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      PRINZ GRIZZLEY (Come On In) •••½

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  Recensione del  12/02/2018             
    

Prinz Grizzley è austriaco, si chiama Chris Comper è predilige l’Outlaw country music quella che ama miscelarsi al rock, al folk/blues, è uno spirito libero, canta delle sue esperienze di vita, l’armonica e la chitarra steel solcano la languida ballata di Wide Open Country, una meditazione malinconica condotta come un libero flusso di pensieri e fantasie che si riaffacceranno nella toccante chiusura di Tell Me Why.
L’impatto su Come On In regala sorprese quando lo spirito agreste entra in circolo nella deliziosa Give Me One More Reason, con una sezione fiati in Fiery Eyes e una raggiante telecaster in un honky tonk bello corposo come Mountain's Milk spingono Come On In su un’autostrada del Sud americano, lontana anni luce dalle nostre piene di milioni di automobilisti, cui il traffico e i divieti di velocità ormai limitano senza speranza l’avventura.
Prinz Grizzley ridà la felicità dell’avventura verso spazi aperti a quelli che non possono essere più felici con la tecnologia, basta accendere lo stereo e lasciarsi trasportare dalle nostalgiche ballate pronte a cambi di ritmo come Irene, I Can See Darkness e Where's Your Fire Gone, la vita è semplice e che sono gli uomini a renderla difficile amava dire Ozu.
Lo spazio vuoto del rock, svuotato di azione si popola efficacemente in Walls mentre Personal Hell continua a esplorare un sentiero diverso del country, per recuperarne uno alternativo, per ricondurre tutto dentro un alveo.
Quello di Prinz Grizzley è tutto da scoprire.



           



 

 
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