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      BJ BARHAM (Rockingham) ••••

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  Recensione del  28/08/2016                 
    

Da 10 anni scrive canzoni per la band degli American Aquarium, “… but on a recent trip to Europe (era a Parigi la notte del 13 Novembre 2015, durante gli attentati terroristici di matrice islamica fondamentalista, n.d.C.), I wrote a batch of songs that didn’t feel like full band songs. They felt extremely intimate. A batch of songs about home. My childhood home of Reidsville”.
Rockingham è il pregevole debutto solista del vocalist BJ Barham, 8 ballate elettro-acustiche e la sensazione di un grande déjà vu intriso di nostalgia entra in moto da American Tobacco Company, ma capace di emozionare con un songwriting narrativo solido proprio perchè già ampiamente collaudato e propone alcuni snodi tipici dell’alt.country, steel guitars, banjo e l’armonica che abbracciano Rockingham e il senso di stanze del passato che si sgombrano continua a defluire, perdono gli oggetti che le avevano abitate, ma che si ricostruiscono nell’assenza di colore, col calore, il suono dolce acustico di Unfortunate Kind o con il pianoforte in Madeline.
Accattivante lo sfondo bucolico di O' Lover e di Road to Nowhere, altro lavoro pregevole alla pedal steel di Whit Wright (c’è anche il chitarrista Ryan Johnson sempre degli American Aquarium) tra il banjo dell’introspettiva Reidsville, con le ultime tessere di vite che si combinano e si staccano nella conclusiva ballata di Water in the Well.
Senza sovraccaricare l’ascoltatore, la riuscita parentesi riflessiva di BJ Barham.



           



 

 
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