli affidano il compito di dare forma a Whiskey Rain: tempi bluegrass in Talk a Little Less, da honky tonk bello pimpante in Country Bound a quelli torbidi di Meadowlark, ma ecco che il quadro di Whiskey Rain si fa totalmente chiaro con la splendida chiusura di Count on Me e Shame, tutto è cristallino e definito e noi allora possiamo immaginare quello che sta avvenendo lungo le strade battute da Curtis/Sutton & The Scavangers.



           



 

 
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