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      EDWARD DAVID ANDERSON (Lower Alabama: The Loxley Sessions) •••½

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  Recensione del  21/11/2015                 
    

Secondo disco solista per il vocalist della rock band dei Backyard Tire Fire, Edward David Anderson si ritira nella rurale Alabama a trascorrere l’inverno, scrive e incide canzoni, il violino e la pedal steel come tavolozza per disegnare i mondi di Lower Alabama: The Loxley Sessions, un nuovo modo per ripensare l’alt. country come espressione di una poetica pronta ad abbracciare l’iniziale Firefly.
È come essere su una highway desolata con i pensieri che vengono a galla di continuo, la chitarra di Will Kimbrough gioca parti fondamentali tra Sentimental in the Morning e la classica storiella da fuorilegge di Jimmy & Bob & Jack, dall’altra la pedal steel e il pianoforte carichi di malinconia in intense ballate come Silverhill e Cried My Eyes Dry, Edward David Anderson si muove sul terreno di un romanticismo nebbioso, di transizione, e l'impasto sonoro colpisce (il banjo di Hidin' at the Hollow, l’ariosa, leggera bellezza di Valentine's Day).
Duttile e abile Edward David Anderson snida, con facilità, nel quotidiano il sentimentale, lo affida al country e le melodie ripagano in One at a Timin' e la brillante conclusione di Sadness, a sparare sulle pecche dell'umanità, Edward David Anderson cucina a puntino Lower Alabama: The Loxley Sessions trovando un magico punto di equilibrio fra tradizione e rinnovamento.






 

 
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