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      AMBER CROSS (Savage On The Downhill) ••••

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  Recensione del  06/09/2017                   
    

Savage on the Downhill suona bene, come un vinile con i graffi al punto giusto su un giradischi la cui puntina è stata appena cambiata, ballate folk e forti radici country ne dispiegano il fascino parlando di natura e ‘dirty roads’ della rurale California, storie di amore e famiglia per la songwriter Amber Cross che si muove sul filo poco ragionato del ricordo, si spalma ancora di più quando lo sfondo è Texano, ad Austin dove il disco lo ha registrato con due amici e grandi musicisti come Gurf Morlix e Ray Bonneville che collaborano attivamente (c’è anche il celebre violinista Tim O’Brien) e ne contamino i testi squarciandolo con attimi di sanguigna e tenebrosa visionarietà.
La tessitura di Savage on the Downhill inizia con la folgorante Pack Of Lies e a rappresentarne la giusta ed equilibrata controparte c’è la scrittura, densa di esperienze della sua vita e ricca di emozioni anche se tinte da oscuri presagi, da chi ha lavorato come camionista, trascorso intere stagioni tra le foreste del Maine, pescato e cacciato, una serie di ballate come spazi residuali, campi magnetici, punti ciechi, buchi neri che inghiottono l’ascoltatore per effetto di un semplice giro di accordi alla steel guitar o con l’armonica (Eagle & Blue e Savage On The Downhill).
Leaving Again, Storms of Scarcity e Echoes mostrano come Amber Cross materializzi egregiamente le quiete contorsioni nello spazio e nel tempo del country, prende forma poco alla volta come un crescendo abbandonandosi con controllato trasporto alla forza nuda degli affetti, si concede spazi introspettivi di spessore in Trinity Gold Mine ma pronta a interagire con la forma riottosa di Savage on the Downhill, a riannodarlo, a sconfessarne preventivamente la drammatica, cupa consistenza in Tracey Joe e nello spendido finale di One Last Look e rivisitando un brano di Ray Bonneville, Lone Freighters Wail.
Savage on the Downhill è così lieve e scorrevole da risultare dirompente, è come l’acqua che scorre agile e veloce ed è capace di scavare in profondità la roccia del nostro immaginario e dei nostri sentimenti.



           



 

 
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