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      CLAY PARKER (Queen City Blues) •••½

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  Recensione del  06/09/2017             
    

Queen City Blues è un disco intimo e notturno, liriche sincere, una voce calda e avvolgente, colpisce per l'originalità e la magnificienza delle sue immagini poetiche non lasciano dubbi mentre canta On the Highway e Hwy 61, e si trasforma presto in un tarlo, nessuno meglio di lui sa cogliere l'indecisione dell'occhio umano, che come un'ape, su un campo sterminato di fiori, non sa su cosa posarsi.
Un folk/country singer della Louisiana, canzoni e ballate rurali country&blues, al terzo disco Clay Parker non mette sotto chiave le emozioni, non preserva Queen City Blues da scosse e affanni, assesta ballate malinconiche di consistenza (Burnside Girl, le incursioni agresti di Where It All Should Go, Where I'm Goin' To e una Queen City Blues dalla parte della leggenda texana Townes Van Zandt) e nella dolorosa bellezza di Branded o quando alza il ritmo in I Wish I Was in Walker.
Attenti perché le parole in musica di Clay Parker sono pronte a sgusciare tra le dita non appena ci s’illuda di contenerlo semanticamente in una sola mano.
Custoditelo con cura Queen City Blues.



           



 

 
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