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WHISKEY MYERS (Early Morning Shakes) ••••
È finalmente giunto il momento di fare i conti con una maturazione ormai divenuta necessaria per i Whiskey Myers, il quintetto del vocalist Cody Cannon non rivolge lo sguardo dal basso verso l’alto, a puntare le nuvole che scorrono nell’azzurro del cielo Texano, ma dall’alto in basso, come la lente di un ambizioso entomologo che studia le forme di vita più bizzarre. Al terzo disco Early Morning Shakes schiaccia la prospettiva delle chitarre di Cody Tate e John Jeffers su un terreno saturo, pregnant...
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JASON EADY (Daylight & Dark) ••••
Daylight & Dark affonda le radici nella storia di un uomo e si nutre apertamente delle complessità del suo cuore secondo le relative affinità del country sviluppate brillantemente da Jason Eady in AM Country Heaven e sempre con Kevin Welch a produrre (la terza regia, c’è anche When the Money’s All Gone del 2009), un disco che sa di umanità raccontata senza umanismi, senza solennità, con una sana laicità alcolica, cruda e affettuosa “‘Daylight And Dark’ was written as a ‘day in the life’ story of a man who...
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MANDOLIN BROTHERS (Far Out) ••••
La svolta per la cover band di Jimmy Ragazzon e Paolo Canevari arriva negli anni ’90 quando entrano in gioco fisarmonica, pianoforte e il mandolino, la band pavese si butta a capofitto nelle visioni melodiche tra il Texas e il Messico, anche a costo di perdercisi, ma dando anima ai Mandolin Brothers. Far Out con la produzione di Jono Manson (anche alla chitarra), e ospiti illustri (John Popper (Blues Travelers) Ed Abbiati (Lowlands) ed altri amici), è il disco più ricco e anche più bello dei Mandolin Brothe...
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CLAY McCLINTON (Bitin' At The Bit) ••••
Clay McClinton ha trovato i suoi spazi, non controlla più il Texas country e il rock ‘n’ roll, li lascia liberi, diventano troppo larghi o troppo stretti, ma indicano lo spazio che in Bitin’ at the Bit sono pronti ad occupare. Prima collaborazione con il grammy produttore Gary Nicholson, prima volta di una cover del padre Delbert McClinton, isola che si fa ponte, che comunica senza che il figlio perda la sua autonomia: “My dad and I were trying to figure out a name for the album and I was so anxious for the...
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JAMESTOWN REVIVAL (Utah) ••••
Pochi soldi e nessuna casa discografica dietro l’angolo nella piccola cittadina texana di Magnolia, così Jonathan Clay e Zach Chance si sono rimboccati le maniche e con l’aiuto di amici tra Austin e Los Angeles, hanno pensato di incidere il loro disco nel selvaggio sfondo delle Wasatch Mountains, Utah: “In a cabin for two weeks a record in a way that people used to do. Just sit around, live takes, no click track, no headphones, just playing music. We wanted to capture the energy of a live show and really nail the moments within...
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DOGHOUSE FLOWERS (Chasing The Sun) ••••
Justin Reuther parte per Milwaukee deciso a formare una band, ha in testa un groviglio intriso di terra del Sud, country e rock in cui ogni spazio sia occupato da un brulicante susseguirsi di chitarre. Ebbene il lavoro dei Doghouse Flowers anche se calpesta appena la prospettiva del country, offre a Chasing the Sun un moto perpetuo che non subisce requie alcuna ed è quello, che alla fine, conta. Un rocambolesco susseguirsi di fughe e inseguimenti tra pedal&steel guitar, Meet Me In Milwaukee, So Wrong e <...
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LOS LONELY BOYS (Revelation) •••½
I seri problemi alla schiena di Henry Garza caduto lo scorso anno dal palco a Los Angeles non potevano che condizionare i Los Lonely Boys. Come un tessuto, Revelation ha un dritto e un rovescio, inseparabili tra loro come i fratelli texani (Jojo e Ringo a chiudere il terzetto) “We like to try to better ourselves every single day, whether it's in the music, our family our ourselves. We're at least trying to move in a different direction. So with the title Revelation, it's in that respect, as well as the way music ...
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CHAD SULLINS AND THE LAST CALL COALITION (Wicked Spell) •••½
Wicked Spell analizza il vagabondaggio di un musicista dopo i riscontri positivi di Incommunicado, le radio, le interviste, i concerti, il secondo matrimonio lasciato per strada, Chad Sullins li guarda da lontano e da vicino, il che pone speculari problemi di lettura, l’ottica è quella del rock che si fonde alla spazio rurale del Texas, e resta viva in Wicked Spell. Un lungo giro sulle highways americane con la secca Title track ad affrontare le prime devastanti tracce della natura dell’amore, ma t...
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JODY WEGER (On Land And Living) •••½
Il multi-strumentista Jody Weger oltrepassa la coltre di nubi buonista che ci circonda per incarnarsi in una dimensione umana che pullula del grigio della vita, e con i The Last Standing Democracy (nota di merito al lavoro alla pedal steel di Ken Campell) entra in una chiesa centenaria, Beresford Church studio, e registra On Land And Living tra radici folk/rock e country. L’andare delle ballate -come nei sogni- non hanno quasi mai una direzione necessaria, il rock sferza brillantemente 6 Feet Underground, p...
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CODY JOHNSON (Cowboy Like Me) •••½
Cody Johnson guarda attraverso il suo personale spioncino, un bel mirino country/rock, sul mondo dei cowboys capaci di alzare polvere con honky tonks selvaggi e di far cadere lacrime nelle ballate d’amore. La storia e l’ideologia di una nazione cresciuta con gli scheletri nell’armadio fatta di figure borderline è dalla parte del cowboy, le mutazioni della telecaster iniziano in Dance Her Home, entrano negli strati di Cowboy Like Me insieme all’amore, si rivela improvviso e occupa l’intera scena, ma con vigore in
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JEFF GERMAN & THE BLANKETY BLANKS (Twelve R.o.u.n.d.s.) •••½
Il rocker del Michigan non sdogana il rapporto decennale con i Cur Dogs anche se decide di incidere con i Blankety Blanks, in Twelve R.o.u.n.d.s. Jeff German procede nel far transitare nuovi brani ma riattraversando il territorio, irto e diseguale del passato. Sit and Think e Apology With Every Song per decifrare i codici di un rock urbano per quelli che sono, nient’altro che un ondeggiare sui bordi da cui emerge la virtù e l’amore per le chitarre dal suono deciso ma pronte ad aprire all’irru...
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TRAVIS O'NEILL AND HIS CARDINAL SINS (Volume 1) •••½
Da una fattoria irlandese arriva Travis O’Neill, stanco di guardare il mondo dall’esterno, decide ad un certo punto di entrarvi, e per ‘farsi ‘carne’ si aggrappa ad una serie di ballate tristi, la chiamano ‘dark americana’ un’espressione che si spegne proprio perché c’è troppo chiarore attorno alla voce di Travis O’Neill e si riaccende ogni volta che i Cardinal Sins (messi insieme dai resti di una rock band di Praga) gonfiano un Ep, Volume I che forse diventarà il vero d’esordio, o semplicemente seguirà un...
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CAPTAIN LEGENDARY BAND (Tclb Live) ••••
La The Captain Legendary Band a contatto con le atmosfere e gli umori del Firehouse Saloon di Houston, Texas, lo scorso maggio registra un doppio Live con una sorta di disinvoltura briosa e un po’ sfacciata, prima acustico e poi elettrico. Il suono ha un trattamento separato e non di rado contrastanti, sovrapposti o affiancati, insieme comunicano un senso di polifonia estremamente efficace come spiega il vocalist Charlie Hager: “We have really wanted to be able to capture that energy on a record for a while. In addi...
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WALT WILKINS AND THE MYSTIQUEROS (Wildcat Pie & The Great Walapateya) ••••
Il super gruppo Walt Wilkins And The Mystiqueros contempla campagna e cielo urbano, la terra promessa, il quotidiano e il celeste, come un racconto fordiano, così semplice in Wildcat Pie & The Great Walapateya e da cui si scorge sempre una porzione del Texas. In un libero procedimento a clessidra, si parte con con stili differenti, la dolcezza di un agreste pedal steel in It's Only Rain si ritrae tra l’hammond, l’americana e sprazzi soul di King for a Day e Somebody prima di aprire alla florida sl...
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FRED EAGLESMITH (Tambourine) ••••
Al cuore del rock and roll anni ’60 per il 20esimo disco di Fred Eaglesmith, come mai questa scelta? Semplice: “I’m thinking rock and roll, because everything else sucks!Tambourine, registrato in presa diretta nell’Ontario, riesce a materializzare – a distanza di decenni – ricordi di melodie oramai sbiadite (“When I put the songs together for Tambourine, I was thinking about the days when there were five push buttons on an automobile radio,” Eaglesmith spiega. “The album is a walk through the garden of...
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DYLAN STEWART AND THE JOHNNY STRANGERS (Dylan Stewart And The Johnny Strangers) ••••
Gli piace raccontare storie, le ‘back roads’ texane e le alcoliche e spensierate serate in periferia latitano, Dylan Stewart preferisce la vita vera, ha scoperto che la realtà ha sempre bisogno di un’interpretazione, con brevi spostamenti in note come per la scura bellezza di The Deed. Dylan Stewart And The Johnny Strangers registrato con Mike McClure mischia rock e radici texane, la pedal steel fa da raccordo tra lo spazio fisico e l’intima natura dei personaggi che si scambiano nelle pregevoli ballate ...
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LINCOLN DURHAM (Exodus Of the Deemed Unrighteous) ••••
Ombre, morte, incesti, assassini in soli 3o minuti, la voragine di Exodus Of The Deemed Unrighteous è aperta, la lava di un blues allucinato e sporco che affonda nel Delta Mississippi può scorrere dal vulcano psicoanalitico del texano Lincoln Durham. Non si aggrappa a Jung e i riferimenti biblici evaporano nel gospel iniziale di Ballad of a Prodigal Son, Lincoln Durham trascina con sé nel baratro salvifico in cui perdersi e ritrovarsi (chitarre acustiche ed elettriche, cigar box, lap steel, piano, violino,...
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BROTHER DEGE (How to Kill a Horse) ••••
Il romanziere (nel suo caso, ne basta 1) Dege Legg leader dei Santeria e Black Bayou Construkt, tra le steppaglie della Louisiana, dove il realismo si alza verso l’opacità del cielo, si isola e abdica alla centralità di Brother Dege, il grintoso chitarrista che nel 2010 ha reinventato la passione per il Mississippi con l’ottimo Folk Songs of the American Longhair. Il talento alla slide guitar molti lo hanno scoperto nell’ultimo film di Quentin Tarantino, Django Unchained, ma è al decimo disco, ...
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CHARLIE PARR (Barnswallow) •••½
A pochi giorni dalla pubblicazione del disco strumentale Hollandale, vale la pena tornare alla forte tradizione folk, blues, e bluegrass che spinge Charlie Parr nel Sud dell’America. Immagini in cui sono rispettate le dimensioni di Barnswallow e altre immagini in cui le figure che lo popolano sono affilate, protese in avanti, come nella ‘spirituale’ Jimmie Bell e Nowhere...Fast. L’armonica da una forza capace di lasciare il vecchio mondo degli dei e diavoli, in cerca di un’altra terra: “The unifyin...
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ROD PICOTT (Hang Your Hopes On A Crooked Nail) •••½
La struttura di Hang Your Hopes On a Crooked Nail è consapevole della sua materia, Rod Picott continua nel su e giù per le smalltown d’America (stavolta con un nuovo gruppo di musicisti dell’East Nashville) parla di amori per lo più perduti, i tempi difficili di Welding Burns tornano a galla, parte da subito con un incitamento alla seduzione tra Missing Anything e Dreams ma è il banjo e la slide guitar a mettere immediatamente con le spalle al muro i personaggi delle lucenti Bluebonnet...
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DRAG THE RIVER (Drag The River) •••½
I Drag the River, l’alternative country band di Fort Collins, Colorado (18 dischi in 13 anni -l’ultimo nel 2008) tornano a brillare tra le mani di Jon Snodgrass e Chad Price, come la pedal steel e il country da una parte e la carica nervosa del rock dall’altra. L’ambivalenza è funzionale e l’attrito di Drag The River si regge proprio su questa insistita doppiezza, parte con le ellissi sul rock nel vortice di Wichita Skyline e Not That Kind, Black in Bloom e Ghost of High School, con la p...
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AUSTIN LUCAS (Stay Reckless) •••½
Figlio del musicista bluegrass Bob Lucas, Austin sceglie il rock, senza dubbio più centrale in Stay Reckless, l’uso del tempo delle steel guitars è molto più fondante che in passato (esordio solista nel 2006, The Common Cold) segnato da vicissitudini personali (“I wrote the majority of this record leading up to and in the aftermath of separating and divorcing my ex-wife”, dice Lucas. “There’s a whole lot of sadness in the songs on Stay Reckless but alongside it, there’s also the glimmer of happiness to come...
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MATT BEGLEY & BITTER WHISKEY (Walkin') •••½
All’arida, e in fondo innocua, abitudine alle superfici mediatiche (la geopolitica da tg, l’approfondimento-spettacolo) Walkin’ offre il tentativo di un’altra dimensione, più ruspante, più bucolica, Matt Begley frequenta sempre i bar di provincia, lo spirito dei Bitter Whiskey è il solito, slide guitar fumosa fin da Walkin’, whiskey, telecaster e donne di facili costumi attorno al focolare domestico nel West Texas di The Family. Ogni tanto, come sempre accade nelle ballate eletriche (la dolce pedal ...
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HANK III (Brothers of the 4x4 / A Fiendish Threat) ••••
Con Hank III ogni equilibrio, ogni trasparenza, sono elusi, stritolati da 2 differenti correnti, divise -ancora una volta- in 2 dischi pubblicati lo stesso giorno: “The first album is more of a country album titled ‘Brothers of the 4×4’. It’s a double disc album and there are a few slow and sad songs mixed with the more happy go lucky type songs. There are also a few songs on there that I wouldn’t necessarily consider country. There are a lot of different sounds on this record”, spiega Hank III e continua. “...
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MALLETT BROTHERS BAND (Land) ••••
Will e Luke, figli del folksinger David Mallett, sono cresciuti a Nashville insieme ai figli di altri songwriters e musicisti: “Hal Ketchum was over all the time, Bela Fleck lived down the street. It was a very musical place, and guitars were always being played,” dice Will. “I got the bug like my dad. If there is one there, I’ve got to play it.” Adesso vivono nel Maine, dove è nata la The Mallett Brothers Band, un sestetto, 4 songwriters, 2 cantanti e la strada: “We have found that the road is very fr...
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RECKLESS KELLY (Long Night Moon) ••••
La strada come una storia, un conglomerato di parole che instaura una comunicazione profondissima fra Cody e Willy Braun con il loro pubblico, dura da 17 anni per i Reckless Kelly e Long Night Moon non poteva che nascere sull’asfalto in un ‘accidental traveling album’ come lo chiama Willy, tra le montagne dell’Idaho dove sono nati: “About halfway through writing this record”, continua Braun. “I noticed that almost all of the songs I was writing, whether they were songs about the road, life,...
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CRAIG MELIA (Highway 99) ••••
Gli affetti, i sentimenti, il ripensamento, i desideri, la memoria, tutto ciò che l’uomo si è inventato per dare forma al tempo, per dare una struttura al prima e al dopo, li ritroviamo sull’Highway 99 da Asheville alle montagne del Sud Dakota. Craig Melia, chitarra, dati molto quotidiani e un Blues venato di Folk e Americana, viaggia senza fretta (Black Hills a Old Sal e Medora) e viaggiando si riesce a entrare in sintonia con Highway 99, il tutto a costituire la culla della formazione indivi...
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OWEN TEMPLE (Stories They Tell) •••½
La storia del genere umano. Ecco. Tutto passa da qui. Tutto quello che ascolterete in Stories They Tell, avverte il songwriter texano, avrà qualcosa a che vedere con questa fotografia temporale e con il suo disincanto “I’m in my late 30s and have two beautiful kids and they ask me questions about what it was like when I was a kid. So, yes, that has made me reflect on the past 30 years — since I was their age — and what the next 30 years are going to be like.” Gli orizzonti di Owen Temple continuano ad allungarsi,...
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GREG TROOPER (Incident On Willow Street) •••½
Non tutti sanno assumersi il rischio di andare in una certa direzione, irish folk music e sapori country, e soprattutto nel rapporto con il tempo, a quota 12 Greg Trooper resta ancorato a origini popolari e fanno sì che ancoraggi Incident On Willow Street alla larga dagli ambienti frequentati da gente scollegata dal mondo ‘reale’, come la ragazza dipinta nella copertina, la stessa indole di quella in fuga dal Texas, da abusi paterni verso l’Olanda, descritta nella delicata ballad di All the Way to Amsterdam. Si ...
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MARSHALL/PEERY PROJECT (Life's Too Short) •••½
Il duo Kenny Marshall e Kevin W. Peery arriva dalle fattorie del Missouri, dal 2005 ad oggi tre interessanti dischi (High Binder, 2009, Purge Your Soul, 2007 e Rainy Day Tennessee nel 2005), americana, rock e musica delle radici, banjo e steel guitars su un numero limitati di grandi problemi, concetti e oggetti di riflessioni legati alla vita bucolica, scelti in base alla loro capacità di polarizzare esperienze di vita. Life's Too Short –la title track- presenta i nuovi aggregati (i due chit...
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BAND OF HEATHENS (Sunday Morning Record) •••½
Ed Jurdy e Gordy Quist si assumono la piena coscienza dopo la dipartita del gruppo storico (la base ferma, Colin Brooks, legato al Sud e al blues, poi del bassista Seth Whitney e il batterista John Chapman), del rischio di trovare un nuovo linguaggio per articolare il futuro della The Band Of Heathens. Non semplice per Sunday Morning Record che cerca di muoversi sulla superficie del tempo, anche per coglierne lo spirito degli anni ‘70, “We set out to make a record that chronicled the ...
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DARDEN SMITH (Love Calling) ••••
Come il deserto di Marathon, Love Calling non è uno spazio libero, è un campo concentrico, definito, che aumenta d’intensità verso l’interno, verso un punto centrale. Lo sguardo di Darden Smith non trova niente su cui riflettersi, e si volge a se stesso. Come un quadro dipinto dalla luce su una grande tela rettangolare, il designatore Stu Taylor lavora in una dimensione dello spazio e del tempo su un immagine femminile poggiata su di un’enorme r...
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GUY CLARK (My Favorite Picture Of You) ••••
Parla la realtà, la scomparsa dell’amata moglie deborda, straripa, diviene difficile assoggettarla al controllo rigoroso di My Favorite Picture of You, ma Guy Clark va oltre ad un disco autobiografico. Arrivato a 72 primavere divide la penna con l’amico Rodney Crowell e articola la rappresentazione di ricordi, di desideri e speranze di un vecchio Troubadour partendo da un passato, quello di Cornmeal Waltz, dove l’unico pensiero era quello di divertirsi e ballare tutta la notte. Sale insieme al talent...
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WESTERN SIZZLERS (For Ol' Times Sake... ) ••••
L’inglese Kevin Jennings (ex-manager dei The Georgia Satellites e dei Black Crowes) invece di abbandonare sul binario di una stazione di provincia delle vecchie demo, chiama l’amico Charlie Starr (chitarrista e vocalist dei Blackberry Smoke) carica sul lato di un treno amici fidati (il chitarrista Rick Richards) e il bassista Jeff Bakos (Jason & The Scorchers) e corre via verso futuri nomadismi da musicista. Sorprende l‘atteggiamento dei The Western Sizzlers nei confronti del territorio a lo...
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KEN MORROW HIRED GUNS (Ken Morrow Hired Guns) ••••
Ken Morrow con una fedina penale non immacolata (qualche giro in gattabuia) e una dottrina texana (“We say 5 or 5000 you will get the same show and there are a lot of times we don’t get paid. If we only did this for money, then you would see no passion out of us”) è uno di quei songwriter che pre-esiste al tronco della telecaster, al country di Waylon Jennings, ai briganti capitanati da fuorilegge fiancheggiatori del texas rock alla Jackson Taylor. Da qualche anno li fa vorticare in giro per l’Oklahoma con...
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WILL ARRINGTON (Miles Left To Go) ••••
L’appuntamento fisso del martedì al Cheatham Street Warehouse di San Marcos diventa tra le mani di Kent Finlay e uno dei tanti abituali frequentatori (il songwriter Mark David Manders) prima un Ep e poi un disco. Will Arrington è uno dei tanti esempi che si potrebbe replicare su molte altre ‘autostrade texane’ che puntano tutto sul sistema cromatico del country, dove il rock è parte integrante e centrale. “I’ve definitely got the Texas country thing going, but sometimes my stuff leans a little more t...
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MIKE STINSON (Hell And Half Of Georgia) •••½
La San Fernando Valley desolata e rarefatta al pari di un quadro di De Chirico divampa dalla splendida Late for My Funeral, un ottimo spunto di partenza per Mike Stinson, lo lascia assaporare all’inizio di Hell and Half of Georgia perchè Los Angeles è oramai il passato: “After being somewhere for 18 years and living in band houses and roommates and stuff, there’s just a whole lot of distractions. Houston has been good for me to just kind of get away from that. There’s still plenty of distractions, but I’ve be...
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JOHN MORELAND (In the Throes) •••½
Il songwriter texano John Moreland è andato oltre il fuoco d’artificio coi The Black Gold (un paio di dischi), ha grattato sotto la superficie con Earthbound Blues ed ha trovato un’idea promettente per In The Throes, ancora un corpo estraneo che rischia di far passare in secondo ordine lo spessore poetico in cui John Moreland si è tuffato. Ballate elettriche e introspettive ad avallare un indipendenza di pensiero, inquietudine e versalità culturale caratteristiche degli uomini di confine, senz...
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THIEVING BIRDS (Gold Coast) •••½
Il quartetto dei Thieving Birds al secondo disco decide di cambiare. Girano, è il caso di dire, intorno allo spazio mitico del rock ‘n’ roll, bloccato, senza tempo, eterno e immodificabile nelle corde della chitarra di John Seidler, florido per In the Summer (“We only had a few months together before we started production on our first album, so it was nice to have a couple of years to write and work on new material”, dice il vocalist e chitarrista Ace Crayton. “We were able to sit back and let the songs grow in...
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SLAID CLEAVES (Still Fighting The War) ••••
L’ispirazione nasce da una raccolta di foto dal fronte Irackeno (Operation Homefront, vincitore del 2012 Pulitzer Prize for Feature Photography di Craig Walker) ma la guerra è utilizzata da Slaid Cleaves non tanto per raccontare come viene vissuta da chi la subisce e basta, da persone che non la vogliono, che non c’entrano. La guerra sebbene sia estranea alla dimensione umana, in Still Fighting The War introduce quel lato umano un po’ oscuro, quella sorta di ‘zona grigia’, nella quale galleggiano ...
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JACKSON TAYLOR & THE SINNERS (Crazy Again) ••••
Persi nelle luci della notte texana, nei luoghi del consumo alcolico indotto, nelle dimore che assomigliano solo e sempre a vecchi saloon, lo sguardo di Jackson Taylor & The Sinners resta -per così dire- sospeso alla giusta distanza dalla vecchia scuola country, né troppo ampia né troppo ravvicinata, pieno dei soliti dettagli (donne, fuorilegge, telecaster, birra e honky tonks) e sembra non aver prodotto effetti deleteri sulla sua musica, almeno a giudicare Crazy Again. Resta ironico ma non sprezzante lo sguardo sulla v...
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MANDO SAENZ (Studebaker) ••••
I’ve been happy, I’ve been sad, I’ve been lucky, I’ve been unlucky. Maybe I’m just getting to the age where I feel more comfortable talking, indirectly, about what I’ve been through”, l’esemplificazione di chi lavorando ‘sul campo della strada’ (Texas, Nashville e il Messico dove Mando Saenz è nato, a San Luis Potosi) tende a modificare sempre la realtà osservata, e come 5 anni fa per Bucket e nel gioiello di Watertown (annata 2005), Studebaker tira fuori l’anima dalle radici melodiche texane, le s...
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ZACH NYTOMT (Love Street Blues) •••½
Avanti e indietro, casa ed università, nella piccola e graziosa San Marcos non ci vuole molto, ma Zach Nytomt in quel tragitto ha scoperto come misurare i movimenti per l’esordio di Love Street Blues: l’ellissi del folk, la naturalezza di una ‘regia’ country/blues limpida ed espressiva. Ha piena fiducia nel banjo che accompagna The Flood, nella forza espressiva dell’armonica e della steel guitar (deliziosa Love Street Blues) un bel materiale di partenza, e su di esso, Zach Nytomt interviene con discrez...
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COLD SATELLITE (Cavalcade) •••½
La collaborazione tra la scrittice/poetessa Lisa Olstein e il songwriter Jeffrey Foucault va avanti nel progetto Cold Satellite (“It’s a cold collaboration. Once (Olstein) hands off the work, she doesn’t weigh in” dice Foucault. “I think it works -out guitar rock and the poetic expression of the lyrics”) è materia narrativa incandescente quella di Cavalcade, rock e poetica del dolore, la teoria del melodramma ne racconta il risveglio improvviso con la splendida accoppiata iniziale di Elegy (...
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TOM GILLAM (Good for You) •••½
L’appello per finire Good for You (6.000 dollari) va a buon fine e Tom Gillam con un nugolo di buoni amici si chiude in una casetta nel Maryland (“He said -il batterista Matt Muir, n.d.c.-, his parents had a little place in Maryland right on the river”) lo sfondo attorno al quale affidarsi al rock e lasciarlo vivere di vita propria. Gli anni passano per Tom Gillam ma l’acutezza delle sue scelte (c’è anche il progetto US Rails, di spessore l’ultimo arrivato Heartbreak Superstar) non las...
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JAVI GARCIA (The Great Controversy) ••••
La vita, l’amore e i compromessi per la felicità nel nuovo viaggio di Javi Garcia, da una posizione mai completamente fissa (garage rock e radici country texane) consente a The Great Controversy di situarsi perennemente in un non-luogo specifico da cui poter focalizzare, ovunque sia possibile, ovunque capiti, e gettare gli ormeggi, ora qui, ora là, per restituire materia di riflessione al presente, costruendo alle condizioni del rock la possibile mappa di un’identità collettiva: “I’ve got a fire in my belly. And coal...
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TOM CHACON (Tom Chacon) ••••
Senso di frustazione e derive esistenziali, anche se ne inverte la vettorialità, quello di Thom Chacon è uno sguardo realistico che continua ad essere ipnotico. Dopo aver smantellato le strutture e le sovrastutture del pugilato come metafora per la vita (sport nobile, epico e autentico, sport antico, dalle regole semplici e crudeli eppure tanto complesso, tecnico e articolato) attraverso il contributo del cugino, famoso boxeur, Bobby Chacon in Featherweight Fighter, Tom Chacon torna a focalizzare un lucido...
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STATESBORO REVUE (Ramble On Privilege Creek) ••••
Texas al Tennessee alla California e ritorno, in questi anni i fratelli Mann hanno lavorato su un ripensamento radicale del suono di Different Kind Of Light, sul concetto di ‘tema generatore’ del blues, trattandolo nella sua doppia valenza per Ramble on Privilege Creek, da una parte come snodo melodico, capace di dare voce e visibilità alla storia del Mississippi, dall’altra, come principio generativo, atto appunto a generare, a dar vita a un vero e proprio processo creativo attraverso la strumentazione acust...
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STEVE EARLE (The Low Highway) ••••
La ‘strada’ per il 15esimo disco di Steve Earle, le tante miglia percorse con i The Dukes che tornano ad affiancarlo (Chris Masterson, Eleanor Whitmore, Kelley Looney, Will Rigby e Allison Moorer) “I’ve been on every interstate highway in the lower forty-eight states by now and I never get tired of the view,” racconta Steve. “I’ve seen a pretty good chunk of the world and my well-worn passport is one of my most prized possessions, but for me, there’s still nothing like the first night of a North American tour. ...
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DALLAS MOORE BAND (Blessed Be The Bad Ones) ••••
La direzione del country di Dallas Moore espressa nel live di Hank To Thank (2011) sebbene in linea con Nashville, resta duro e puro quanto quello di Blessed Be The Bad Ones è duro e impuro. Corteggiano entrambi il demone tracotante che vive libero nel mito del West, ma il 4° disco della Dallas Moore Band è pieno delle vite lunghe e delle immagini del fuorilegge, del loro tempo non umano, del loro peso variabile, del loro spessore calcolabile solo dalla telecaster, dei confini del country mai chiaramente t...
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TEJAS BROTHERS (Live a Little More) ••••
L’effetto ‘rebound’ tra Tejano, Messico e Texas Country è ancora continuo e indiscutibile quando si parla dei Tejas Brothers, in Live a Little More (prodotto/suonato da Lloyd Maines e con ospiti illustri come Augie Meyers, Larry Joe Taylor & Deryl Dodd) tutto fa brodo per Dave Perez e John Garza. Fisarmonica, violini e steel guitars permettono di guardare al Texas con gli occhi curiosi di chi non si accontenta, lo cantano, orgogliosi, nella spumeggiante Red, White and Blue...
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SHINYRIBS (Gulf Coast Museum) •••½
Kevin 'Shinyribs' Russell si prende un’altra pausa (“The Gourds are still going,” spiega Russell. “But after 20 years of Gourds-ism, I felt like doing something else on occasion. So I branched out into this other thing, and now I’m bringing it to new places. It’s part of my regional expansion plan, into Arkansas and Oklahoma”), si lascia distrarre dalle immagine lontane dal Texas e trova il modo di concentrarsi sull’essenza del progetto Shinyribs. Occultato tra le righe melodiche dell’americana/folk/blu...
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MICHAEL PADGETT (Michael Padgett) •••½
Non perde certo tempo a cercare il titolo efficace ai suoi dischi, Michael Padgett scivola, glissa, come per l’esordio, come l’armonica nella brillante Your Way, su una serie di sentimenti e di situazioni che avvolgono Michael Padgett in un perenne presente che si evolve con uno stile essenziale, scarna strumentazione elettro-acustico, americana, radici texane, folk e un piede oltre il confine messicano. Indicativo lo spazio tra Going Home e la squillante Possessions, Michael Padgett lo occu...
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BRAD DUNN BAND (Gravy) •••½
Da Dallas alla ricerca di uno spazio alternativo nella texas country music, nulla di davvero nuovo con Gravy, ma Brad Dunn sfrutta a dovere un solido mix di chitarre e violini sullo sfondo di una selvatica periferia, per raggiungere uno spazio vecchio di presenze (Pat Green, su tutti), ben visibile dalla timbrica dell’iniziale Patsy Cline. La Brad Dunn Band non lo riduce ad un’astratta pluralità di melodie radiofoniche, opzione anche intrigante quanto, il più delle volte, francamente insipida, ma nulla di am...
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GURF MORLIX (Finds the Present Tense) ••••
Finds the Present Tense è una questione di punti di vista. Mentre l’occhio viene affascinato dallo scintillio lugubre della copertina, la musica di Gurf Morlix si fa veicolo di un immaginario collettivo che giace come substrato culturale e politico nell’animo dell’ascoltatore più influenzabile e sprovveduto. Finds the Present Tense non è ambiguo, indecifrabile, è pieno di metafore ma non cerca di cambiare le cose, Morlix non spiega molto su come e cosa fare, preferisce lavorare con le emozioni, all’ombra di un im...
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PAKE ROSSI (Mercy of the Mountain) ••••
Hebbronville, nei pressi di Laredo, Tx, una chiesa dove insieme al padre, Pake Rossi suonava Bluegrass & Gospel music. Un paesaggio che non concedeva ambizioni prospettiche particolari, ma che si è trasformato in un fondale verosimile per la sua musica: la provincia, le tradizioni dei songwriter texani, le radici del folk e del country sono diventate la semplice quinta scenografica per il giovane songwriter Pake Rossi. Il primo segnale è arrivato con il pregevole debutto di For All That It’s Worth, un disco sempli...
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SON VOLT (Honky Tonk) ••••
Dopo 20 anni in musica lo sguardo errante di Jay Farrar trova il modo di posarsi sullo scheletro del country, i Son Volt lo affrontano come se sfogliassero un album di famiglia, pedal steel guitar, violino e fisarmonica conducono Honky Tonk verso una dance floor immersa nella polvere, dove si annidano birra e storie di cuori spezzati. Dalla California, dall’energia insita nel ‘Bakersfield sound’, all’inseguimento di un passato dell’immagine classica ormai perduta (Buck Owens a Hank Williams), i ...
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SHOOTER JENNINGS (The Other Life) ••••
Dopo la famiglia, la strada e il ‘music business’: “Five of these songs were recorded when we were doing ‘Family Man’ (il disco precedente, n.d.c.), and when we were deciding what to do with it we broke it up into two records. ‘The Other Life’ is representative of the other side of the coin from ‘Family Man’ and the way my life has been going in a lot of ways.Shooter Jennings usa il nome e lo spirito del padre per muoversi come un ‘outsider’ nel mondo della Country Music, da ‘fuorilegge’ (parola poco amata in ...
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PHIL LEE (The Fall and Further Decline of the Mighty King of Love) ••••
Si riparte dall’esordio del 1999 The Mighty King of Love, titolo utile a reindirizzare il quarto progetto di un Phil Lee che continua a viaggiare controcorrente, l’amore lo si prende sempre dal verso sbagliato, da vero ‘troubadour’ nella splendida I Hated to See You Go, dove la melodia e le parole rifiutano la linearità e si lasciano attraversare dalle opposizioni e sovrapposizioni del coro. Blues, folk, country e radici dell’Americana, The Fall and Further Decline of the Mighty King of Love ne coglie i frutt...
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SLEEPIN' RATTLERS (Punktry & Western Music) •••½
Un disco stroboscopico per l’esordio della cow-punk texana degli Sleepin' Rattlers, materia incandescente che sputa la telecaster su colori e sfondi da western movie, luci e forme del country decifrate con la coda dell’occhio dal vocalist e chitarrista Brad ("Bev") Bevill, bravo ad intuire di poter ancor contemplare gli spazi battuti da band –defunte- come gli Slobberbone (“I grew-up listening to country and western music, along with oldies and gospel,” dice Bevill. “Once I discovered punk rock I quickly rea...
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