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      JESSE DAYTON (The Revealer) •••½

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  Recensione del  03/12/2016                 
    

Resta viva l’influenza della country-punkers band dei Supersuckers anche al sesto disco solista di Jesse Dayton, The Revealer è punteggiato dalle sfumature della telecaster, con apparizioni che ricorrono come note messe a margine e decise, prima o poi, a saltare al centro della scena e a fare da linee guida fin da una soave Daddy Was a Badass.
Lo humor per il texano è sempre in prima fila in un disco eclettico e ben riuscito, si passa da spiritati rockabilly (Holy Ghost Rock n' Roller) e accesi rock ‘n roll (Take out the Trash) a profonde pause country dalla parte dei fuorilegge di Waylon Jennings (The Way We Are) che sbocciano nella tenebrosa Eatin' Crow and Drinkin' Sand o quando pensa a George Jones a cui paga un bel tributo con Possum Ran over My Grave, dove risalta in modo efficace il calore texano che si raccoglie intorno alle emozioni agresti riproposte con rispettosa distanza, tanto da renderle ancora più intense.
Tutte loro raccontano la sua vita disegnando una parabola circolare, segnata da intriganti condizione di stallo acustico, Mrs. Victoria (Beautiful Thing) e Big State Motel, e esplosioni contagiose, I'm at Home Gettin' Hammered... a 3 Pecker Goat -scritta con il songwriter Hayes Carll, Jesse Dayton ha idee di musica che sanno ancora essere funzionali.



           



 

 
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