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MARK JUNGERS (I’ll See You Again) ••••
Mark Jungers si dimostra profondo conoscitore della terra in cui vive, e lo esprime sulle direttrici dell’armonica e della steel guitar nel modo in cui irradiano I’ll See You Again, scorrono animate dalla capacità di fondere le visioni d'insieme di paesaggi e personaggi texani senza perdere di vista i dettagli armonici e rincorrendo anche le vedute della pedal steel di Gurf Morlix, bagnate da una luce chiarissima. Al sesto disco insieme a parte dei the Whistlin’ Mules (Adrian Schoolar, chitarra e dobro, W...
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GRANT PEEPLES AND THE PEEPLES REPUBLIK (Punishing the Myth) ••••
In soccorso all’uomo del nuovo millennio, abituato a trangugiare immagini e suoni dalla mattina alla sera, aizzato ad affidarsi ciecamente(!) al senso razionale per eccellenza, arriva il dissacrante Grant Peeples. Sempre contro tutti, rock, folk & americana contro la politica guerrafondaia e monetaria alla Bush, sulla scia della popolarità del ‘natural capital-globalist conflagration’, Grant Peeples si ripropone con Punishing the Myth (prodotto da Gurf Morlix) di fecondare le incertezze di un’intera generazione ...
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MARY GAUTHIER (Trouble & Love) ••••
Trouble & Love, 8 capitoli a raccontare una tumultuosa relazione che non poteva che andare in frantumi, e quello che resta sono più Trouble(s) che Love: "What an artist tries to do," spiega Mary Gauthier. “Is take chaos and turn it into something that makes sense— and there's nothing more chaotic than a break-up; it's like being put in a freaking washing machine and being spun around. You've got all these emotions flying around. You try to grab one and hold onto it long enough to give it a name, a face and a...
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WAYLON SPEED (Kin) ••••
Il rock resta un elemento destabilizzatore nella musica dei Waylon Speed, una chiave che apre e insieme scardina il meccanismo di KinWe evolve naturally, we aren’t trying to make anything different or better than previous material,” racconta il bassista e vocalist Noah Crowther. “We’re family, and this natural evolvement led us to Kin.” Gli alti e bassi della vita vissuti sulla strada ruotano attorno alle chitarre di Coming Down Again, vibrano e smuovono Reminds Me, e il mondo appare sfocat...
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MANZY LOWRY BAND (Muddy Waters) •••½
La consistenza sottilissima di racconti di fuorilegge e terre lontane, fogli bidimensionali spazzati via da un colpo di chitarra o dal sovrapporsi di pistole e bibbia aprono il mondo di Muddy Waters, l’esordio del singer/songwriter Manzy Lowry è molto seducente e si concede a tutti coloro che hanno un nucleo western nel cuore. Muddy Waters si lascia ascoltare quando si fonde e lavora sul tempo e nel tempo di un country irregolare e macchiato dal rock, seducono le strade calpestate in First Degree, il violino di
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BRANDON JENKINS (I Stand Alone) •••½
“I had been writing a lot of songs toward the end of last year and went up to Nashville to visit my manager, Ben Ewing,” spiega Brandon Jenkins. “He had arranged an acoustic show for me and I played for a few industry folks and a couple of my fans, performing the all new material that no one had ever heard but me. We recorded the show listened back the next day. Ben suggested I do an acoustic solo album. I said when and he said now.” In I Stand Alone, voce, chitarra e armonica si nutrono con efficacia in ...
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CRAZYWATER (American Rust) •••½
Il canovaccio dei Crazywater continua ad essere libero dai connettivi casuali della provincia texana, quelli consequenziali del rock che si poggia a blocchi elettrici sufficientemente rodati nell’omonimo debutto. Affascina lo slancio di Bootlegger's Son, alimenta American Rust quel tanto da concedere spazio alla maturazione dei Crazywater. Traslano in mobile continuità di senso, il valore scenografico-decorativo texano, in Rust e Crystal c’è una genuina fragranza segnica, perfettamente attinente alla d...
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SLIM BAWB & The FABULOUS STUMPGRINDERS (Gristle & Guts) •••½
Primo album a comando di un terzetto, negli ultimi due dischi Bob Pearce (Slim Bawb) il basso lo suonava con il piede, con i The Fabulous Stumpgrinders il singer-songwriter, multi-strumentista e per alcuni anche filosofo, Slim Bawb continua a muoversi nella stessa direzione, in viaggio con banjo, mandolino & cigar box guitar verso la periferia o la campagna del Sud del Texas, a recuperare anche una dimensione realistica, la splendida ballata di Journeyman ne testimonia la perdita di fiducia nei confronti del...
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ADAM CARROLL (Let It Choose You) ••••
I’ve always been a fan of the music in Louisiana” spiega Adam Carroll, lo canta in Bernadine, un immediata immersione in un mondo offerto come vortice di suoni in cui saltare insieme a fisarmonica e un’ambrata sezione fiati, mentre un set di chitarre acustiche ed elettriche aprono ad un denso songwriting territori alla fin fine, familiari: “I’m calling this new album ‘Let it Choose You’ in honor of a conversation I had with a friend of mine who said ‘Songs Choose Us… make yourself willing to receive them’. T...
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MATT HARLAN (Raven Hotel) ••••
La cronaca urbana per estrarne quei frammenti di verità che trovano il loro posto privilegiato in Raven Hotel, al terzo disco si torna ai paesaggi illustrati all’esordio di Tips & Compliments, quel concetto ha fatto scattare in Matt Harlan l’idea brillante di ristrutturare e riarredare trame consolidate, un vagabondaggio alla T.S. Eliot nell’avvio di Raven Hotel di un ‘drunken troubadour’ abile a costruirsi una serie di schermi nel rapporto coi figli che lo riparino, il banjo e il violino della deli...
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TOM OVANS (Last Day on Earth) ••••
Il songwriter di Boston si è trasferito ad Austin, Tx, da una decina di anni e continua a restare ai margini del music business, lo riprova il testamento di Last Day on Earth: 2 cd, 34 canzoni, slide guitar, lap steel, mandolino ed armonica. Tom Ovans si confronta con l’ipnotica paranoia di un vuoto più ingombrante che mai, continuando a scavare furiosamente nel cuore della disperazione umana dove si aprono voragini poetiche su una superficie prima elettrica e poi acustica come il suo mentore Bob Dylan, non è più ...
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PONTCHARTRAIN WRECKS (Pontchartrain Wrecks) ••••
Come nell’immagine che un fiume dà a chi lo osserva, un flusso costante e obbligato, delimitato da due argini (il rock e la provincia) a costituire la demarcazione e la riconoscibilità di Pontchartrain Wrecks, regolare eppure continuamente sottoposto alla forza interna delle steel guitars del vocalist Miles Cabeceiras e di Steve Spitz. Le producono in ogni brano e come ogni singola onda, in mille varianti, con l’invitante armonica nell’apripista di Slow Train, visibili e lampanti in Anyway, Anyhow, i Pontc...
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AARON EINHOUSE (Blue Collar Troubadour) ••••
Non c’è dubbio, a Blue Collar Troubadour appartiene l’idea della complementarità fra superficie e prodondità del Texas country, intercambiabili in un movimento reciproco di sostituzione sul quale Aaron Einhouse interviene dosando rock e ballate e all’ascoltatore apparirà profondamente sincero perchè non ha il retrogusto sgradevole della glicerina del music business. A produrre stavolta è Mike McClure, non c’è a guidarlo Walt Wilkins (i primi 2 dischi) ma con lui Aaron Einhouse scrive la Title track, B...
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ROGER CLYNE & THE PEACEMAKERS (The Independent) ••••
Settimo disco in studio e 15 anni di carriera, Roger Clyne non ha esaurito le energie primarie dei Peacemakers, continua ad andare controcorrente, The Independent è ancora un disco ‘anti-major label’, c’è energia, il batticuore per il rock lascia un senso di pienezza nonostante i giochi sono chiari e fatti per la storica band dell’Arizona (il chitarrista Jim Dalton, il bassista Nick Scropos, la batteria a P.H. Naffah), ma è anche grazie all’aria messicana che The Independent deflagra. “The Independent is a dou...
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SAINTS ELEVEN (I'll Be Fine) •••½
Dirty, old school country’ uno spazio anomalo e irrequieto, l’etichetta serve poco alla band del vocalist e chitarrista Jeff Grossman, a dare forma al contenuto fluido di I’ll be Fine c’è il cuore della punk/rock band dei The Von Ehrics (Jeff Mosley al basso e Chris Bradley al violino). Le steel guitars alzano polvere nel disco d’esordio dei Saints Eleven -prodotto da John David Kent- diventano veri e propri elementi di raccordo tra le legnose Fly e Make Her Mine, determinandone le svolte tr...
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JIMBO MATHUS & The TRI-STATE COALITION (Dark Night of the Soul) •••½
A Taylor, il Mississippi resta ad ispirare James “Jimbo” Mathus sebbene il delta blues è oramai dietro le spalle di un lontano disco d’esordio, al nono album resta il corpo mutevole e ipnotico del rock capace di rassicurare e di inquietare, di favorire insieme ai Tri-State Coalition, l’attitudine di Dark Night of the Soul alla meditazione come l’impulso al vagabondaggio elettrico, all’erranza, sia geografica che mentale di Jimbo Mathus. Un disco vario, particolare, i movimenti languidi e avvolgenti al piano che ap...
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BRANDON CLARK (Burn) •••½
Brandon Clark trova con Burn il canale che ha portato a perturbare il flusso compatto e fin troppo tranquillo della scena dell’Oklahoma music, in una visione lontano dalla band ne deriva un piccolo mulinello, bastante a risucchiare e a portare alla ribalta il “Tulsa Sound” legato al rock di matrice classica con forti radici texane. Si evidenzia nella luce cupa e opprimente di Burn e Merch Man Blues e la sotterranea tensione meditativa di One Hell Of A Night e della steel guitar di una brillante Sk...
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MODERN EARL (Hot Damn) •••½
Una sorta di Bottle Rockets tedeschi, il quartetto da Berlino del cantante e songwriter Christopher “Earl” Hudson dopo 3 dischi con una struttura musicale fatta di temi che ritornano tra gli anni ’60 e ’70, aumenta il voltaggio dei Modern Earl e con Hot Damn lascia maggior aria alle variazioni e gli assoli alle chitarre elettriche. Tra le pimpanti Hot Damn e Rules Of The Bar acquistano sempre un senso diverso e opposto, rendendo il loro ‘parlare’ continuamente doppio, tra la chimica della strada e p...
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WHISKEY MYERS (Early Morning Shakes) ••••
È finalmente giunto il momento di fare i conti con una maturazione ormai divenuta necessaria per i Whiskey Myers, il quintetto del vocalist Cody Cannon non rivolge lo sguardo dal basso verso l’alto, a puntare le nuvole che scorrono nell’azzurro del cielo Texano, ma dall’alto in basso, come la lente di un ambizioso entomologo che studia le forme di vita più bizzarre. Al terzo disco Early Morning Shakes schiaccia la prospettiva delle chitarre di Cody Tate e John Jeffers su un terreno saturo, pregnant...
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JASON EADY (Daylight & Dark) ••••
Daylight & Dark affonda le radici nella storia di un uomo e si nutre apertamente delle complessità del suo cuore secondo le relative affinità del country sviluppate brillantemente da Jason Eady in AM Country Heaven e sempre con Kevin Welch a produrre (la terza regia, c’è anche When the Money’s All Gone del 2009), un disco che sa di umanità raccontata senza umanismi, senza solennità, con una sana laicità alcolica, cruda e affettuosa “‘Daylight And Dark’ was written as a ‘day in the life’ story of a man who...
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MANDOLIN BROTHERS (Far Out) ••••
La svolta per la cover band di Jimmy Ragazzon e Paolo Canevari arriva negli anni ’90 quando entrano in gioco fisarmonica, pianoforte e il mandolino, la band pavese si butta a capofitto nelle visioni melodiche tra il Texas e il Messico, anche a costo di perdercisi, ma dando anima ai Mandolin Brothers. Far Out con la produzione di Jono Manson (anche alla chitarra), e ospiti illustri (John Popper (Blues Travelers) Ed Abbiati (Lowlands) ed altri amici), è il disco più ricco e anche più bello dei Mandolin Brothe...
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CLAY McCLINTON (Bitin' At The Bit) ••••
Clay McClinton ha trovato i suoi spazi, non controlla più il Texas country e il rock ‘n’ roll, li lascia liberi, diventano troppo larghi o troppo stretti, ma indicano lo spazio che in Bitin’ at the Bit sono pronti ad occupare. Prima collaborazione con il grammy produttore Gary Nicholson, prima volta di una cover del padre Delbert McClinton, isola che si fa ponte, che comunica senza che il figlio perda la sua autonomia: “My dad and I were trying to figure out a name for the album and I was so anxious for the...
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JAMESTOWN REVIVAL (Utah) ••••
Pochi soldi e nessuna casa discografica dietro l’angolo nella piccola cittadina texana di Magnolia, così Jonathan Clay e Zach Chance si sono rimboccati le maniche e con l’aiuto di amici tra Austin e Los Angeles, hanno pensato di incidere il loro disco nel selvaggio sfondo delle Wasatch Mountains, Utah: “In a cabin for two weeks a record in a way that people used to do. Just sit around, live takes, no click track, no headphones, just playing music. We wanted to capture the energy of a live show and really nail the moments within...
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DOGHOUSE FLOWERS (Chasing The Sun) ••••
Justin Reuther parte per Milwaukee deciso a formare una band, ha in testa un groviglio intriso di terra del Sud, country e rock in cui ogni spazio sia occupato da un brulicante susseguirsi di chitarre. Ebbene il lavoro dei Doghouse Flowers anche se calpesta appena la prospettiva del country, offre a Chasing the Sun un moto perpetuo che non subisce requie alcuna ed è quello, che alla fine, conta. Un rocambolesco susseguirsi di fughe e inseguimenti tra pedal&steel guitar, Meet Me In Milwaukee, So Wrong e <...
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LOS LONELY BOYS (Revelation) •••½
I seri problemi alla schiena di Henry Garza caduto lo scorso anno dal palco a Los Angeles non potevano che condizionare i Los Lonely Boys. Come un tessuto, Revelation ha un dritto e un rovescio, inseparabili tra loro come i fratelli texani (Jojo e Ringo a chiudere il terzetto) “We like to try to better ourselves every single day, whether it's in the music, our family our ourselves. We're at least trying to move in a different direction. So with the title Revelation, it's in that respect, as well as the way music ...
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CHAD SULLINS AND THE LAST CALL COALITION (Wicked Spell) •••½
Wicked Spell analizza il vagabondaggio di un musicista dopo i riscontri positivi di Incommunicado, le radio, le interviste, i concerti, il secondo matrimonio lasciato per strada, Chad Sullins li guarda da lontano e da vicino, il che pone speculari problemi di lettura, l’ottica è quella del rock che si fonde alla spazio rurale del Texas, e resta viva in Wicked Spell. Un lungo giro sulle highways americane con la secca Title track ad affrontare le prime devastanti tracce della natura dell’amore, ma t...
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JODY WEGER (On Land And Living) •••½
Il multi-strumentista Jody Weger oltrepassa la coltre di nubi buonista che ci circonda per incarnarsi in una dimensione umana che pullula del grigio della vita, e con i The Last Standing Democracy (nota di merito al lavoro alla pedal steel di Ken Campell) entra in una chiesa centenaria, Beresford Church studio, e registra On Land And Living tra radici folk/rock e country. L’andare delle ballate -come nei sogni- non hanno quasi mai una direzione necessaria, il rock sferza brillantemente 6 Feet Underground, p...
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CODY JOHNSON (Cowboy Like Me) •••½
Cody Johnson guarda attraverso il suo personale spioncino, un bel mirino country/rock, sul mondo dei cowboys capaci di alzare polvere con honky tonks selvaggi e di far cadere lacrime nelle ballate d’amore. La storia e l’ideologia di una nazione cresciuta con gli scheletri nell’armadio fatta di figure borderline è dalla parte del cowboy, le mutazioni della telecaster iniziano in Dance Her Home, entrano negli strati di Cowboy Like Me insieme all’amore, si rivela improvviso e occupa l’intera scena, ma con vigore in
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JEFF GERMAN & THE BLANKETY BLANKS (Twelve R.o.u.n.d.s.) •••½
Il rocker del Michigan non sdogana il rapporto decennale con i Cur Dogs anche se decide di incidere con i Blankety Blanks, in Twelve R.o.u.n.d.s. Jeff German procede nel far transitare nuovi brani ma riattraversando il territorio, irto e diseguale del passato. Sit and Think e Apology With Every Song per decifrare i codici di un rock urbano per quelli che sono, nient’altro che un ondeggiare sui bordi da cui emerge la virtù e l’amore per le chitarre dal suono deciso ma pronte ad aprire all’irru...
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TRAVIS O'NEILL AND HIS CARDINAL SINS (Volume 1) •••½
Da una fattoria irlandese arriva Travis O’Neill, stanco di guardare il mondo dall’esterno, decide ad un certo punto di entrarvi, e per ‘farsi ‘carne’ si aggrappa ad una serie di ballate tristi, la chiamano ‘dark americana’ un’espressione che si spegne proprio perché c’è troppo chiarore attorno alla voce di Travis O’Neill e si riaccende ogni volta che i Cardinal Sins (messi insieme dai resti di una rock band di Praga) gonfiano un Ep, Volume I che forse diventarà il vero d’esordio, o semplicemente seguirà un...
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CAPTAIN LEGENDARY BAND (Tclb Live) ••••
La The Captain Legendary Band a contatto con le atmosfere e gli umori del Firehouse Saloon di Houston, Texas, lo scorso maggio registra un doppio Live con una sorta di disinvoltura briosa e un po’ sfacciata, prima acustico e poi elettrico. Il suono ha un trattamento separato e non di rado contrastanti, sovrapposti o affiancati, insieme comunicano un senso di polifonia estremamente efficace come spiega il vocalist Charlie Hager: “We have really wanted to be able to capture that energy on a record for a while. In addi...
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WALT WILKINS AND THE MYSTIQUEROS (Wildcat Pie & The Great Walapateya) ••••
Il super gruppo Walt Wilkins And The Mystiqueros contempla campagna e cielo urbano, la terra promessa, il quotidiano e il celeste, come un racconto fordiano, così semplice in Wildcat Pie & The Great Walapateya e da cui si scorge sempre una porzione del Texas. In un libero procedimento a clessidra, si parte con con stili differenti, la dolcezza di un agreste pedal steel in It's Only Rain si ritrae tra l’hammond, l’americana e sprazzi soul di King for a Day e Somebody prima di aprire alla florida sl...
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FRED EAGLESMITH (Tambourine) ••••
Al cuore del rock and roll anni ’60 per il 20esimo disco di Fred Eaglesmith, come mai questa scelta? Semplice: “I’m thinking rock and roll, because everything else sucks!Tambourine, registrato in presa diretta nell’Ontario, riesce a materializzare – a distanza di decenni – ricordi di melodie oramai sbiadite (“When I put the songs together for Tambourine, I was thinking about the days when there were five push buttons on an automobile radio,” Eaglesmith spiega. “The album is a walk through the garden of...
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DYLAN STEWART AND THE JOHNNY STRANGERS (Dylan Stewart And The Johnny Strangers) ••••
Gli piace raccontare storie, le ‘back roads’ texane e le alcoliche e spensierate serate in periferia latitano, Dylan Stewart preferisce la vita vera, ha scoperto che la realtà ha sempre bisogno di un’interpretazione, con brevi spostamenti in note come per la scura bellezza di The Deed. Dylan Stewart And The Johnny Strangers registrato con Mike McClure mischia rock e radici texane, la pedal steel fa da raccordo tra lo spazio fisico e l’intima natura dei personaggi che si scambiano nelle pregevoli ballate ...
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LINCOLN DURHAM (Exodus Of the Deemed Unrighteous) ••••
Ombre, morte, incesti, assassini in soli 3o minuti, la voragine di Exodus Of The Deemed Unrighteous è aperta, la lava di un blues allucinato e sporco che affonda nel Delta Mississippi può scorrere dal vulcano psicoanalitico del texano Lincoln Durham. Non si aggrappa a Jung e i riferimenti biblici evaporano nel gospel iniziale di Ballad of a Prodigal Son, Lincoln Durham trascina con sé nel baratro salvifico in cui perdersi e ritrovarsi (chitarre acustiche ed elettriche, cigar box, lap steel, piano, violino,...
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BROTHER DEGE (How to Kill a Horse) ••••
Il romanziere (nel suo caso, ne basta 1) Dege Legg leader dei Santeria e Black Bayou Construkt, tra le steppaglie della Louisiana, dove il realismo si alza verso l’opacità del cielo, si isola e abdica alla centralità di Brother Dege, il grintoso chitarrista che nel 2010 ha reinventato la passione per il Mississippi con l’ottimo Folk Songs of the American Longhair. Il talento alla slide guitar molti lo hanno scoperto nell’ultimo film di Quentin Tarantino, Django Unchained, ma è al decimo disco, ...
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CHARLIE PARR (Barnswallow) •••½
A pochi giorni dalla pubblicazione del disco strumentale Hollandale, vale la pena tornare alla forte tradizione folk, blues, e bluegrass che spinge Charlie Parr nel Sud dell’America. Immagini in cui sono rispettate le dimensioni di Barnswallow e altre immagini in cui le figure che lo popolano sono affilate, protese in avanti, come nella ‘spirituale’ Jimmie Bell e Nowhere...Fast. L’armonica da una forza capace di lasciare il vecchio mondo degli dei e diavoli, in cerca di un’altra terra: “The unifyin...
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ROD PICOTT (Hang Your Hopes On A Crooked Nail) •••½
La struttura di Hang Your Hopes On a Crooked Nail è consapevole della sua materia, Rod Picott continua nel su e giù per le smalltown d’America (stavolta con un nuovo gruppo di musicisti dell’East Nashville) parla di amori per lo più perduti, i tempi difficili di Welding Burns tornano a galla, parte da subito con un incitamento alla seduzione tra Missing Anything e Dreams ma è il banjo e la slide guitar a mettere immediatamente con le spalle al muro i personaggi delle lucenti Bluebonnet...
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DRAG THE RIVER (Drag The River) •••½
I Drag the River, l’alternative country band di Fort Collins, Colorado (18 dischi in 13 anni -l’ultimo nel 2008) tornano a brillare tra le mani di Jon Snodgrass e Chad Price, come la pedal steel e il country da una parte e la carica nervosa del rock dall’altra. L’ambivalenza è funzionale e l’attrito di Drag The River si regge proprio su questa insistita doppiezza, parte con le ellissi sul rock nel vortice di Wichita Skyline e Not That Kind, Black in Bloom e Ghost of High School, con la p...
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AUSTIN LUCAS (Stay Reckless) •••½
Figlio del musicista bluegrass Bob Lucas, Austin sceglie il rock, senza dubbio più centrale in Stay Reckless, l’uso del tempo delle steel guitars è molto più fondante che in passato (esordio solista nel 2006, The Common Cold) segnato da vicissitudini personali (“I wrote the majority of this record leading up to and in the aftermath of separating and divorcing my ex-wife”, dice Lucas. “There’s a whole lot of sadness in the songs on Stay Reckless but alongside it, there’s also the glimmer of happiness to come...
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MATT BEGLEY & BITTER WHISKEY (Walkin') •••½
All’arida, e in fondo innocua, abitudine alle superfici mediatiche (la geopolitica da tg, l’approfondimento-spettacolo) Walkin’ offre il tentativo di un’altra dimensione, più ruspante, più bucolica, Matt Begley frequenta sempre i bar di provincia, lo spirito dei Bitter Whiskey è il solito, slide guitar fumosa fin da Walkin’, whiskey, telecaster e donne di facili costumi attorno al focolare domestico nel West Texas di The Family. Ogni tanto, come sempre accade nelle ballate eletriche (la dolce pedal ...
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HANK III (Brothers of the 4x4 / A Fiendish Threat) ••••
Con Hank III ogni equilibrio, ogni trasparenza, sono elusi, stritolati da 2 differenti correnti, divise -ancora una volta- in 2 dischi pubblicati lo stesso giorno: “The first album is more of a country album titled ‘Brothers of the 4×4’. It’s a double disc album and there are a few slow and sad songs mixed with the more happy go lucky type songs. There are also a few songs on there that I wouldn’t necessarily consider country. There are a lot of different sounds on this record”, spiega Hank III e continua. “...
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MALLETT BROTHERS BAND (Land) ••••
Will e Luke, figli del folksinger David Mallett, sono cresciuti a Nashville insieme ai figli di altri songwriters e musicisti: “Hal Ketchum was over all the time, Bela Fleck lived down the street. It was a very musical place, and guitars were always being played,” dice Will. “I got the bug like my dad. If there is one there, I’ve got to play it.” Adesso vivono nel Maine, dove è nata la The Mallett Brothers Band, un sestetto, 4 songwriters, 2 cantanti e la strada: “We have found that the road is very fr...
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RECKLESS KELLY (Long Night Moon) ••••
La strada come una storia, un conglomerato di parole che instaura una comunicazione profondissima fra Cody e Willy Braun con il loro pubblico, dura da 17 anni per i Reckless Kelly e Long Night Moon non poteva che nascere sull’asfalto in un ‘accidental traveling album’ come lo chiama Willy, tra le montagne dell’Idaho dove sono nati: “About halfway through writing this record”, continua Braun. “I noticed that almost all of the songs I was writing, whether they were songs about the road, life,...
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CRAIG MELIA (Highway 99) ••••
Gli affetti, i sentimenti, il ripensamento, i desideri, la memoria, tutto ciò che l’uomo si è inventato per dare forma al tempo, per dare una struttura al prima e al dopo, li ritroviamo sull’Highway 99 da Asheville alle montagne del Sud Dakota. Craig Melia, chitarra, dati molto quotidiani e un Blues venato di Folk e Americana, viaggia senza fretta (Black Hills a Old Sal e Medora) e viaggiando si riesce a entrare in sintonia con Highway 99, il tutto a costituire la culla della formazione indivi...
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OWEN TEMPLE (Stories They Tell) •••½
La storia del genere umano. Ecco. Tutto passa da qui. Tutto quello che ascolterete in Stories They Tell, avverte il songwriter texano, avrà qualcosa a che vedere con questa fotografia temporale e con il suo disincanto “I’m in my late 30s and have two beautiful kids and they ask me questions about what it was like when I was a kid. So, yes, that has made me reflect on the past 30 years — since I was their age — and what the next 30 years are going to be like.” Gli orizzonti di Owen Temple continuano ad allungarsi,...
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GREG TROOPER (Incident On Willow Street) •••½
Non tutti sanno assumersi il rischio di andare in una certa direzione, irish folk music e sapori country, e soprattutto nel rapporto con il tempo, a quota 12 Greg Trooper resta ancorato a origini popolari e fanno sì che ancoraggi Incident On Willow Street alla larga dagli ambienti frequentati da gente scollegata dal mondo ‘reale’, come la ragazza dipinta nella copertina, la stessa indole di quella in fuga dal Texas, da abusi paterni verso l’Olanda, descritta nella delicata ballad di All the Way to Amsterdam. Si ...
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MARSHALL/PEERY PROJECT (Life's Too Short) •••½
Il duo Kenny Marshall e Kevin W. Peery arriva dalle fattorie del Missouri, dal 2005 ad oggi tre interessanti dischi (High Binder, 2009, Purge Your Soul, 2007 e Rainy Day Tennessee nel 2005), americana, rock e musica delle radici, banjo e steel guitars su un numero limitati di grandi problemi, concetti e oggetti di riflessioni legati alla vita bucolica, scelti in base alla loro capacità di polarizzare esperienze di vita. Life's Too Short –la title track- presenta i nuovi aggregati (i due chit...
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BAND OF HEATHENS (Sunday Morning Record) •••½
Ed Jurdy e Gordy Quist si assumono la piena coscienza dopo la dipartita del gruppo storico (la base ferma, Colin Brooks, legato al Sud e al blues, poi del bassista Seth Whitney e il batterista John Chapman), del rischio di trovare un nuovo linguaggio per articolare il futuro della The Band Of Heathens. Non semplice per Sunday Morning Record che cerca di muoversi sulla superficie del tempo, anche per coglierne lo spirito degli anni ‘70, “We set out to make a record that chronicled the ...
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DARDEN SMITH (Love Calling) ••••
Come il deserto di Marathon, Love Calling non è uno spazio libero, è un campo concentrico, definito, che aumenta d’intensità verso l’interno, verso un punto centrale. Lo sguardo di Darden Smith non trova niente su cui riflettersi, e si volge a se stesso. Come un quadro dipinto dalla luce su una grande tela rettangolare, il designatore Stu Taylor lavora in una dimensione dello spazio e del tempo su un immagine femminile poggiata su di un’enorme r...
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GUY CLARK (My Favorite Picture Of You) ••••
Parla la realtà, la scomparsa dell’amata moglie deborda, straripa, diviene difficile assoggettarla al controllo rigoroso di My Favorite Picture of You, ma Guy Clark va oltre ad un disco autobiografico. Arrivato a 72 primavere divide la penna con l’amico Rodney Crowell e articola la rappresentazione di ricordi, di desideri e speranze di un vecchio Troubadour partendo da un passato, quello di Cornmeal Waltz, dove l’unico pensiero era quello di divertirsi e ballare tutta la notte. Sale insieme al talent...
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WESTERN SIZZLERS (For Ol' Times Sake... ) ••••
L’inglese Kevin Jennings (ex-manager dei The Georgia Satellites e dei Black Crowes) invece di abbandonare sul binario di una stazione di provincia delle vecchie demo, chiama l’amico Charlie Starr (chitarrista e vocalist dei Blackberry Smoke) carica sul lato di un treno amici fidati (il chitarrista Rick Richards) e il bassista Jeff Bakos (Jason & The Scorchers) e corre via verso futuri nomadismi da musicista. Sorprende l‘atteggiamento dei The Western Sizzlers nei confronti del territorio a lo...
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KEN MORROW HIRED GUNS (Ken Morrow Hired Guns) ••••
Ken Morrow con una fedina penale non immacolata (qualche giro in gattabuia) e una dottrina texana (“We say 5 or 5000 you will get the same show and there are a lot of times we don’t get paid. If we only did this for money, then you would see no passion out of us”) è uno di quei songwriter che pre-esiste al tronco della telecaster, al country di Waylon Jennings, ai briganti capitanati da fuorilegge fiancheggiatori del texas rock alla Jackson Taylor. Da qualche anno li fa vorticare in giro per l’Oklahoma con...
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WILL ARRINGTON (Miles Left To Go) ••••
L’appuntamento fisso del martedì al Cheatham Street Warehouse di San Marcos diventa tra le mani di Kent Finlay e uno dei tanti abituali frequentatori (il songwriter Mark David Manders) prima un Ep e poi un disco. Will Arrington è uno dei tanti esempi che si potrebbe replicare su molte altre ‘autostrade texane’ che puntano tutto sul sistema cromatico del country, dove il rock è parte integrante e centrale. “I’ve definitely got the Texas country thing going, but sometimes my stuff leans a little more t...
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MIKE STINSON (Hell And Half Of Georgia) •••½
La San Fernando Valley desolata e rarefatta al pari di un quadro di De Chirico divampa dalla splendida Late for My Funeral, un ottimo spunto di partenza per Mike Stinson, lo lascia assaporare all’inizio di Hell and Half of Georgia perchè Los Angeles è oramai il passato: “After being somewhere for 18 years and living in band houses and roommates and stuff, there’s just a whole lot of distractions. Houston has been good for me to just kind of get away from that. There’s still plenty of distractions, but I’ve be...
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JOHN MORELAND (In the Throes) •••½
Il songwriter texano John Moreland è andato oltre il fuoco d’artificio coi The Black Gold (un paio di dischi), ha grattato sotto la superficie con Earthbound Blues ed ha trovato un’idea promettente per In The Throes, ancora un corpo estraneo che rischia di far passare in secondo ordine lo spessore poetico in cui John Moreland si è tuffato. Ballate elettriche e introspettive ad avallare un indipendenza di pensiero, inquietudine e versalità culturale caratteristiche degli uomini di confine, senz...
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THIEVING BIRDS (Gold Coast) •••½
Il quartetto dei Thieving Birds al secondo disco decide di cambiare. Girano, è il caso di dire, intorno allo spazio mitico del rock ‘n’ roll, bloccato, senza tempo, eterno e immodificabile nelle corde della chitarra di John Seidler, florido per In the Summer (“We only had a few months together before we started production on our first album, so it was nice to have a couple of years to write and work on new material”, dice il vocalist e chitarrista Ace Crayton. “We were able to sit back and let the songs grow in...
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SLAID CLEAVES (Still Fighting The War) ••••
L’ispirazione nasce da una raccolta di foto dal fronte Irackeno (Operation Homefront, vincitore del 2012 Pulitzer Prize for Feature Photography di Craig Walker) ma la guerra è utilizzata da Slaid Cleaves non tanto per raccontare come viene vissuta da chi la subisce e basta, da persone che non la vogliono, che non c’entrano. La guerra sebbene sia estranea alla dimensione umana, in Still Fighting The War introduce quel lato umano un po’ oscuro, quella sorta di ‘zona grigia’, nella quale galleggiano ...
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JACKSON TAYLOR & THE SINNERS (Crazy Again) ••••
Persi nelle luci della notte texana, nei luoghi del consumo alcolico indotto, nelle dimore che assomigliano solo e sempre a vecchi saloon, lo sguardo di Jackson Taylor & The Sinners resta -per così dire- sospeso alla giusta distanza dalla vecchia scuola country, né troppo ampia né troppo ravvicinata, pieno dei soliti dettagli (donne, fuorilegge, telecaster, birra e honky tonks) e sembra non aver prodotto effetti deleteri sulla sua musica, almeno a giudicare Crazy Again. Resta ironico ma non sprezzante lo sguardo sulla v...
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MANDO SAENZ (Studebaker) ••••
I’ve been happy, I’ve been sad, I’ve been lucky, I’ve been unlucky. Maybe I’m just getting to the age where I feel more comfortable talking, indirectly, about what I’ve been through”, l’esemplificazione di chi lavorando ‘sul campo della strada’ (Texas, Nashville e il Messico dove Mando Saenz è nato, a San Luis Potosi) tende a modificare sempre la realtà osservata, e come 5 anni fa per Bucket e nel gioiello di Watertown (annata 2005), Studebaker tira fuori l’anima dalle radici melodiche texane, le s...
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