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      DALLAS MOORE (Live At The Bullitt County Jail) •••½

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  Recensione del  04/12/2016                 
    

Dallas Moore in una prigione, l’ultimo cantante a varcarla è stato Johnny Cash nel 1967-68 per registrare Live At Folsom Prison e c’è una sottile congiunzione a quel disco tramite Bill Halverson: assistente di studio allora, e produttore adesso.
L’atmosfera è acustica alla Bullitt County Jail in Shepherdsville, nel Kentucky, alle due chitarre (l’altra è di Chuck Morpurgo AKA Lucky Chucky) corrisponde uno specifico atto di fruizione che le 'attiva', le mette in funzione d'uso nei 45 minuti di Live At The Bullitt County Jail.
Canzoni conosciute ma anche mai incise, brillano You Know the Rest e Condemned Behind the Wall e Dallas Moore contamina il suo sguardo al country così asciutto con un tema alquanto sdrucciolo sulla società Americana, le geometriche malinconie dei personaggi anche in As Good as It Gets e Bottle and a Bible, si attorcigliano a quel senso di maledettismo che si congegna con la solitudine di una prigione.
Canzoni scure ma non rimane sempre il sapore della disillusione, il ritmo incalza Raisin' Hell and Slingin' Gravel e Last Man Standing, batte forte il cuore del Troubadour texano fino a Crazy Again e la accorata e splendida chiusura con Blessed Be the Bad Ones.
Ballate che si muovono su una scala del grigio ed è quella che meglio restituisce la luce e la malinconia di Live At The Bullitt County Jail.



           



 

 
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