www.cheapo.it


 

          

GURF MORLIX (Eatin' At Me) ••••

Gurf Morlix è nato nei sobborghi di Buffalo, il canovaccio che apparenta la maschera della splendida ballata che apre Eatin’ at Me.
Siamo dentro al passato e non lo guarda con gli occhi, con la mente e con le immagini di oggi, ma con la bassa definizione di allora: come se fosse là, e non sapesse come andranno le cose nella vita di un musicista intorno al 1970.
Il passo malinconico di Dirty Old Buffalo non dimentica l'apertura verso l'esterno, quel cosmopolitismo d'immagini, musica e sentimento della metafo...
DISCO DEL MESE
Nr° Letture : 111
Stampa Recensione
JAMES McMURTRY (Complicated Game) ••••

A 7 anni da Just Us Kids, siamo lontani da Dick Cheney e l’uragano Katrina, le canzoni politiche si dissolvono e James McMurtry dimostra che può esserci qualcos'altro.
Complicated Game è un disco per lo più acustico (banjo, mandolino, violino, pianoforte e organo) dove le relazioni interpersonali restano a galla per quasi tutti i 55 minuti, ma come il padre romanziere, James McMurtry è uno storyteller e sceglie di appoggiarsi a voce, chitarra e uno spettro da folksinger, il modo più rassicurante per reinter...
Nr° Letture : 67
Stampa Recensione
REVEREND PEYTON'S BIG DAMN BAND (So Delicious) ••••

Il Reverendo Peyton continua ad andare controcorrente alla società moderna dove tutti sono intenti a comprare sogni, a consumare emozioni, a cercare la chiave per non essere infelici. Sogni che negano la realtà e ne costruiscono una di artificiale.
‘Slow down and enjoy life’ sembra ribadire So Delicious, primo disco per la Yazoo Records (nota per lo più ai fans dell’old country blues), dove convivono più dimensioni melodiche: l'azione viene frantumata dal montaggio alternato, e il passato e il presente della T...
Nr° Letture : 56
Stampa Recensione
KEVIN DEAL (Nothing Left To Prove) ••••

Con Kevin Deal si va sul sicuro, il modo più veloce per apprezzare la capacità creativa della Texas Music tra Country/Americana, nel tempo in cui si trasforma all'istante in malinconia sospesa, disarmante e semplicissima nell’iniziale Nothing Left To Prove.
Ma i dischi di Kevin Deal (produce Lloyd Maines) si sottraggono alla 'regolarità' e qualche volta alla linearità del tempo, comunque anteponendovi regolarità e linearità di pensiero made in Texas, a partire da honky tonks ben elettrificati (Let Them Horses Run
Nr° Letture : 71
Stampa Recensione
WRINKLE NECK MULES (I Never Thought It Would Go This Far) ••••

Ambientazione rustica, ma terreno sdrucciolo perché i chiaroscuri della società urbana sono sempre a vista, lì i Wrinkle Neck Mules cercano e inquadrano il proprio bersaglio concentrando lo sguardo su di I Never Thought It Would Go This Far, e parafrasando il titolo, sono ben 15 anni che il quintetto della Virginia non sbaglia mira.
Chase Heard e Andy Stepanian continuano a dividersi parole e microfono, al sesto disco non abbandonano banjo, steel guitars e mandolino ma pronti a duettare con le influenze del rock,
Nr° Letture : 55
Stampa Recensione
CREED FISHER AND THE REDNECK NATION BAND (Ain't Scared To Bleed) ••••

La mano sinistra di Creed Fisher sul cuore di un fuorilegge mentre la destra stringe la chitarra come una pistola, il manifesto per rappresentare questa legnosa ’outlaw bad boys band’, appiccicato al territorio texano che a sua volta si mette in scena.
Talento genuino dal West Texas al secondo disco, Ain’t Scared to Bleed torna a scavare, fino a svelare, le corde di un virile texas rock, non le spiega ma le interroga, e partono in quarta Creed Fisher And the Redneck Nation Band, in I Wanna Be Like Waylon e
Nr° Letture : 63
Stampa Recensione
STEVE EARLE & The DUKES (Terraplane) •••½

Terraplane, la macchina della Hudson che tanto piaceva al bluesman Robert Johnson, sulla quale salgono i The Dukes (davanti siede la chitarra di Chris Masterson) insieme a storie di furfanti con amori andati a male (e qui la separazione dalla cantante Allison Moorer si fa sentire), che a mezzanotte preferiscono incontrarsi con il Diavolo.
Ne risente positivamente l’avvio di Terraplane, l’armonica di Baby Baby Baby (Baby) prepara il campo alle distorsioni elettriche di You're The Best Lover That I Eve...
Nr° Letture : 48
Stampa Recensione
AMERICAN AQUARIUM (Wolves) •••½

Wolves si allontana dalla direttrice scelta da Jason Isbell nel precedente Burn. Flicker. Die., si aprono nuovi spazi, il suono si espande, gli American Aquarium assemblano una serie di paesaggi sonori sospesi, affidati al mix di chitarre elettriche, tastiere, e manipolazioni Country, ottenendo un climax stimolante, un intelligente impasto di rock riveduto e corretto e di neoromanticismo catafratto tra grandi sogni e sacrifici all’ombra del fallimento.
Family Problems è sottesa da un fondo oscuro di ...
Nr° Letture : 62
Stampa Recensione
RYAN BINGHAM (Fear and Saturday Night) ••••

Pace e tranquillità, spazi che non evocano l'istituzione, il fare umano che in essi si svolge.
Ryan Bingham tra le montagne della California, per lasciare da parte il caos che aveva fatto deragliare Tomorrowland, del 2012, alla ricerca di solitudine per rileggere il passato: “Up there, it was totally isolated. No phones, no noise, no lights”, spiega Bingham. “At night the only thing you'd hear is the bugs and the coyotes.”
Fear and Saturday Night guarda alla corporalità, interroga la vita inte...
DISCO DEL MESE
Nr° Letture : 308
Stampa Recensione
CODY CANADA AND The DEPARTED (HippieLovePunk) ••••

L’abbandono di Seth James ha inaspettatamente aperto a Cody Canada un labirinto temporale dove far convivere il passato con il presente e con il futuro: “I think some of the things we did on the last record were a little out of my element,” chiaro il messaggio del songwriter originario dell’Oklahoma che torna ad avere pieno controllo sui Departed (ora un quartetto) e su HippieLovePunk.
Pochi fronzoli, tra le chitarre spunta la tastiera di Steve Littleton, ma le due decadi con i Cross Canadi...
Nr° Letture : 159
Stampa Recensione
TRIGGER HIPPY (Trigger Hippy) ••••

Quintetto di Nashville nato dall’idea del batterista Steve Gorman (una volta nei Black Crowes) che decide di unire un gruppo di rodati musicisti (la vocalist Joan Osborne, il talentuoso cantautore Jackie Greene, il chitarrista Tom Bukovac e il bassista Nick Govrik).
‘Sounds’ differenti riempiono il debutto dei Trigger Hippy, un’amalgama di sapido rock, sensuale blues, tracce gospel ed elementi country: “You can see this as a ‘player’s band,’ but it really is a band, in the true sense of that w...
Nr° Letture : 145
Stampa Recensione
LAGER & THE FATTIES (Whiskey Feelin') •••½

Spirito texano baricentricamente spostato in periferia, country da mischiare al rock con una patina bluesy, il resto lo fanno una bottiglia di Whiskey e il portico di casa a Lubbock, Tx.
Lì nascono i Lager & the Fatties, dal 2006 una cover band come tante altre, un paio di anni in giro per il Texas ad immagazzinare esperienze, polvere e viaggi da far entrare nel disco di debutto, Whiskey Feelin’.
Ryan Edwards e Cody Myers mettono a fuoco i principali caratteri da The Dirty Wichita Falls Blues, passo lento, i...
Nr° Letture : 140
Stampa Recensione
BIG DADDY LOVE (This Time Around) ••••

Tira aria nuova in This Time Around, Daniel Justin Smith è oramai il passato, ora c’è il chitarrista e songwriter Scott Moss in prima linea tra la sezione fiati della Turkuaz Horns da Brooklyn sull’incedere del banjo tra le roventi chitarre di Nashville Flood.
Sono un’assaggio dei nuovi Big Daddy Love, Americana, soul, rock, mississippi e radici folk/country, un mix 'da mal di testa', direbbe qualche critico in odore di pensionamento, invece è ricco di panoramiche a schiaffo, lampi di luce in chiaro e in buio, t...
Nr° Letture : 230
Stampa Recensione
SHINE JAR (Getting Up To Rise) ••••

Da un retro-bottega pieno di parole e musica ammucchiate alla rinfusa, Dick Heuvels insieme a un batterista country in pensione, decide di dar spazio a quel vecchio amore con un intreccio trasparente nell’esordio di Getting Up to Rise e sarà anche musica registrata dal portico di casa, tra birra e una buona compagnia, ma gli Shine Jar non inclinano pericolosamente al versante smargiasso del brano radiofonico.
Ricca strumentazione, la scelta di adottare una narrazione più scanzonata e sconnessa in Good Times Coming...
Nr° Letture : 321
Stampa Recensione
JUBAL LEE YOUNG (On A Dark Highway) •••½

Ha scorrazzato per un paio di anni nel Sud dell’America, contro i bordi di un buco aperto solo ai fuorilegge, in quel foro Jubal Lee Young continua a infilare cartoline e immagini da film western. Parte col piede giusto On A Dark Highway, omaggia le radio texane, “It’s a tribute to the DJs and the Texas radio system in general. I think more so than other states you’ve got more of a fiercely independent segment of stations that are playing great music, whatever they want, and that is a good thing”, bel rock Te...
Nr° Letture : 172
Stampa Recensione
LOWELL THOMPSON (Stranger's Advice) •••½

Lowell Thompson torna nel Vermont e registra Stranger’s Advice insieme ai Crown Pilot nel salotto di casa. Batteria, chitarre, basso e voce e ne viene fuori un disco di puro Americana con la sensibilità di chi sa captare tra la cruda bellezza del rock, la quotidianità di piccoli e grandi sacrifici, con piccole e grandi canzoni, dimostrando un'intima conoscenza delle armonie in Honey, It's True che da una partitura particolarmente dolente e contemplativa, libera il carisma delle chitarre.
Stranger’s A...
Nr° Letture : 165
Stampa Recensione
AMERICAN THREAD (Songs In The War) •••½

Una vena nostalgica spinge i bostoniani American Thread, l’ideale folk a stelle e strisce con la linearità classica -pur mettendo in gioco la freccia del tempo-, del rock.
Serpeggia fiera nella deliziosa Enjoy The Road, viaggia sull'inerzia impressa da un'energia adolescenziale, ma conduce molto lontani, fino alla maturità politica e morale di Songs in the War. Un approccio alla condizione umana, sulle fobie dell’uomo pronte a soccombere all’inevitabile ciclo della vita, la dimensione melodica si allarga, g...
Nr° Letture : 233
Stampa Recensione
ARBUCKLE XPRESS BAND (Bootlegger's Dream) •••½

La catena montuosa delle Arbuckle Mountains marchia il passo della band dell’Oklahoma, pensate dal lontano 1970, tra naturali cambi di squadra negli anni non hanno mai smesso di suonare insieme, eppure il debutto arriva solo nel 2006 e prodotto da Mike McClure, tanto che la nuova pausa riflessiva prima di Bootlegger's Dream non ha sorpreso poi tanto.
Bootlegger's Dream è un disco dalle due facce, si passa dalla solennità monumentale del rock sudista che soffia forte nel’avvio di Outlaws And Country Boys, su...
Nr° Letture : 207
Stampa Recensione
DAVE McCANN AND THE FIREHEARTS (Circle of Light) ••••

Ripassano i paesaggi western resi familiari ai tempi dei Ten Toed Frogs, Dave McCann tra canyon stretti, misteriosamente minacciosi, le mesas, vasti tratti rocciosi, il Montana e gli immensi, infuocati deserti del Nevada e del New Mexico, scelti come sfondo dei racconti di Woodland Tea e Country Medicine.
Dal 2009 è Dave McCann and the Firehearts ma la prospettiva sulle praterie e le colline delle riserve indiane di Blackfoot Country sono ancora il fondale e l'ispirazione per Dixiebluebird e dop...
DISCO DEL MESE
Nr° Letture : 484
Stampa Recensione
BILLY JOE SHAVER (Long In The Tooth) ••••

Ci sono cantanti, è il caso di dirlo, che ad un certo punto della loro carriera perdono il dono del talento e, pur invecchiando male, restano comunque famosi per alcuni remoti titoli memorabili. E ce ne sono altri, sempre sulla breccia come Billy Joe Shaver, che, senza aver mai smesso di esibirsi a tamburo battente in giro per il Texas e nella maniera più umile, come esperti ed affidabili fuorilegge poco inclini alle majors, sanno ancora trovare l’occasione, il momento giusto per tornare in auge. 75 anni lo scorso 16 Agosto,...
Nr° Letture : 323
Stampa Recensione
MATT POWELL (Easy Love) ••••

Singer / songwriter / multi-strumentista e produttore della Virginia, Matt Powell è da 15 anni sulla scena texana, arrivato ad Austin col blues di The Money and the Grass ha iniziato a perlustrare in lungo e in largo i piani del suono texano, e le prospettive sono cambiate. I riferimenti country, i richiami, le simmetrie, i giochi di specchi dei racconti di vita tra le rime dell’armonica e delle steel guitars si contano a decine tra Dragonfly, Fluke Luck and Jesus e Ten Gallon Heart e dopo la pare...
Nr° Letture : 257
Stampa Recensione
JOHN EDWARD BAUMANN (High Plains Alchemy) ••••

High Plains Alchemy brulica di riferimenti texani, di congrui particolari e dettagli che tutto sommato, costituiscono buona parte del suo fascino, rispettosi come sono della tradizione cantautorale a cui John Edward Baumann guarda mentre si allontana dalla città verticale di Houston rasa al livello della strada in Eagle Ford.
Mantiene le promesse dell'EP West Texas Vernacular e ora il cielo di High Plains Alchemy è limpido, l’aria è schiarita, alt-country, americana, tempra da folksinger con Corby Schaub a s...
Nr° Letture : 238
Stampa Recensione
MATT CHARETTE (Back East) •••½

Accade che un punk-rocker decida al primo disco solista di provare a sondare strade alternative, accade al Bostoniano Matt Charette, e come tanti altri scopre di avere un’anima country-folk che rilascia in tutto Back East, un vortice di nervose ballate elettro-acustiche frammentate dalla pedal steel e dall’armonica che dispiegano le ali dalle brillanti Carry On e City Streets.
Matt Charette conosce le timbriche di una voce greve e la asseconda in pieno, mentre riflette su se stesso e riflette sugli a...
Nr° Letture : 211
Stampa Recensione
MICKY & THE MOTOCARS (Hearts From Above) •••½

Il mondo di Micky e Gary Braun oramai indebolito, preso nella corrente delle stazioni radio e quindi bloccato nelle sue naturali insofferenze, senza più energie di cambiamento, era al capolinea, i Micky & The Motocars necessitavano di una ‘trasfusione di sangue’.
Cambio della squadra, entrano Dustin Schaefer (chitarra), Joe Fladger (basso) e Bobby Paugh (batteria) e con Hearts From Above ‘tornano’ non sul piano di una piatta mediazione col passato ma scavando in una fertile contaminazione col country/rock degli a...
Nr° Letture : 213
Stampa Recensione
BUFFALO RUCKUS (Buffalo Ruckus) •••½

Vincitori del 9th Annual Texas Music Showdown Battle of the bands 2014, i Buffalo Ruckus non prendono di mira i più giovani, dimostrano lealtà nei confronti di una semplice esortazione al ‘let's rock’! La cultura musicale texana non è viziata dalla moda, è quanto di più piacevolmente anti-cool si possa ascoltare, e Buffalo Ruckus si accoda.
Jason Lovell imbraccia la chitarra, graffia insieme all’armonica If It's For Love, un bel modo di parlare di amori perduti e battiti del cuore, americana con piacevoli orlature c...
Nr° Letture : 225
Stampa Recensione
PURE GRAIN (Indiana Sun) •••½

Indiana Sun è forma del rock che rinuncia al suo tempo, i Pure Grain dopo giri a vuoto e cambi alla line-up si fermano e provano a mischiarlo al country e allo spirito classico del Sud degli States, il centro che viene fuori da Lie To Me al quale la vocalist Courtney D’Amico e la chitarra dell’altra voce Scott Siefferman si appoggiano, restituendo una immagine speculare del rock.
Riflessa in modo deformante nei tratti raggae nel finale di Summer Song, ma lascia intatti i contorni dell'insieme quando si ...
Nr° Letture : 220
Stampa Recensione
MARK JUNGERS (I’ll See You Again) ••••

Mark Jungers si dimostra profondo conoscitore della terra in cui vive, e lo esprime sulle direttrici dell’armonica e della steel guitar nel modo in cui irradiano I’ll See You Again, scorrono animate dalla capacità di fondere le visioni d'insieme di paesaggi e personaggi texani senza perdere di vista i dettagli armonici e rincorrendo anche le vedute della pedal steel di Gurf Morlix, bagnate da una luce chiarissima.
Al sesto disco insieme a parte dei the Whistlin’ Mules (Adrian Schoolar, chitarra e dobr...
DISCO DEL MESE
Nr° Letture : 465
Stampa Recensione
GRANT PEEPLES AND THE PEEPLES REPUBLIK (Punishing the Myth) ••••

In soccorso all’uomo del nuovo millennio, abituato a trangugiare immagini e suoni dalla mattina alla sera, aizzato ad affidarsi ciecamente(!) al senso razionale per eccellenza, arriva il dissacrante Grant Peeples. Sempre contro tutti, rock, folk & americana contro la politica guerrafondaia e monetaria alla Bush, sulla scia della popolarità del ‘natural capital-globalist conflagration’, Grant Peeples si ripropone con Punishing the Myth (prodotto da Gurf Morlix) di fecondare le incertezze di un’intera generazion...
Nr° Letture : 348
Stampa Recensione
MARY GAUTHIER (Trouble & Love) ••••

Trouble & Love, 8 capitoli a raccontare una tumultuosa relazione che non poteva che andare in frantumi, e quello che resta sono più Trouble(s) che Love: "What an artist tries to do," spiega Mary Gauthier. “Is take chaos and turn it into something that makes sense— and there's nothing more chaotic than a break-up; it's like being put in a freaking washing machine and being spun around. You've got all these emotions flying around. You try to grab one and hold onto it long enough to give it a name, a face and...
Nr° Letture : 275
Stampa Recensione
WAYLON SPEED (Kin) ••••

Il rock resta un elemento destabilizzatore nella musica dei Waylon Speed, una chiave che apre e insieme scardina il meccanismo di KinWe evolve naturally, we aren’t trying to make anything different or better than previous material,” racconta il bassista e vocalist Noah Crowther. “We’re family, and this natural evolvement led us to Kin.
Gli alti e bassi della vita vissuti sulla strada ruotano attorno alle chitarre di Coming Down Again, vibrano e smuovono Reminds Me, e il mondo appare sf...
Nr° Letture : 301
Stampa Recensione
MANZY LOWRY BAND (Muddy Waters) •••½

La consistenza sottilissima di racconti di fuorilegge e terre lontane, fogli bidimensionali spazzati via da un colpo di chitarra o dal sovrapporsi di pistole e bibbia aprono il mondo di Muddy Waters, l’esordio del singer/songwriter Manzy Lowry è molto seducente e si concede a tutti coloro che hanno un nucleo western nel cuore.
Muddy Waters si lascia ascoltare quando si fonde e lavora sul tempo e nel tempo di un country irregolare e macchiato dal rock, seducono le strade calpestate in First Degree, il violino d...
Nr° Letture : 250
Stampa Recensione
BRANDON JENKINS (I Stand Alone) •••½

“I had been writing a lot of songs toward the end of last year and went up to Nashville to visit my manager, Ben Ewing,” spiega Brandon Jenkins. “He had arranged an acoustic show for me and I played for a few industry folks and a couple of my fans, performing the all new material that no one had ever heard but me. We recorded the show listened back the next day. Ben suggested I do an acoustic solo album. I said when and he said now.”
In I Stand Alone, voce, chitarra e armonica si nutrono con efficacia...
Nr° Letture : 265
Stampa Recensione
CRAZYWATER (American Rust) •••½

Il canovaccio dei Crazywater continua ad essere libero dai connettivi casuali della provincia texana, quelli consequenziali del rock che si poggia a blocchi elettrici sufficientemente rodati nell’omonimo debutto. Affascina lo slancio di Bootlegger's Son, alimenta American Rust quel tanto da concedere spazio alla maturazione dei Crazywater.
Traslano in mobile continuità di senso, il valore scenografico-decorativo texano, in Rust e Crystal c’è una genuina fragranza segnica, perfettamente attinente al...
Nr° Letture : 254
Stampa Recensione
SLIM BAWB & The FABULOUS STUMPGRINDERS (Gristle & Guts) •••½

Primo album a comando di un terzetto, negli ultimi due dischi Bob Pearce (Slim Bawb) il basso lo suonava con il piede, con i The Fabulous Stumpgrinders il singer-songwriter, multi-strumentista e per alcuni anche filosofo, Slim Bawb continua a muoversi nella stessa direzione, in viaggio con banjo, mandolino & cigar box guitar verso la periferia o la campagna del Sud del Texas, a recuperare anche una dimensione realistica, la splendida ballata di Journeyman ne testimonia la perdita di fiducia nei confronti d...
Nr° Letture : 228
Stampa Recensione
ADAM CARROLL (Let It Choose You) ••••

I’ve always been a fan of the music in Louisiana” spiega Adam Carroll, lo canta in Bernadine, un immediata immersione in un mondo offerto come vortice di suoni in cui saltare insieme a fisarmonica e un’ambrata sezione fiati, mentre un set di chitarre acustiche ed elettriche aprono ad un denso songwriting territori alla fin fine, familiari: “I’m calling this new album ‘Let it Choose You’ in honor of a conversation I had with a friend of mine who said ‘Songs Choose Us… make yourself willing to receive them’....
Nr° Letture : 398
Stampa Recensione
MATT HARLAN (Raven Hotel) ••••

La cronaca urbana per estrarne quei frammenti di verità che trovano il loro posto privilegiato in Raven Hotel, al terzo disco si torna ai paesaggi illustrati all’esordio di Tips & Compliments, quel concetto ha fatto scattare in Matt Harlan l’idea brillante di ristrutturare e riarredare trame consolidate, un vagabondaggio alla T.S. Eliot nell’avvio di Raven Hotel di un ‘drunken troubadour’ abile a costruirsi una serie di schermi nel rapporto coi figli che lo riparino, il banjo e il violino della de...
Nr° Letture : 413
Stampa Recensione
TOM OVANS (Last Day on Earth) ••••

Il songwriter di Boston si è trasferito ad Austin, Tx, da una decina di anni e continua a restare ai margini del music business, lo riprova il testamento di Last Day on Earth: 2 cd, 34 canzoni, slide guitar, lap steel, mandolino ed armonica. Tom Ovans si confronta con l’ipnotica paranoia di un vuoto più ingombrante che mai, continuando a scavare furiosamente nel cuore della disperazione umana dove si aprono voragini poetiche su una superficie prima elettrica e poi acustica come il suo mentore Bob Dylan, non è pi...
Nr° Letture : 509
Stampa Recensione
PONTCHARTRAIN WRECKS (Pontchartrain Wrecks) ••••

Come nell’immagine che un fiume dà a chi lo osserva, un flusso costante e obbligato, delimitato da due argini (il rock e la provincia) a costituire la demarcazione e la riconoscibilità di Pontchartrain Wrecks, regolare eppure continuamente sottoposto alla forza interna delle steel guitars del vocalist Miles Cabeceiras e di Steve Spitz. Le producono in ogni brano e come ogni singola onda, in mille varianti, con l’invitante armonica nell’apripista di Slow Train, visibili e lampanti in Anyway, Anyhow, i Pon...
Nr° Letture : 378
Stampa Recensione
AARON EINHOUSE (Blue Collar Troubadour) ••••

Non c’è dubbio, a Blue Collar Troubadour appartiene l’idea della complementarità fra superficie e prodondità del Texas country, intercambiabili in un movimento reciproco di sostituzione sul quale Aaron Einhouse interviene dosando rock e ballate e all’ascoltatore apparirà profondamente sincero perché non ha il retrogusto sgradevole della glicerina del music business.
A produrre stavolta è Mike McClure, non c’è a guidarlo Walt Wilkins (i primi 2 dischi) ma con lui Aaron Einhouse scrive la Title track, ...
Nr° Letture : 381
Stampa Recensione
ROGER CLYNE & THE PEACEMAKERS (The Independent) ••••

Settimo disco in studio e 15 anni di carriera, Roger Clyne non ha esaurito le energie primarie dei Peacemakers, continua ad andare controcorrente, The Independent è ancora un disco ‘anti-major label’, c’è energia, il batticuore per il rock lascia un senso di pienezza nonostante i giochi sono chiari e fatti per la storica band dell’Arizona (il chitarrista Jim Dalton, il bassista Nick Scropos, la batteria a P.H. Naffah), ma è anche grazie all’aria messicana che The Independent deflagra.
The Independent is a...
Nr° Letture : 304
Stampa Recensione
SAINTS ELEVEN (I'll Be Fine) •••½

Dirty, old school country’ uno spazio anomalo e irrequieto, l’etichetta serve poco alla band del vocalist e chitarrista Jeff Grossman, a dare forma al contenuto fluido di I’ll be Fine c’è il cuore della punk/rock band dei The Von Ehrics (Jeff Mosley al basso e Chris Bradley al violino). Le steel guitars alzano polvere nel disco d’esordio dei Saints Eleven -prodotto da John David Kent- diventano veri e propri elementi di raccordo tra le legnose Fly e Make Her Mine, determinandone le svolte ...
Nr° Letture : 296
Stampa Recensione
JIMBO MATHUS & The TRI-STATE COALITION (Dark Night of the Soul) •••½

A Taylor, il Mississippi resta ad ispirare James “Jimbo” Mathus sebbene il delta blues è oramai dietro le spalle di un lontano disco d’esordio, al nono album resta il corpo mutevole e ipnotico del rock capace di rassicurare e di inquietare, di favorire insieme ai Tri-State Coalition, l’attitudine di Dark Night of the Soul alla meditazione come l’impulso al vagabondaggio elettrico, all’erranza, sia geografica che mentale di Jimbo Mathus.
Un disco vario, particolare, i movimenti languidi e avvolgenti al piano ch...
Nr° Letture : 289
Stampa Recensione
BRANDON CLARK (Burn) •••½

Brandon Clark trova con Burn il canale che ha portato a perturbare il flusso compatto e fin troppo tranquillo della scena dell’Oklahoma music, in una visione lontano dalla band ne deriva un piccolo mulinello, bastante a risucchiare e a portare alla ribalta il “Tulsa Sound” legato al rock di matrice classica con forti radici texane.
Si evidenzia nella luce cupa e opprimente di Burn e Merch Man Blues e la sotterranea tensione meditativa di One Hell Of A Night e della steel guitar di una brillante <...
Nr° Letture : 305
Stampa Recensione
MODERN EARL (Hot Damn) •••½

Una sorta di Bottle Rockets tedeschi, il quartetto da Berlino del cantante e songwriter Christopher “Earl” Hudson dopo 3 dischi con una struttura musicale fatta di temi che ritornano tra gli anni ’60 e ’70, aumenta il voltaggio dei Modern Earl e con Hot Damn lascia maggior aria alle variazioni e gli assoli alle chitarre elettriche.
Tra le pimpanti Hot Damn e Rules Of The Bar acquistano sempre un senso diverso e opposto, rendendo il loro ‘parlare’ continuamente doppio, tra la chimica della strada...
Nr° Letture : 328
Stampa Recensione
WHISKEY MYERS (Early Morning Shakes) ••••

È finalmente giunto il momento di fare i conti con una maturazione ormai divenuta necessaria per i Whiskey Myers, il quintetto del vocalist Cody Cannon non rivolge lo sguardo dal basso verso l’alto, a puntare le nuvole che scorrono nell’azzurro del cielo Texano, ma dall’alto in basso, come la lente di un ambizioso entomologo che studia le forme di vita più bizzarre.
Al terzo disco Early Morning Shakes schiaccia la prospettiva delle chitarre di Cody Tate e John Jeffers su un terreno saturo, preg...
DISCO DEL MESE
Nr° Letture : 744
Stampa Recensione
JASON EADY (Daylight & Dark) ••••

Daylight & Dark affonda le radici nella storia di un uomo e si nutre apertamente delle complessità del suo cuore secondo le relative affinità del country sviluppate brillantemente da Jason Eady in AM Country Heaven e sempre con Kevin Welch a produrre (la terza regia, c’è anche When the Money’s All Gone del 2009), un disco che sa di umanità raccontata senza umanismi, senza solennità, con una sana laicità alcolica, cruda e affettuosa “‘Daylight And Dark’ was written as a ‘day in the life’ story of a man w...
Nr° Letture : 542
Stampa Recensione
MANDOLIN BROTHERS (Far Out) ••••

La svolta per la cover band di Jimmy Ragazzon e Paolo Canevari arriva negli anni ’90 quando entrano in gioco fisarmonica, pianoforte e il mandolino, la band pavese si butta a capofitto nelle visioni melodiche tra il Texas e il Messico, anche a costo di perdercisi, ma dando anima ai Mandolin Brothers. Far Out con la produzione di Jono Manson (anche alla chitarra), e ospiti illustri (John Popper (Blues Travelers) Ed Abbiati (Lowlands) ed altri amici), è il disco più ricco e anche più bello dei Mandolin Brot...
Nr° Letture : 444
Stampa Recensione
CLAY McCLINTON (Bitin' At The Bit) ••••

Clay McClinton ha trovato i suoi spazi, non controlla più il Texas country e il rock ‘n’ roll, li lascia liberi, diventano troppo larghi o troppo stretti, ma indicano lo spazio che in Bitin’ at the Bit sono pronti ad occupare. Prima collaborazione con il grammy produttore Gary Nicholson, prima volta di una cover del padre Delbert McClinton, isola che si fa ponte, che comunica senza che il figlio perda la sua autonomia: “My dad and I were trying to figure out a name for the album and I was so anxious for t...
Nr° Letture : 364
Stampa Recensione
JAMESTOWN REVIVAL (Utah) ••••

Pochi soldi e nessuna casa discografica dietro l’angolo nella piccola cittadina texana di Magnolia, così Jonathan Clay e Zach Chance si sono rimboccati le maniche e con l’aiuto di amici tra Austin e Los Angeles, hanno pensato di incidere il loro disco nel selvaggio sfondo delle Wasatch Mountains, Utah: “In a cabin for two weeks a record in a way that people used to do. Just sit around, live takes, no click track, no headphones, just playing music. We wanted to capture the energy of a live show and really nail the moments with...
Nr° Letture : 341
Stampa Recensione
DOGHOUSE FLOWERS (Chasing The Sun) ••••

Justin Reuther parte per Milwaukee deciso a formare una band, ha in testa un groviglio intriso di terra del Sud, country e rock in cui ogni spazio sia occupato da un brulicante susseguirsi di chitarre. Ebbene il lavoro dei Doghouse Flowers anche se calpesta appena la prospettiva del country, offre a Chasing the Sun un moto perpetuo che non subisce requie alcuna ed è quello, che alla fine, conta. Un rocambolesco susseguirsi di fughe e inseguimenti tra pedal&steel guitar, Meet Me In Milwaukee, So Wrong e...
Nr° Letture : 364
Stampa Recensione
LOS LONELY BOYS (Revelation) •••½

I seri problemi alla schiena di Henry Garza caduto lo scorso anno dal palco a Los Angeles non potevano che condizionare i Los Lonely Boys. Come un tessuto, Revelation ha un dritto e un rovescio, inseparabili tra loro come i fratelli texani (Jojo e Ringo a chiudere il terzetto) “We like to try to better ourselves every single day, whether it's in the music, our family our ourselves. We're at least trying to move in a different direction. So with the title Revelation, it's in that respect, as well as the way musi...
Nr° Letture : 376
Stampa Recensione
CHAD SULLINS AND THE LAST CALL COALITION (Wicked Spell) •••½

Wicked Spell analizza il vagabondaggio di un musicista dopo i riscontri positivi di Incommunicado, le radio, le interviste, i concerti, il secondo matrimonio lasciato per strada, Chad Sullins li guarda da lontano e da vicino, il che pone speculari problemi di lettura, l’ottica è quella del rock che si fonde alla spazio rurale del Texas, e resta viva in Wicked Spell. Un lungo giro sulle highways americane con la secca Title track ad affrontare le prime devastanti tracce della natura dell’amore, ma...
Nr° Letture : 361
Stampa Recensione
JODY WEGER (On Land And Living) •••½

Il multi-strumentista Jody Weger oltrepassa la coltre di nubi buonista che ci circonda per incarnarsi in una dimensione umana che pullula del grigio della vita, e con i The Last Standing Democracy (nota di merito al lavoro alla pedal steel di Ken Campell) entra in una chiesa centenaria, Beresford Church studio, e registra On Land And Living tra radici folk/rock e country.
L’andare delle ballate -come nei sogni- non hanno quasi mai una direzione necessaria, il rock sferza brillantemente 6 Feet Underground
Nr° Letture : 324
Stampa Recensione
CODY JOHNSON (Cowboy Like Me) •••½

Cody Johnson guarda attraverso il suo personale spioncino, un bel mirino country/rock, sul mondo dei cowboys capaci di alzare polvere con honky tonks selvaggi e di far cadere lacrime nelle ballate d’amore. La storia e l’ideologia di una nazione cresciuta con gli scheletri nell’armadio fatta di figure borderline è dalla parte del cowboy, le mutazioni della telecaster iniziano in Dance Her Home, entrano negli strati di Cowboy Like Me insieme all’amore, si rivela improvviso e occupa l’intera scena, ma con vigore in ...
Nr° Letture : 344
Stampa Recensione
JEFF GERMAN & THE BLANKETY BLANKS (Twelve R.o.u.n.d.s.) •••½

Il rocker del Michigan non sdogana il rapporto decennale con i Cur Dogs anche se decide di incidere con i Blankety Blanks, in Twelve R.o.u.n.d.s. Jeff German procede nel far transitare nuovi brani ma riattraversando il territorio, irto e diseguale del passato. Sit and Think e Apology With Every Song per decifrare i codici di un rock urbano per quelli che sono, nient’altro che un ondeggiare sui bordi da cui emerge la virtù e l’amore per le chitarre dal suono deciso ma pronte ad aprire all’ir...
Nr° Letture : 310
Stampa Recensione
TRAVIS O'NEILL AND HIS CARDINAL SINS (Volume 1) •••½

Da una fattoria irlandese arriva Travis O’Neill, stanco di guardare il mondo dall’esterno, decide ad un certo punto di entrarvi, e per ‘farsi ‘carne’ si aggrappa ad una serie di ballate tristi, la chiamano ‘dark americana’ un’espressione che si spegne proprio perché c’è troppo chiarore attorno alla voce di Travis O’Neill e si riaccende ogni volta che i Cardinal Sins (messi insieme dai resti di una rock band di Praga) gonfiano un Ep, Volume I che forse diventarà il vero d’esordio, o semplicemente seguirà ...
Nr° Letture : 329
Stampa Recensione
CAPTAIN LEGENDARY BAND (Tclb Live) ••••

La The Captain Legendary Band a contatto con le atmosfere e gli umori del Firehouse Saloon di Houston, Texas, lo scorso maggio registra un doppio Live con una sorta di disinvoltura briosa e un po’ sfacciata, prima acustico e poi elettrico. Il suono ha un trattamento separato e non di rado contrastanti, sovrapposti o affiancati, insieme comunicano un senso di polifonia estremamente efficace come spiega il vocalist Charlie Hager: “We have really wanted to be able to capture that energy on a record for a while. In ad...
DISCO DEL MESE
Nr° Letture : 462
Stampa Recensione
WALT WILKINS AND THE MYSTIQUEROS (Wildcat Pie & The Great Walapateya) ••••

Il super gruppo Walt Wilkins And The Mystiqueros contempla campagna e cielo urbano, la terra promessa, il quotidiano e il celeste, come un racconto fordiano, così semplice in Wildcat Pie & The Great Walapateya e da cui si scorge sempre una porzione del Texas. In un libero procedimento a clessidra, si parte con con stili differenti, la dolcezza di un agreste pedal steel in It's Only Rain si ritrae tra l’hammond, l’americana e sprazzi soul di King for a Day e Somebody prima di aprire alla florida ...
Nr° Letture : 434
Stampa Recensione
FRED EAGLESMITH (Tambourine) ••••

Al cuore del rock and roll anni ’60 per il 20esimo disco di Fred Eaglesmith, come mai questa scelta? Semplice: “I’m thinking rock and roll, because everything else sucks!Tambourine, registrato in presa diretta nell’Ontario, riesce a materializzare – a distanza di decenni – ricordi di melodie oramai sbiadite (“When I put the songs together for Tambourine, I was thinking about the days when there were five push buttons on an automobile radio,” Eaglesmith spiega. “The album is a walk through the garden ...
Nr° Letture : 375
Stampa Recensione
DYLAN STEWART AND THE JOHNNY STRANGERS (Dylan Stewart And The Johnny Strangers) ••••

Gli piace raccontare storie, le ‘back roads’ texane e le alcoliche e spensierate serate in periferia latitano, Dylan Stewart preferisce la vita vera, ha scoperto che la realtà ha sempre bisogno di un’interpretazione, con brevi spostamenti in note come per la scura bellezza di The Deed. Dylan Stewart And The Johnny Strangers registrato con Mike McClure mischia rock e radici texane, la pedal steel fa da raccordo tra lo spazio fisico e l’intima natura dei personaggi che si scambiano nelle pregevoli ballat...
Nr° Letture : 454
Stampa Recensione
   
Cheapo.it - Music Web Magazine
2004-2015  ©  Rino Iacovella