www.cheapo.it


 

          

JACKSON TAYLOR & THE SINNERS (Which Way Is Up) ••••

La country music texana ha il suo fuorilegge, si chiama Jackson Taylor, e insieme all’ultima band, i The Sinners (Brandon Burke, batteria e Mike Battiato al basso) scorrazzano liberi di indagare il doppio fondo della vita, nascosto tra robuste dosi di alcol e droghe.
Dopo l’amarcord acustico di Cantina Del Diablo, rieccolo a indicare la strada di un corposo country/rock che viene presentata per Which Way Is Up come un percorso verso la pienezza ‘spirituale’, niente paura, non credo si sia stancato di c...
Nr° Letture : 52
Stampa Recensione
CHELLE ROSE (Blue Ridge Blood) ••••

Chelle Rose è tornata in Tennessee, ha lasciato per strada Nashville, un marito, un lavoro ‘normale’ per una carriera da singer/songwriter: “I needed music”.
Dal 2012 dell’ottimo The Ghost of Browder Holler, molto texano come Ray Wylie Hubbard che lo aveva prodotto, Blue Ridge Blood resta confinato nel rurale Sud americano, dove il contatto quotidiano con una società poco incline al compromesso inasprisce l’iniziale Paintsville Table, Chelle Rose si ritira dalla realtà colonizzata dalla tel...
Nr° Letture : 54
Stampa Recensione
DAVID MUNYON (Clark) ••••

‘During the last three tours, fans asked me again and again for a cd which sounds like Davy stage performance. Solo acoustic, just the guitar and the goosebump voice. Here it is !’ Il 21esimo disco di David Munyon è acustico, non è certo il primo (3 per l’etichetta Mobile Home Records), Clark è nato durante il tour del 2014 su volere di Sebastian Linke, tour manager e responsabile della versione tedesca del sito web di David Munyon.
Il fascino di una ballata come Leaving Moscow In A Stolen Car cattura i...
Nr° Letture : 44
Stampa Recensione
SHAD BLAIR (Sawdust) ••••

Il singer/songwriter Shad Blair ha sempre lo sguardo sul Texas, sollevato quel poco, quel tanto che basta per avere quel salutare distacco dalla quotidianità, dagli aspetti in cui l'animo umano risulta invischiato sino in fondo, senza sapersi trarre d'impiccio, con Sawdust siamo sempre dalla parte dell’esordio di Red Fall, molto più radicato nell’americana con forte impronta Texana rispetto alla virata (sempre di spessore) bluesy di Sunday Blues.
Ballate e qualche sferzata elettrica, honky tonks selvaggi e momenti int...
Nr° Letture : 48
Stampa Recensione
AARON EINHOUSE (It Ain't Pretty) ••••

Il songwriter di Austin proietta all’interno di It Ain’t Pretty le atmosfere pesanti e ballerine della vita, principalmente di una coppia, e si conforma come un disco stratificato, composto da sfoglie sottilissime e trasparenti, una sovrapposta all'altra, di rock texano, “The record is kind of talking about things that are difficult, and not necessarily the sunny side of life”, spiega Aaron Einhouse che imbraccia chitarra e armonica, due ipotetiche dighe capaci di limitare il lungo flusso di immagini in movim...
Nr° Letture : 44
Stampa Recensione
DARKWATER REDEMPTION (Long Way Down) ••••

Ep registrato in Georgia dove li hanno scovati in un pub, a suonare “Southern Music” dai mezzi felicemente spicci -ma mai scontati, perché il sound dei DarkWater Redemption con una mano ti acchiappa, con l'altra ti colpisce.
Come mostrano le ferree When the Whiskey Whispers Her Name, Julianne e Get Back Up è parte di un corpo omogeneo, ma non chiuso e inscalfibile, le suggestioni bucoliche di Who's Keeping You Warm giustificano il fine di Long Way Down, con il banjo che solca Boogie Man<...
Nr° Letture : 49
Stampa Recensione
ADAM KARCH (Moving Forward) ••••

Il bel disco acustico di sole covers, Blueprints del 2014, ha favorito l'apertura di Adam Karch a un interessante, benché circoscritto, rinnovamento in Moving Forward, perché ora c’è un trio, Marc-André Drouin (basso) e Bernard Delauriers (batteria), per un suono elettrico senza dimenticare isole acustiche e qualche azzeccata cover.
Giovanissimo, nemmeno diciottenne, era in tour con Jeff Healey, non male per un chitarrista canadese con la passione per il blues e la ballata folk/americana, una voce accogliente e...
Nr° Letture : 45
Stampa Recensione
COLE RISNER (Better Man) •••½

Il Texano Cole Risner sforna una decina di semplici, radiose, ballate che spaziano nell’Americana sound, si fa accompagnare da ospiti di lusso (Hayes Carll, la moglie di Max Stalling al violino e il chitarrista Travis Linville co-produce l’album), Better Man si apre e si chiude con degli occhi che scoprono sentimenti contraddittori, che per lo più lasciano riflettere, da subito, nell'incipit della florida How It Feels to Me, appaiono i temi principali cari a Cole Risner che ci accompagnano ...
Nr° Letture : 47
Stampa Recensione
JIMMY PIZZITOLA (The Choctaw Wildfire Sessions) •••½

Songwriter di Houston, Jimmy Pizzitola e la vita nel South Texas, prima l’honky tonk nella Alt-Country band Jimmy James and The Enablers, ma la svolta arriva con Poet on the Run annata 2010 quando si cala nella mitica tradizione dei texas songwriters, un disco di ballate notturne e nostalgiche con una gran versione di Cold Cold World di un’icona texana alla pari di Townes Van Zandt, ovvero Blaze Foley.
The Choctaw Wildire Sessions è la dimostrazione lampante di una poetica capace di svi...
Nr° Letture : 50
Stampa Recensione
KALYN BEASLEY (Northerner) •••½

Cuore da cowboy e sfondi bucolici che si estendono dal nord del Wyoming al Texas su cui lasciare tracce poetiche, Kalyn Beasley dopo aver suonato negli ultimi 5 anni per l’alt.country band dei Bad Intentions debutta come solista con Northerner.
L’armonica e malinconiche steel guitars convergono in Beartooth e sulla ‘open road’ di Bluebonnets, partono da sponde lontane tra il passato e il presente del Far West, ma sempre di vita in piccole città di provincia si parla, si aprono crepe e macchie nel passa...
Nr° Letture : 42
Stampa Recensione
MASSY FERGUSON (Run It Right into the Wall) •••½

Americana, alt-country, e una buona dose di sano rock 'n' roll, ricordano gli intramontabili e indimenticabili Slobberbone e gli Uncle Tupelo, ma anche l’immaginario della band di Seattle dei Massy Ferguson (5 album all’attivo) è da santificare con highways, truck-stop coffee, whiskey, viaggi rivelatori e di crescita tra catapecchie chiamate motels.
Il vocalist e bassista Ethan Anderson prova a essere un musicista pieno di curiosità, apre Run It Right Into The Wall con Gallipoli, brano mosso da...
Nr° Letture : 49
Stampa Recensione
BRAD CUNNINGHAM BAND (Every Inch Of Texas) •••½

Country alla texana anche se sono del Missouri, perché Brad Cunningham ha studiato a Waco, Tx, è cresciuto con la musica di Pat Green & Robert Earl Keen, violini, chitarre elettro-acustiche e aria di confine Messicano che una volta tornato a casa sono diventati elementi temporale della sua storia, diventandone un elemento costituente in Every Inch of Texas (con altro spicchio del Lone Star State nella partecipazione di Ryan Engleman dei Turnpike Troubadours alla pedal steel, eccellente il lavoro nella ballata ‘gy...
Nr° Letture : 43
Stampa Recensione
RUSSELL JAMES PYLE (Rise) •••½

“I came out to New Mexico in the fall of 2005 and just fell in love with the area and the landscape. I wanted to make a change in my life, and I wanted to pursue music”, parla di Albuquerque Russell James Pyle (un passato nella band The Porter Draw) lì ha scoperto un mondo di idee, come un mare aperto, ricco di fermento, da cui attingere per creare le storie dell’esordio solista Rise.
Entra in questo mare da September Song, ballate elettriche macchiate dal banjo, al contempo un crocevia di rotte e un cat...
Nr° Letture : 41
Stampa Recensione
JESSE QUANDT (Back in Town) •••½

Un paio di anni e la carriera da musicista ha fatto scoprire un’altra faccia della vita al militare Jesse Quandt e non è che mettesse musica dovunque, ma solo nei punti che pensava giusto di dover sottolineare.
Produrre un album non è cosa semplice per chi arriva direttamente dall’esercito dove ha trascorso una decina di anni, eppure con l’apporto della famiglia e amici, Back in Town ha trovato luce, quella di un rock dalle forti radici nella provincia americana, pochi fronzoli, canzoni che parlano di vita difficile...
Nr° Letture : 45
Stampa Recensione
TOMMY MOORE (Need Some Sleep) •••½

L’esordio del songwriter di Austin Tommy Moore, coinvolge come la città in cui vive, che per conto suo pensa a spennare chi arriva da fuori… ma permette a giovani promesse di non essere aggredite dal peso schiacciante di una realtà musicale feroce, Need Some Sleep trova il suo spazio, un disco onesto con un solido mix di Alt-Country, Americana e Rock.
Da Love Forever Without End e One Tear Left to Cry non c’è niente di prevedibile ed emotivamente ricattatorio, chitarre fluide, melodie accattivanti, la ba...
Nr° Letture : 44
Stampa Recensione
CHAD COOKE BAND (Easy Way Home) •••

Sulla scena texana e dell’Oklahoma da un paio di anni, la Chad Cooke Band porta in giro un’onesto country/rock, canzoni che parlano della cultura delle piccole città, di ‘backroads’, cuori infiammabili, sane amicizie e piccole storie dal Lone Star State sommessamente patriottiche con intensi scambi agresti tra le chitarre elettro/acustiche nelle ballate (dolce Easy Way Home, aspra Oil Man) o con l’armonica che apre la raggiante Back to Being Me.
In Easy Way Home s'intrecciano chiaroscuri texani,...
Nr° Letture : 45
Stampa Recensione
RICHMOND FONTAINE (You Can't Go Back If There's Nothing to Go Back To) ••••

Il cavallo abbandonato nel deserto in copertina da un’idea della libertà dell’American West che non ha bisogno di date precise ed è anzi atemporale nella sua essenza più intima, al contrario della “terra sconosciuta” nelle parole di Amleto, “da dove non torna mai nessuno”, si colgono echi dotati di una forza e persistenza propria che Willy Vlautin oramai scrittore di romanzi e ‘penna’ in una seconda band (i Delines) riporta come testamento finale nei Richmond Fontaine, per seguire una sorta di linea retta a s...
DISCO DEL MESE
Nr° Letture : 315
Stampa Recensione
CAPTAIN LEGENDARY BAND (Lifetime) ••••

L'uso espressivo degli oggetti di scena (le chitarre di Aaron Bancroft e del vocalist Charlie Hager) e dei costumi (jeans sdruciti, gli stivali impolverati) hanno il pregio di far slittare quell'immaginario del West Texas che costituisce una sorta d'intelaiatura esterna tesa a rafforzare e a rendere significante quel sentimento fisico della Captain Legendary Band, e Lifetime la comunica prepotentemente in ogni singolo brano.
La stessa Title track e soprattutto l’intro di Honey sono come un mare molto p...
DISCO DEL MESE
Nr° Letture : 292
Stampa Recensione
LUKAS NELSON & PROMISE OF THE REAL (Something Real) ••••

La parentesi con Neil Young per The Monsanto Years porta i suoi frutti.
Tutto ha un inizio, in quel 2014 in Nebraska “We became the backing band for dad (Willie n.d.c.) and Neil and then we just never quit after that” spiega Lukas Nelson, e le poche parole proferite s'incollano sul terzo disco scritto insieme ai Promise of the Real, libero di lanciarsi nell'aria, la musica costantemente agganciata al rock, con luci naturali pronte a diffondere una foschia allucinatoria sia in Surprise che...
Nr° Letture : 248
Stampa Recensione
MAYOR WILLEMS (Busted Plow) ••••

Il cowboy Mayor Willems seguendo gli stilemi tipici del West americano porta alla ribalta un suono tipico texano, ben elettrificato e con l’armonica apre in Simple Life un campo lunghissimo intorno alla provincia americana che Busted Plow cavalca sulla linea dell'orizzonte del rock e le sovraimpressioni dell’armonica servono a compenetrare lo stile di Mayor Willems.
Sembra vederlo tra le distese di deserto, al profilo delle montagne, entrano decise le sferzate elettriche di Busted Plow e The Witnesse...
Nr° Letture : 235
Stampa Recensione
MALCOLM HOLCOMBE (Another Black Hole) ••••

Another Black Hole è un disco sofisticato, ragionato. Forse non è per forza il capolavoro assoluto, che in molti vanno proclamando, ma ha la forza della dozzina di albums pubblicati da Malcolm Holcombe.
Una voce impastata di whiskey e un approccio acustico tra country, blues e folk alla texana, tra Wylie Hubbard e James McMurtry, si circonda di amici fidati Jared Tyler (chitarra, mandolino, banjo e dobro) e l’altra chitarra di Tony Joe White, un utilizzo sapiente e pertinente delle percussioni...
Nr° Letture : 214
Stampa Recensione
FLATLAND CAVALRY (Humble Folks) •••½

Tra Amarillo e Lubbock lo sfondo texano si apre su un poema visivo accarezzato da nuvole basse e dal sole radente in un delicato intreccio di dissolvenze, ispira e romanza il disco dei Flatland Cavalry: “Easy on the ears, heavy on the heart” la lettera di presentazione del loro esordio Humble Folks.
La voce del songwriter Cleto Cordero e la violinista Laura Jane tracciano i percorsi della ballata iniziale One I Want, e sembra proprio che siamo difronte al ritorno massiccio di un interessante e multiforme...
Nr° Letture : 186
Stampa Recensione
PHIL HAMILTON (Brazos Wind) •••½

La vita cambia le prospettive sulla strada percorsa dal texano Phil Hamilton ora marito e padre, costringono a rivedere le cose che girano intorno, Brazos Wind rimane incollato ad un perimetro texano bucolico, alle radici rock texane ma è anche il perimetro dove Phil Hamilton trova il disco della svolta.
Stretto se lo percepiamo in quanto texano ma proprio per questo ‘invaso’ da movimenti nella tradizione cantautorale che si traducono in grafie di superficie, che ritagliano la realtà per inventarne una visione co...
Nr° Letture : 199
Stampa Recensione
JEFF PLANKENHORN (Soulslide) •••½

Una lunga carriera nelle retrovie della scena texana per il chitarrista Jeff Plankenhorn (le collaborazioni con Joe Ely e Ray Wylie Hubbard, con un altro gran chitarrista Stephen Bruton fino agli ultimi al Saxon Pub di Austin, appuntamento fisso tra i Resentments di Scrappy Jud Newcomb) anche se non appaiono contigui formano un continuum in SoulSlide, perché indipendenti l'uno dall'altro e per questo manipolabili singolarmente tra blues, soul & rock.
Jeff Plankenhorn è in grado di snocciol...
Nr° Letture : 185
Stampa Recensione
DYLAN STEWART & The EULOGISTS (Giving Up the Ghost) •••½

Dylan Stewart e una nuova band i the Eulogists, altro quartetto di musicisti dell’Oklahoma pronti a mischiare folk, rock, e alt-country nel terzo disco Giving Up the Ghost tra territori della vita e della morte, stabilendo legami complessi, continui e intercambiabili, nello spazio e nel tempo delle chitarre, tra innumerevoli forme.
Ballate pronte ad accendersi, Stay in Tune alla preziosa Down to the Rio, lo sguardo di Dylan Stewart al Texas dove addensa una malinconia di grande intensità in Hi...
Nr° Letture : 202
Stampa Recensione
LINCOLN DURHAM (Revelations of a Mind Unraveling) •••

Il fondale di riferimento resta il blues e il delta del mississippi, ma la formazione del ‘One-man band’ Lincoln Durham ha avuto modo di intrecciarsi, in modo più spesso con le radici del Sud americano e Revelations Of A Mind Unraveling è ancora più scuro, tumultuoso dei dischi passati.
These songs are my therapy. This album is my ammunition against the internal demons”, spiega Durham, e Suffer My Name e Bleed Until You Die sollecitano quesiti e disegnano un mondo in cui le distanze e le prossim...
Nr° Letture : 236
Stampa Recensione
RAILWAY GAMBLERS (Shadow of the Moon) ••••

Il fascino di questo quartetto di Chicago lo si deve osservare in modo panoramico, tra l’ottimo esordio di Heart Of The Sun nel 2015 e dopo soli 7 mesi di questo Shadow Of The Moon, e giova parlarne come entità unica anzichè per singoli dischi.
Il vocalist Brendan Folliard torna sui temi scuri dell’esordio con 'passeggiate inferenziali' nell’americana, più chitarristico (grazie a Matt Fricks), ma stessa cura della melodia, tra un linguaggio espressivo e l'altro i Railway Gamblers spingono Shadow in My So...
Nr° Letture : 425
Stampa Recensione
DAN COLEHOUR AND THE CORNDODGERS (Brother's Keeper) ••••

I fantasmi del rocker Mellencamp tornano dal Midwest, un fulminante Ep (One for the Old Man, annata 2004) per il songwriter dell’Iowa che dopo un lungo silenzio getta insieme ai The Corndodgers un sasso in acque ferme da troppo tempo, e Brother’s Keeper provoca onde che (re)intercettano il talento di Dan Colehour.
Un ragazzo quando arriva a San Antonio, Tx, segue i genitori, ma la scena fertile della vicina Austin è lì pronta a cambiargli le prospettive sulla musica, a plasmare un suono dalle forti radici ...
Nr° Letture : 264
Stampa Recensione
TOM GILLAM & The KOSMIC MESSENGERS (Beautiful Dream) •••½

Era il 2006 di Never Look Back, anno di cambiamento per Tom Gillam, musicale e di vita, quella di trasferirsi in Texas dove piano piano le parole si sono tramutate in canzoni, a colorare un suono tra americana e il rock, le due facce di Tom Gillam sia con band degli US Rails e ora con i Kosmic Messengers.
Beautiful Dream è frammentato dalle chitarre, 'frullato' e 'shakerato' attraverso un'estetica tanto cara a Tom Gillam, l'evocazione di un'atmosfera classica e spigolosa del Sud Americano, invitante l’e...
Nr° Letture : 298
Stampa Recensione
WAYNE GARNER (Love Drunk Fool) •••½

Stile texano, Wayne Garner lo sviluppa per espansione e ramificazione in relativa libertà tra rock e americana, lo organizza in un convincente spazio elettro-acustico attraversato da decisi flussi di chitarre pieni di relazioni e incroci.
Piglio radiofonico per la Title track ma nel mezzo di Love Drunk Fool si trova molto altro, di più e di meno, ed è quanto intende mostrare Wayne Garner tra efficaci impasti rustici in Voodoo Queen, Red River Band e Little Red Boots.
Al secondo disco Way...
Nr° Letture : 283
Stampa Recensione
JEFFREY FOUCAULT (Salt As Wolves) ••••

Salt as Wolves’ arriva dall’Otello shakesperiano, ma il velo della finzione si rompe presto perché attraverso le crepe della memoria di Jeffrey Foucault penetrano melodie rivelatrici. C’è poco da decifrare perché spostano l'attenzione sul reale, mescolano tessere di amici e famiglia, ma l’amore consente rattoppi e l’ascoltatore si sente interpellato direttamente in una collezione di ballate di americana e blues.
Una serie di lettere bisognose di continui va e vieni col tempo in cui vivono, lo spirito di un musici...
DISCO DEL MESE
Nr° Letture : 535
Stampa Recensione
KEVIN GORDON (Long Gone Time) ••••

A casa, in Louisiana, non è che manchi la vita, la si vive soltanto da un'altra posizione, quella di Kevin Gordon non abdica alla propria rigorosa creatività, scavalca le insidie di un facile minimalismo alla ricerca di un'atmosfera più sottile e psicologicamente intrusiva nel profondo e ambiguo Sud americano.
Può farlo con risorse folk-americana & blues, tra elettrico e acustico, le due ‘anime’ si fondono in Long Gone Time, quella aggressiva con quella di una forte reminiscenza classica, intrisa di un luttuoso roma...
DISCO DEL MESE
Nr° Letture : 497
Stampa Recensione
JOE ELY (Panhandle Rambler) ••••

Joe Ely e le strade senza fine del Texas. Quelle polverose, tra Amarillo e Lubbock, dove per analogia con il suo essere nel tempo/spazio della strada che abita, in un ordine codificato di passaggi, identificano Panhandle Rambler.
Joe Ely dimentica le riflessioni della giovinezza e si sofferma sul paesaggio che osserva, Canyons e Highways, l’atmosfera che libera Wounded Creek tra chitarre elettriche ed acustiche e l’immancabile fisarmonica (in mano ad un cast d’eccezione: Lloyd Maines, Joel Guzman, Teye Winjnterp...
DISCO DEL MESE
Nr° Letture : 463
Stampa Recensione
LANCE CANALES (The Blessing And The Curse) ••••

Terzo disco per Lance Canales affidato all’etichetta di proprietà di Jimmy LaFave (che produce, canta e suona la chitarra), una voce profonda accompagna una serie di ballate ben costruite su storie vissute anche in prima persona che sulle strade di The Blessing and The Curse solcano confini, geografici ed umani.
I’m tired of love songs. I love songs about death…” un incipit a descrivere un approccio ad uno stile (‘Dark Americana’) che avanza spigliato dalla frizzante California Or Bust e prosegue in ...
Nr° Letture : 442
Stampa Recensione
MIKE ZITO & THE WHEEL (Keep Coming Back) ••••

Lasciato il supergruppo dei Royal Southern Brotherhood lo scorso anno, Mike Zito torna con i The Wheel a scorrazzare tra Texas & Louisiana con un materiale ancora una volta eterogeneo e inserito in uno spazio melodico altrettanto eterogeneo rispetto alla superficie di Keep Coming Back : “Is all in the title,” spiega Zito. “I love the blues, I love rock 'n' roll and I love country music. It's what I do and who I am”.
Un disco ricco dove Jimmy Carpenter al sax e le tastiere di Lewis Stephens ...
Nr° Letture : 413
Stampa Recensione
BOTTLE ROCKETS (South Broadway Athletic Club) •••½

Brian Henneman è il nucleo embrionale del quintetto dei Bottle Rockets, annata 1992, ben 12 dischi, il suo 'modellino' di americana, influenze rock e country torna per pilotare South Broadway Athletic Club, e la sua ‘voce’ ne consente sempre un facile controllo e una visione d'insieme, “It’s the first album we ever made we’re not tired of by the release date” e c’è da credergli per come le melodie innervano tutta Monday (Everytime I Turn Around) e le chitarre Big Lotsa Love e I Don't Wanna Know...
Nr° Letture : 394
Stampa Recensione
WHISKEY PROPHETS (Gasoline Diary) •••½

Texas rock, la musa con la quale i The Whiskey Prophets hanno stabilito una relazione professionale e sentimentale, la portano avanti anche al terzo disco Gasoline Diary, Brad Roberson lo invade con la sua voce mentre la chitarra è lì, come sempre, a commentare, seguire, illuminare, analizzare e talora preconizzare le motivazioni dei The Whiskey Prophets.
Fresca e salutare solca Burned Out Sun, melodie energiche anche nelle ballate che grazie alla maestria dell’aria agreste, si focalizzano nel paesaggio texa...
Nr° Letture : 460
Stampa Recensione
CASE HARDIN (Colours Simple) •••½

Un balzo per il quartetto dei Case Hardin, un disco di quelli che si incidevano anni addietro, ambizioso per come riduce il rock ai minimi termini negli 8 minuti iniziali di Poets Corner, per quel lento movimento tra percussioni e pianoforte, e poi le chitarre, usate con tanta parsimonia, lo scorcio necessario che occorre perché si abbia il tempo di ascoltarle, prima che il ritmo penetri nella coscienza di Colours Simple.
A nord di Londra, Pete Gow fa le cose come si deve insieme alla chitarra di Jim Maving (g...
Nr° Letture : 361
Stampa Recensione
TURNPIKE TROUBADOURS (The Turnpike Troubadours) •••½

Scelgono San Francisco, e strano a dirsi, a solo 90 miglia di distanza, una fattoria, tanto spazio vicino ad uno studio di registrazione e un mese per incidere il quarto disco, The Turnpike Troubadours scorre su di un filo che è sempre il country a tendere, nella sua capacità di smistamento di forme e melodie diverse.
Evan Felker ci mette sempre la faccia (e soprattutto la voce), racconta di sé, di quello che vede e che gli accade intorno mischiando violino, banjo e raggianti chitarre, si prendono The Bird Hunters...
Nr° Letture : 405
Stampa Recensione
PAKE ROSSI (Twisted in the Vine) ••••

Il valore dei primi due dischi -For All That It's Worth (2010) e Mercy Of The Mountain (2013)- sta nel suo offrirsi come tessera di un'esperienza più ampia: come segmento di una sequenza che è partita altrove e che finirà di certo in giro per il South Texas.
L’idea alla base di Twisted In The Vine è la stessa, semplice, si parla della scelte di vita e delle conseguenze che esse comportano, “So brothers”, spiega Pake Rossi, “keep in mind, there's nothing finer than flyin' free but just 'cause you...
DISCO DEL MESE
Nr° Letture : 519
Stampa Recensione
JOHN KING AND The MUD RIVER REVIVAL (Write The Wrongs) ••••

Da una piccola ‘small town’ Morgantown, sud del Kentucky, un debutto coi fiocchi capace in una solo apparente semplicità di digerire fonti e suggestioni disparate.
La Vita è dura, c’è poco da fare, lì John King (ex frontman dell’hard rock band dei Sixth Floor) è pronto a raccogliere la polvere d'asfalto per nuove inquadrature rurali utili a grattare le superfici rugose dei marciapiedi che lo circondano e le guance ruvide di volti dei diseredati.
Questo l’approccio di John King And the Mud River Revival, elettro-acustico,
Nr° Letture : 431
Stampa Recensione
KEVIN SEKHANI (Day Ain't Done) ••••

Kevin Sekhani è un songwriter di Austin, Tx, vent’anni di carriera, una parentesi con i The Mercy Brothers, gruppo gospel della Louisiana.
Di ritorno in Texas, l’idea di Day Ain’t Done, americana e radici country texane per fondere il passato con il presente, reinciderlo con una ricca strumentazione (mandolino, steel guitars, fisarmonica, violino) e aggiungere nuove canzoni, in un tutto coeso, come lenti deformanti che consentono di mettere a fuoco allo stesso istante un oggetto in primissimo piano da un lato e uno in p...
Nr° Letture : 444
Stampa Recensione
UNCLE LUCIUS (The Light) ••••

Come una trappola, i vincoli di una casa discografica per chi passa con intervalli ristretti tra le influenze di un rock rurale all’old school R&B e all’Americana erano soffocanti, gli Uncle Lucius al quarto disco optano per una produzione fatta in casa con il contributo dei fans, “We think it’s our best album to date,” spiega il vocalist Kevin Galloway. “We were able to walk away from the label, the whole album in itself is about the journey - maybe about being on the road specifically, or the journey to the insid...
Nr° Letture : 435
Stampa Recensione
STATESBORO REVUE (Jukehouse Revival) ••••

Come declamava il folgorante esordio, ‘Different Kind of Light’ continua a illuminare la texas band dei The Statesboro Revue, la fa sobbalzare, l'espressione di uno sguardo rivolto al Texas che sembra eterno e che ancora pronto a dischiudere un ricco mondo interiore.
Co-prodotto con Gordy Quist e Scott Davis (Band of Heathens) Jukehouse Revival celebra cose semplici, ma le decompone pezzo per pezzo, la vita, l’amore, e con defatigante lentezza tutti gli elementi di un lavorare duro al ritmo di uno ‘swampy ...
Nr° Letture : 391
Stampa Recensione
WARREN HAYNES (Ashes & Dust) •••½

È il terzo disco che porta solo il suo nome, ma Warren Haynes sa come renderli unici.
È il caso del doppio cd Ashes & Dust inciso insieme ai Railroad Earth, arrangiamenti acustici, impronta folk / americana marcata dove liberare la slide guitar in una nuova dimensione, per l’uso così assiduo, mai registrato in passato, una Les Paul meno aggressiva, diciamo, ma sa trovarsi lo spazio per la jam, c’è una stanza in Ashes & Dust dove farlo, Spots of Time.
Nuovi brani, alcune scritte 20 anni fa (“I’ve bee...
Nr° Letture : 397
Stampa Recensione
ROD PICOTT (Fortune) •••½

Rod Picott ci aveva abituati a parlare della gente, con Fortune canta mettendo in scena (in gioco) per lo più la sua vita, si espone e mimetizza ballate folk introspettive con sprazzi elettrici rock/bluesy, canzoni dal cuore e per il cuore.
Una voce dal timbro ruvido, profonda ma accesa e inconfondibile tra l’armonica di Maybe That's What It Takes, gioia e problemi attraverso la vita di un uomo che si affanna a predisporre un futuro che in ogni momento - per un capriccio del caso - può essere scompaginato e s...
Nr° Letture : 347
Stampa Recensione
BRENT BEST (Your Dog, Champ) •••½

Il frontman degli Slobberbone e poi dei The Drams rispolvera l’idea di un debutto solista (ci lavorava dal 2010) e dopo tentennamenti e ritardi, un positivo riscontro tra amici ed ecco Your Dog, Champ.
Il songwriter texano Brent Best resta un’affidabile ‘storyteller’, Patterson Hood dei Drive-By Truckers ne tesse le lodi: “His eye for great narrative puts him in the exalted company of storytellers (both songwriting and literary) like Larry Brown and the McMurtry clan. A true Texas treasu...
Nr° Letture : 359
Stampa Recensione
WHITE BUFFALO (Love And The Death Of Damnation) •••½

Jake Smith ovvero White Buffalo, s'incunea dal 2003 con eccessi zampillanti di realismo e una genuina variante tra americana & rock sempre fiero della propria carica, lo fa prorompere anche in Dark Days, dove un uomo riflette su un futuro migliore, brano utile a rivelare il processo creativo di Love and the Death of Damnation.
Dopo il concept album del 2013 su un veterano di ritorno dall’Iraq tra alcol e disconnessioni celebrali, White Buffalo usa lo sfondo di pulsanti annuvolamenti percussivi per parl...
Nr° Letture : 403
Stampa Recensione
BEN GILMER (Russell County Fair) •••½

Tra le montagne della Virginia è nato Ben Gilmer, una fattoria, tanto duro lavoro, ma anche il tempo di suonare insieme a fratelli e cugini.
Appalachia & Americana per un suono rurale ben equilibrato tra ballate e vivaci sprazzi elettro-acustici, in Russell County Fair (terzo disco) complessifica e rende più interattive tali armonie ridefinendone le forme tra storie che parlano di ‘hard times, family, and love’, frammenti narrativi che si mescolano, si sovrappongono, si contaminano tra accelerazioni (Carbo ...
Nr° Letture : 472
Stampa Recensione
RAY WYLIE HUBBARD (The Ruffian's Misfortune) ••••

Alla soglia del 70esimo compleanno, Ray Wylie Hubbard ha un modo insolitamente accattivante, brioso, di mettere in scena una vecchiaia che non si arrende, The Ruffian’s Misfortune, seconda tappa di una trilogia nata intorno al Mississippi blues, sia da riconoscere come una costruzione formale di cui, nel mentre vi si sviluppa, si è in grado di cogliere il disegno e la tessitura.
This record is pretty much where I am as far as trying to make records that work on a couple of different levels,” spiega Hubbard. ...
DISCO DEL MESE
Nr° Letture : 512
Stampa Recensione
SAM LEWIS (Waiting On You) ••••

Il singer-songwriter Sam Lewis trapiantato a Nashville, in solo 3 giorni incide Waiting On You : “There’s a tremendous amount of love and understanding in these recordings,” spiega Lewis.
La voce tempera le emozioni combinandole tra blues, country, soul & il gospel affidato alle McCrary Sisters, lì vivono 'a metà scala' 3/4 Time, da dove scorgere le storie di Sam Lewis, senza alcuna meta si susseguono una serie di ballate, espressive e intense, e da Love Me Again e Waiting On You tornare i...
Nr° Letture : 429
Stampa Recensione
MALLETT BROTHERS BAND (Lights Along The River) •••½

La Mallett Brothers Band si ritira per 10 giorni nell’isolata Piscataquis County, nei pressi del Sebec Lake, lì in un rurale studio di registrazione a incidere il quarto disco, Lights Along the River.
Un’idea pensando all’ultimo Ryan Bingham, forse, di certo passata per il Texas a sentire Late Night In Austin, la tendenza del sestetto dei fratelli Mallett (Luke, voce/chitarra/armonica, e Will, voce/chitarra/banjo) è quella dello spasmo orizzontale nel rock, da scansire e frammentare nel country.
Una costru...
Nr° Letture : 379
Stampa Recensione
JOHN MORELAND (High On Tulsa Heat) •••½

Terzo disco solista per John Moreland, continua a dividersi tra l’approccio elettrico utile a costituire il controcampo luminoso di High on Tulsa Heat, e mantenendo immutata la stessa allucinata capacità di raccontare il lato oscuro della società americana quando si affida alla ballata acustica, voce e chitarra.
Il bilanciamento elettro/acustico funziona, Hang Me in the Tulsa County Stars, American Flags in Black & White e Cleveland County Blues da una parte e Heart's Too Heavy e Whi...
Nr° Letture : 395
Stampa Recensione
MAYEUX & BROUSSARD (High Times & Good Rhymes) •••½

‘Swampy-tonk band’ al secondo disco, il country/rock continua a dare coesione al mondo di Mayeux & Broussard, esercita una forza centripeta che riporta costantemente ai quattro bordi di High Times & Good Rhymes e la consolida nel sanguigno avvio di Stoned And Broke Down (“You might not have the biggest house on the block, or the nicest car or whatever,” spiega Tate Mayeux. “But it doesn't matter. Life's still good”).
Pensieri bucolici che abbracciano Back At Home e Three People, ricch...
Nr° Letture : 372
Stampa Recensione
CHARLIE PARR (Stumpjumper) •••½

Al primo disco per la sua nuova etichetta discografica, Red House Records, il bluesman del Minnesota continua ad avvolgere in traballanti ‘pianisequenza’ steel guitars e banjo, utili a tradurre in cromatismo livido e uniforme suoni tra Lightnin' Hopkins e Woody Guthrie.
Mississippi Country blues stranamente suonato da Charlie Parr insieme ad una band, c’è un piano da barroom ad aprire Stumpjumper e inizia a spiattellare il malessere che ci circonda seppur tra le confessioni di una coppia in Evil Companion.
Il...
Nr° Letture : 399
Stampa Recensione
MULEHEAD (Forever Out Of Tune) •••½

Son tornati i Mulehead!
I had a bunch of songs that I couldn't really fit into solo projects,” spiega il frontman Kevin Kerby. “And I realized that they were actually Mulehead songs” ecco che l’alt-country/rock band dell’Arkansas dopo due anni di lavoro pubblicano Forever Out of Tune.
Determinati dal conflitto con le forze della memoria, utili a conservare l'identità, e le forze del desiderio, che tendono a oltrepassarla, a 11 anni dal loro ultimo disco, Forever Out of Tune cade in un buco temporal...
Nr° Letture : 397
Stampa Recensione
GURF MORLIX (Eatin' At Me) ••••

Gurf Morlix è nato nei sobborghi di Buffalo, il canovaccio che apparenta la maschera della splendida ballata che apre Eatin’ at Me.
Siamo dentro al passato e non lo guarda con gli occhi, con la mente e con le immagini di oggi, ma con la bassa definizione di allora: come se fosse là, e non sapesse come andranno le cose nella vita di un musicista intorno al 1970.
Il passo malinconico di Dirty Old Buffalo non dimentica l'apertura verso l'esterno, quel cosmopolitismo d'immagini, musica e sentimento della metafo...
DISCO DEL MESE
Nr° Letture : 598
Stampa Recensione
JAMES McMURTRY (Complicated Game) ••••

A 7 anni da Just Us Kids, siamo lontani da Dick Cheney e l’uragano Katrina, le canzoni politiche si dissolvono e James McMurtry dimostra che può esserci qualcos'altro.
Complicated Game è un disco per lo più acustico (banjo, mandolino, violino, pianoforte e organo) dove le relazioni interpersonali restano a galla per quasi tutti i 55 minuti, ma come il padre romanziere, James McMurtry è uno storyteller e sceglie di appoggiarsi a voce, chitarra e uno spettro da folksinger, il modo più rassicurante per reinter...
Nr° Letture : 470
Stampa Recensione
REVEREND PEYTON'S BIG DAMN BAND (So Delicious) ••••

Il Reverendo Peyton continua ad andare controcorrente alla società moderna dove tutti sono intenti a comprare sogni, a consumare emozioni, a cercare la chiave per non essere infelici. Sogni che negano la realtà e ne costruiscono una di artificiale.
‘Slow down and enjoy life’ sembra ribadire So Delicious, primo disco per la Yazoo Records (nota per lo più ai fans dell’old country blues), dove convivono più dimensioni melodiche: l'azione viene frantumata dal montaggio alternato, e il passato e il presente della T...
Nr° Letture : 496
Stampa Recensione
KEVIN DEAL (Nothing Left To Prove) ••••

Con Kevin Deal si va sul sicuro, il modo più veloce per apprezzare la capacità creativa della Texas Music tra Country/Americana, nel tempo in cui si trasforma all'istante in malinconia sospesa, disarmante e semplicissima nell’iniziale Nothing Left To Prove.
Ma i dischi di Kevin Deal (produce Lloyd Maines) si sottraggono alla 'regolarità' e qualche volta alla linearità del tempo, comunque anteponendovi regolarità e linearità di pensiero made in Texas, a partire da honky tonks ben elettrificati (Let Them Horses Run
Nr° Letture : 428
Stampa Recensione
   
2004-2016  ©  Rino Iacovella