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      DEAD SOUTH (Illusion & Doubt) •••½

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  Recensione del  04/12/2016                 
    

L’etichetta ‘Bluegrass band’ ai canadesi dei The Dead South è sempre più calzante perchè gli elementi rock questa volta scompaiono quasi del tutto, al folk toccano le dissolvenze, e mai insistite, ma sono come un fermo immagine improvvisi che interrompono il respiro affannato del banjo, anche solo per un paio di minuti, i ralenti fanno bene a Illusion & Doubt e i Death South sono così ispirati da regalarci una piacevole parentesi agreste.
Nate Hilts (vocalist e chitarrista) compone piccoli specchi bluegrass che ne formano uno più grande, il violino e le chitarre deformano e sfasano lievemente ciò che è riflesso lontano dal banjo nei cambi di ritmo di Boots e Every Man Needs a Chew, l’altro vocalist Scott Pringle si ritaglia spazi più o meno ampi da Deadman's Isle in poi, dove i Dead South procedono a lunghezza fissa, più o meno annerite dal gradimento.
La morbida steel guitar impreziosisce la melodia di The Good Lord e dell’intensa Massacre of El Kuroke dove il mondo del passato se ne va senza che noi possiamo opporci, Illusion & Doubt veicola con estrema efficacia il suo messaggio ‘serio’ proprio perché è lì che i Dead South lavorano in modo estremamente meticoloso, amabile sia Hard Day che la conclusiva Gunslinger's Glory, fautori di un suono di spoglio rigore, i Dead South girano brillantemente ‘nell'occhio del bluegrass’.



           



 

 
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