A VALLEY SON (But the World Moves) ••••

Portami là, sì, è facile seguire la strumentale Take Me There a quella fatiscente dimora impressa nella cover e immersa in un paesaggio dove la quiete sembra la vera padrona di casa.
Il frontman Trey Powell e gran parte dei A Valley Son, sono cresciuti in isolate e rurali comunità della Virginia, un po’ diverse dalla New York dei loro ultimi tempi, ma nel loro disco di debutto c’è molto di quel passato e sebbene la nostalgia sia dietro l’angolo pronta a spuntare, But The World Moves la nasconde, o meglio, la ...
Nr° Letture : 46
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WHITE BUFFALO (Darkest Darks, Lightest Lights) •••½

La prima impressione di Darkest Darks, Lightest Lights è la densità di spazi, di situazioni, di parole, di luoghi melodici come labirinti fluidi e numerosi disseminati con cura da Jake Smith, aka The White Buffalo.
Il ritmo la fa da padrona, e lo fa tramite un doppio filtro, il rock che spinge Hide and Seek e soprattutto Avalon, e la sponda bluesy di Madam's Soft, Madam's Sweet e Nightstalker Blues, la storia di Richard Ramirez, psicotico assassino, figlio del Diavolo, non poteva c...
Nr° Letture : 37
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WOODLAND HUNTERS (Let's Fall Apart) •••

I Woodland Hunters sono Australiani, mischiano chitarre anni ’60, americana e rock, un Ep che gli ha dato lo slancio per il primo disco, ne è conseguito una nuova esperienza, Let’s Fall Apart che non tiene conto di schemi ridimensionati del rock, perché i tempi e spazi che ricercano (in una 50ina di minuti) mostrano qualità acerbe ma intriganti.
Let's Fall Apart scorre via via più glabro, audace e intraprendente dopo un primo ascolto (la Title Track, Day Glo e i 7 minuti di Someone Else's Dream)...
Nr° Letture : 31
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RAY WYLIE HUBBARD (Tell The Devil I'm Getting There As Fast As I Can) ••••

La posterità può permettersi una breve attesa, e non costa nulla giocare sui titoli chilometrici, l’armonica inizia a caricare un torbido delta blues mischiato alle radici folk/country texane, la chitarra del figlio Lucas graffia con fatalistico spiritualismo il gospel al Signore di God Looked Around, Ray Wylie Hubbard si presenta come una predica serrata.
E, come una predica che vuole colpire e costringere alla riflessione, allontana da sé ogni orpello retorico nel suggestivo trittico di ballate che aprono Tell...
Nr° Letture : 233
DISCO DEL MESE
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AMBER CROSS (Savage On The Downhill) ••••

Savage on the Downhill suona bene, come un vinile con i graffi al punto giusto su un giradischi la cui puntina è stata appena cambiata, ballate folk e forti radici country ne dispiegano il fascino parlando di natura e ‘dirty roads’ della rurale California, storie di amore e famiglia per la songwriter Amber Cross che si muove sul filo poco ragionato del ricordo, si spalma ancora di più quando lo sfondo è Texano, ad Austin dove il disco lo ha registrato con due amici e grandi musicisti come Gurf Morlix e Ray Bo...
Nr° Letture : 199
DISCO DEL MESE
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GOLD STAR (Big Blue ) ••••

Come in una pellicola in bianco e nero, un quadro vivente a colori, così da essere isolato e facilmente riconoscibile.
Il disco di Marlon Rabenreither, viennese, in arte Gold Star, è di una bellezza disarmante, per il modo in cui richiama la tradizione musicale americana, Come With Me è il concentrato di Big Blue: chitarra, hammond e armonica per rilasciare una ballata vagabonda e vagheggiante, ubriaca al primo ascolto, profonda, disperata come chi cerca di salvarsi dal nichilismo quotidiano e Blue Moon ...
Nr° Letture : 180
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CLAY PARKER (Queen City Blues) •••½

Queen City Blues è un disco intimo e notturno, liriche sincere, una voce calda e avvolgente, colpisce per l'originalità e la magnificienza delle sue immagini poetiche non lasciano dubbi mentre canta On the Highway e Hwy 61, e si trasforma presto in un tarlo, nessuno meglio di lui sa cogliere l'indecisione dell'occhio umano, che come un'ape, su un campo sterminato di fiori, non sa su cosa posarsi.
Un folk/country singer della Louisiana, canzoni e ballate rurali country&blues, al terzo disco Clay Parker n...
Nr° Letture : 120
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BORIS McCUTCHEON (I’m Here. Let Me In) •••½

Progetto particolare per Boris McCutcheon, a metà tra un sogno e allucinazione da spazi sconfinati nel raggio di una bellissima tristezza di fondo, ecco una serie di ballate e di emozioni cristalline disegnate intorno alle chitarre elettriche, notturne e ipnotiche tra l’iniziale I blew it e A week before the 4th of July, caratterizzate da spazi di algida e geometrica eleganza, I’m Here. Let Me In restituisce tutta la partecipazione fisica, corporea, di Boris McCutcheon.
It's Her turn now e Poo...
Nr° Letture : 130
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SLAID CLEAVES (Ghost On The Car Radio) •••½

La Working Class e le speranze del popolo Americano restano la base dei dischi di Slaid Cleaves, politica, economia, cuori spezzati e anime frustate alla ricerca di qualcosa, lo stile tra americana e ritmiche agresti cantautorali texane restano il punto fermo anche di Ghost on the Car Radio, c’è ancora da dire e Slaid Cleaves resta concentrato e la sua musica non delude (mai).
Already Gone e Drunken Barber's Hand non 'parlano' al vento, i cambi di ritmo fungono da specchio al racconto che inghiotte co...
Nr° Letture : 151
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ROGER CLYNE AND THE PEACEMAKERS (Native Heart) •••½

Roger Clyne And The Peacemakers (ex the Refreshments) ovvero i ‘Banditos’ dall’Arizona capaci di costeggiare il rock del sud americano e le contaminazioni del Messico, tra americana e un velato pop, ma funziona se sono a galla dal 1999.
Bisogna tagliar corto perché Native Heart sa farsi valere, poi nell’impeto genuino del frontman Roger Clyne non ci sono dubbi (ascoltare Every Kind of Lucky e la melodia di Arizona Night).
La carica di Barons to Break e Shadyside non lasciano troppo spazio...
Nr° Letture : 101
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MOOT DAVIS (Hierarchy of Crows) •••½

Tosto Moot Davis dal New Jersey, al quinto disco, tra le fiamme della chitarra (c’è anche Stormy Rhodes -collaborazioni con i ZZTop) il presente ormai è diventato un luogo incerto entro cui ciascuno si muove a tastoni seguendo una propria logica inquieta, e l’avvio di Here Comes the Destroyer elabora tale sofferenza e attraverso le più diverse fasi melodiche, Hierarchy of Crows flirta con il rock ma i tempi melodici sforano nel roots&country / americana (buona la densità melodica di Quite as Well as Yo...
Nr° Letture : 120
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LUKAS NELSON & PROMISE OF THE REAL (Lukas Nelson & Promise Of The Real) •••½

Continuano a esplorare, il ‘soul’ entra in Lukas Nelson & Promise of the Real, resta il rock, meno incisivo del connubio con Neil Young, ma pronto a ribaltare Set Me Down On A Cloud e Forget About Georgia (canzoni incise nell’album precedente, Something Real del 2016) per l’aggiunta di lunghi splendidi assoli chitarristici, 15 minuti nel quale l’eccesso di stile si trasforma in qualcosa che mancava.
Certo la scelta delle coriste Jess Wolfe e Holly Lessig (dei Lucius, indie-pop band) e soprattutto di La...
Nr° Letture : 110
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WILLIAM THE CONQUEROR (Proud Disturber Of The Peace) •••½

Un terzetto al debutto dalle influenze indie rock & americana costantemente sul punto di sbriciolarsi, di mostrare i propri bordi, i William The Conqueror spandono su Proud Disturber of The Peace una patina di malessere a Stelle e Strisce con una serie di ballate elettriche affrontate con nostalgica misura e partecipazione, in cui si affastellano ricordi e squarci di vita.
Scorrono tra In My Dreams, Pedestals e Tend to the Thorns dove costruiscono mondi controllabili per perderne il controllo ...
Nr° Letture : 140
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WILL HOGE (Anchors) •••½

Will Hoge cambia pelle (era ora..), lasciata la band e via a macinare strada ed esibizioni in solitaria con chitarra e tastiera tanto che gli è tornata la voglia di scrivere e mettersi un po’ di traverso al rock n’ roll, riunire amici musicisti e incidere Anchors.
Il disco numero 10 lo trova a parlare di relazioni e amore, nel bene e nel male, ma la vera leggerezza di Anchors sta in una certa indefinibile sospensione poetica che solca in avvio The Reckoning, in un labirinto da rocker urbano per un disco di muta...
Nr° Letture : 160
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JASON ISBELL AND THE 400 UNIT (The Nashville Sound) ••••

Jason Isbell, songwriter sopraffino, riesce a mettere sulla tela di The Nashville Sound il peso delle emozioni umane girandoci intorno con poetiche ballate e allo stesso tempo, con brutale onestà, ad enfatizzarle col rock e le chitarre.
The Nashville Sound ha il sentore degli ultimi accadimenti in terra d’America, culturali e politici, le critiche espresse alla presidenza Trump fin troppo chiare sui social media, ma The Nashville Sound ci porta in altri mondi e in altri modi di fare musica dove dimentichiamo il ‘vec...
Nr° Letture : 318
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JASON EADY (Jason Eady) ••••

Jason Eady cambia i percorsi bucolici del recente passato ma rimane aperto in modo molto stimolante sul texas country, ballate che giocano su piani differenti tra la steel guitar di Lloyd Maines, la moglie Courtney Patton ai cori e il violino/mandolino/banjo di Tammy Rogers.
Ne esce un disco che riesce a identificare e a disseppellire a poco a poco melodie avvolgenti e un songwriting come sempre, bello solido, Jason Eady gli da un nome, una storia, un senso, una causa, tra le introspettive Barabbas, Where I'...
Nr° Letture : 281
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JOHN MORELAND (Big Bad Luv) ••••

Big Bad Luv, il quarto disco del musicista dell’Oklahoma, non tiene a bada il lato introspettivo, oscuro, dove domina il buio di John Moreland e aggiunge escursioni nelle viscere del rock, come nell’iniziale Sallisaw Blue.
L’armonica, le chitarre elettriche, una band eh sì, centralità e snodo centrale, è questo il tratto saliente di Big Bad Luv, perché per il resto i testi sono sempre ficcanti e densi di riflessi di vita, si muovono in un perimetro stabilito ma, per una insopprimibile esigenza, non possono ...
Nr° Letture : 299
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JEFFREY HALFORD And THE HEALERS (Lo-Fi Dreams) ••••

L’ottavo disco di Jeffrey Halford da San Francisco, ma è nato in Texas, parla di storie tutte Americane, nel bene e nel male, sanno essere sagaci o romantiche, piccanti o struggenti a seconda delle occasioni, nella malinconia dell’alt. country con la steel guitar affidata a Tom Heyman in Two Jacksons e il rock ‘n’ roll anni ’60 e quel pizzico di dirty blues dal Mississippi che Jeffrey Halford usa per parlare del Re, Elvis Presley, nella torbida Elvis Shot The Television, storia vera, un cronista Robert Goulet ...
Nr° Letture : 194
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DARDEN SMITH (Everything) •••½

All’Hotel Ella, non sembra un albergo ma un luogo cinematografico, in una serie di appuntamenti pomeridiani, lo scorso Marzo nel consueto orario per l’aperitivo in Texas, ho ascoltato l’anteprima del nuovo disco di Darden Smith.
Difficile scrivere qualcosa di nuovo, che sia rimasto sottotraccia o trascurato, ma Everything se ha un occhio al passato è solo per rimettere assieme i pezzi finiti fuori posto, Darden Smith non cerca di ricomporre un puzzle esistenziale, obbedisce più alle regole della vita, ma sul risultato...
Nr° Letture : 292
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STEEL WOODS (Straw in the Wind) ••••

L’aria sudista miscelata con gli aromi del country, interessante esordio degli Steel Woods, arrivano da Nashville ma vanno verso il cuore dell’American Music, la bella voce di Wes Bayliss insieme alla steel guitar se ne carica sulle spalle tutta l’aria bucolica, polverosa e sporca nell’avvio di Axe, e Straw In The Wind si nutre di questo rapporto pieno e costante con gli elementi della natura ma con la fragranza del rock, restituendo un disco con diverse sfumature.
La ricerca della melodia non guasta nella sol...
Nr° Letture : 308
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WHISKEY CHARMERS (The Valley) ••••

Da Detroit al selvaggio West, l’avvio con Desert fa chiarezza sullo stile dell’intero disco The Valley, la voce di Carrie Shepard e la chitarra elettrica di Lawrence Daversa fanno musica ‘con la squadra e con il compasso’ perché in The Valley non ci sono sbavature o movimenti fuori luogo se non quelli di un’ipnotica chitarra che solca piacevolmente The Valley (la raggiante Title track) con stacchi rock misurati, e nelle ballate sempre coadiuvate dal pregevole lavoro di Lawrence Daversa dove le emozioni risalt...
Nr° Letture : 219
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SON VOLT (Notes of Blue) ••••

Jay Farrar e le tradizioni del blues.
Come di consueto il lavoro di scrittura è solido, rifinito come un arazzo ben tessuto, e le Notes of Blue non escono da un unico spazio.
La chitarra acustica i Son Volt non la abbandonano del tutto ma stavolta si accende l’amplificatore, Notes of Blue è un prototipo di quell'indeflettibile ottimismo dal retrogusto di pungente amarezza, perché destinato a scontrarsi con la dura realtà, raddoppiandone l’immagine nei due brani iniziali: un passaggio dall’ultimo disco Honky Tonk<...
Nr° Letture : 390
DISCO DEL MESE
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BAND OF HEATHENS (Duende) ••••

Senza sforzarsi di escogitare qualcosa di nuovo pur sapendo di non poter deviare dal terreno di cui si è preso cura per lungo tempo, la Band of Heathens torna ad osservare il territorio che si estende tra Texas e Louisiana, da dissodare in Duende non a cominciare dai suoi confini, ma in profondità.
Melodie sudiste, rock, country, rimandi anni ‘60 e ’70, Ed Jurdi e Gordy Quist, cantanti e chitarristi, ce la mettono tutta, tra All I'm Asking e Sugar Queen restituiscono la profondità di melodie ricercate...
Nr° Letture : 365
DISCO DEL MESE
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GURF MORLIX (The Soul & The Heal) ••••

Gurf Morlix sembra approcciarsi in modo diverso al nono disco, la cover aiuta ad addolcire un suono Americana dalle tinte sempre scure, ma nell’oscurità si intravede una luce in cerca di sfondi battuti dal sole e popolati con il lato buono degli esseri umani.
Nel suo studio con solo Ray Bonneville all’armonica e il batterista Rick Richards, il one-man-band (come altro definirlo se suona chitarra, basso e tastiere) affonda subito con il suo marchio di fabbrica nella intensa Deeper Down, ballate come Love Rem...
Nr° Letture : 235
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WILDER COMPANY (The Wilder Company) ••••

Come rendere il suono americana/rock accessibile a chi se lo è perso, mai incrociato, The Wilder Company è la condizione ideale per entrare in sintonia con un progetto che, per sua stessa natura, sta dentro e fuori il territorio Americano, inizia prima e non finisce dopo l’ascolto, un pregio per questa band spagnola, di Girona.
Lucidi da rifuggere la logica del prodotto chiuso, strumentazione elettro-acustica, i due mondi di Goin' Downtown e Cigarettes in the Morning Sun come tra la radiosa e poi mesta armoni...
Nr° Letture : 253
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BAP KENNEDY (Reckless Heart) ••••

Il cancro non lo ha fermato, Bap Kennedy con l’aiuto di alcuni buoni amici è riuscito a pubblicare il suo ultimo disco, Reckless Heart.
Un disco di americana dove ogni brano, ogni frammento di melodia cammina da solo, lancia spunti continui sin dai sapori di confine di Nothing Can Stand in the Way of Love, un gran songwriter per il modo con cui li approfondisce tra rock, folk e ballate e con Bap Kennedy ogni disco è (era) motivo di arricchimento.
Il pianoforte, dolci chitarre e Good as Gold gradualmen...
Nr° Letture : 248
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DRUGSTORE GYPSIES (The Drugstore Gypsies) •••½

In Texas le giovani college bands sono sempre pronte a sfruttare la più piccola occasione per rovesciare le chitarre nella polvere del rock, il discorso vale anche per questi ragazzi da Houston.
I The Drugstore Gypsies, al debutto spingono sull’acceleratore fin dalla Title track e anche se fanno da contrappunto momenti dal ritmo più disteso (fin troppo in Runnin' To, molto meglio in Keep You Rollin' On), la carica e l’impronta ‘Southern’ di Black Label Boogie marca The Drugstore Gypsies e indi...
Nr° Letture : 282
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REVEREND PEYTON'S BIG DAMN BAND (Front Porch Sessions) •••½

Il Reverend Peyton dal portico di casa, la slide guitar calata alla foce del rurale Mississippi, l’idea di Front Porch Sessions è la continuazione delle clips video registrate e postate sul web dal 2014, e sebbene abbia uno studio di registrazione ha deciso che il nuovo disco dovesse avere quel suono genuino e fresco.
La Big Damn Band alle spalle, covers e nuovi brani si mischiano con uno spirito bluesy classico e legato al passato (da Charlie Patton a Blind Willie Johnson e così via) con l’ottimismo che apre ...
Nr° Letture : 214
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AMERICAN AQUARIUM (Live at Terminal West) •••½

Atlanta, fine 2015, nel Thanksgiving weekend, una tradizione annuale per la band degli American Aquarium, si registra Live at Terminal West.
Una parentesi necessaria per un quartetto che lavora duro specialmente in Texas, e con il frontman B.J. Barham che si divide col progetto solista (e con ottimi risultati), ma la band resta il baricentro e si dimostra capace di dialogare trasversalmente con la nostalgia country e l’americana con vibranti escursioni elettriche che presentano in avvio con Jacksonville.
No...
Nr° Letture : 232
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MORGAN HANER (Transmitter Blues) •••½

Transmitter Blues è un intrigante viaggio nell’Americana, non vi lascia fuori e tantomeno per strada.
Morgan Haner è un cantautore del Michigan, pensa alla chitarra come un’entità funzionale, e conta parecchio nelle ballate dall’andatura regolare e quieta (My Old Star, All the Hidden Things e Fifty Thousand Watts) l’affonda come un bisturi tra le pieghe/le piaghe della storia di Transmitter Blues, un disco che si presenta sulla carta come un grosso gomitolo di 15 brani ma facile da sciogliere per...
Nr° Letture : 228
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SOUTHBOUND 45 (Gruntry) •••½

Spiritato Texas rock da Santa Fe, le linee direttrici dei Southbound 45 non sono poi così complicate ma resistono a un esame serio, perché l’insieme di Grunty seppur presenti delle costanti facili da identificare, e pura goduria chitarristica.
Matrice e percussioni ‘Southern’ ma la voce di Malissa Peek non fatica a trovare spazio tra irruenti vampate chitarristiche, partono in quarta con Nothing to It e Backwoods Barbie e via di questo passo tanto da chiedersi quella parentesi acustica di Love Yo...
Nr° Letture : 220
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BAD NEWS BAND (Drive Anywhere) •••

Lasciate girare nel lettore cd Bottle and Chain e Feels Right e apprezzerete le intriganti sfumature di texas rock che in Drive Anywhere sono enormemente dilatate, i punti considerati classicamente come importanti da questo giovane quartetto capitanato dal vocalist di origini texane Chuck Briseno, molto rapidamente traslano tra punte nel southern rock (acide in Grow e Tally Up) e uno stile radiofonico.
Niente di male, la Bad News Band ha comunque polso per non disperdere il tono, il ritmo, il...
Nr° Letture : 253
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BEAR MARKET RIOT (Power-Folk Americana) •••

Duo californiano, Nick Motil e Kirk Nordby puntano su voce e armonica e da questa interazione ha origine lo stile di Power-Folk Americana, un disco che trova un suo equilibrio anche se le soluzioni non sono poi così ampie.
I Bear Market Riot sin da Ignorance Is Bliss e Roux, puntano su pochi accordi della chitarra acustica e con l’armonica ad introdurre un giro di accordi in movimento secondo l'andatura di avvolgenti ballate, il pensiero disilluso allarga il senso di Missing You e Workin' Man's ...
Nr° Letture : 206
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LOWBIRD HIGHBIRD (November Moving In) ••••

Dal Nord della Svezia il quintetto dei Lowbird Highbird, rock dalle tinte scure e malinconiche ma a tagliarne l'oscurità con un tiepido raggio di sole, ci pensa la voce innocente e serena di Anna Svensson Rova.
Si erge tra le steel guitars di Nothing Brings Me Down e conduce dolcemente la melodia avvolgente di Isn't It A Shame, è il fulcro di November Moving In, un disco dove sono i suoni a rendere sensibile il lavorìo dei Lowbird Highbird, ballate come Still Got Sorrow dove le chitarre si insi...
Nr° Letture : 276
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WHISKEY RIDERS (1865) ••••

Kentucky, i Whiskey Riders esplorano passione e vita di un america bucolica, 1865 è un intrigante mix di Country/Bluegrass e Americana/Rock, il banjo solca lo spazio di Shine On, ne espelle la profondità, compatibilmente alla voce di Jonny Whitewolf, luminosa e densa in Castle, a sottolineare ogni risvolto e sfaccettatura di 1865.
La divertente Woman's Like A Bottle brilla anche per l’equilibrio della scrittura, per la voglia di non strafare senza mai scadere nel banale infatti vira al rock, aci...
Nr° Letture : 295
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STEVIE TOMBSTONE (I Wish I Was Back In Vegas) ••••

Passa il tempo. Allora, nato in Georgia da un papà violinista, una giovinezza attraversata nella scena rock di Atlanta, arriva la svolta dopo il breve connubio sul palco con Jason & the Scorchers, una serie di concerti che lasciano un impronta in Stevie Tombstone, e decide di partire per una carriera solista.
Dopo 3 decadi lo troviamo rodato songwriter, Americana e il tipico suono texano in un disco prezioso come I Wish I Was Back In Vegas, una collezione di canzoni che coprono un arco di 30 anni di vita, rimaste...
Nr° Letture : 271
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WHISKEY MYERS (Mud) •••½

Al quarto disco il vocalist Cody Cannon gioca in continuazione con gli spazi e i luoghi dell’universo ‘Sudista’, dà vita ai Whiskey Myers i quali tentano di far aderire, di volta in volta, Mud con degli spazi che si moltiplicano progressivamente, che sembrano senza limiti, senza restrizioni, senza leggi prestabilite a sentire prima il violino che solca On The River con la coda elettrica finale che introduce la vibrante Mud per poi spiazzare tutti con la sezione fiati di Lightning Bugs And Rain.
In...
Nr° Letture : 249
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TERRI HENDRIX (The Slaughterhouse Sessions. Project 5.2) •••½

Ambizioso progetto della cantautrice texana Terri Hendrix, un altro giro nel Project 5 (saranno 4 i cd’s alla fine del 2016), The Slaughterhouse Sessions è un disco gospel-blues prodotto e suonato con Lloyd Maines, a restituire uno spazio d'eccezione nel quale si entra duro su guerra, povertà e razzismo, perfetti per il blues : “I think of Project 5 as a marathon”, spiega la Hendrix. “Each leg is its own separate journey, but they all lead to the same destination.
The Slaughterhouse Sessions no...
Nr° Letture : 239
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MIKE ZITO (Make Blues Not War) •••½

Il texano arriva a quota 13 album, Mike Zito si sente ancora un ragazzino a 46 anni, e come dargli torto, torna a impugnare la chitarra per dare libero sfogo ad un energico rock/blues, insomma il sassofono lo accantona, e il furore di Highway Mama anticipa le certezze di Makes Blues Not War che custodisce sempre gli umori texani distorcendone i tratti identificativi in un bel mix tra il ‘bluesaccio’ come Wasted Time e la brillante Redbird.
Immaginario sognante e rarefatto quello di Makes Blues Not ...
Nr° Letture : 282
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RECKLESS KELLY (Sunset Motel) •••½

20 anni in giro per il Lone Star State e non sentirli!
Il Texas è la superficie dei Reckless Kelly, è in superficie che tutto emerge, si muove e sta appeso, con Sunset Motel il frontman Willy Braun non perde tempo a celebrare il passato (“We thought about a big 20th anniversary collection, but we kind of wanted to make a new record before we did anything like that. We're not planning on going anywhere”).
Nono disco con un il ‘solito’ denso percorso nelI’Independent Texas country-rock, con una serie di ospiti ...
Nr° Letture : 265
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CASEY DANIELS BAND (Backroads & Moonshine) •••½

Chiara matrice texana, ironia, malinconica nostalgia e buffoneria da un gruppo di ragazzi, la Casey Daniels Band riprende una demo del 2013 e lo straformano nell’esordio, a parlare sempre di donne, whiskey e giornate sulla strada, ma senza cadere nell'abisso ombelicale di un suono sterile, autoriflessivo, con esperienze di vita.
Backroads & Moonshine parte adagio, ma le ballate di Hometown Badboy e Backroad Angel illuminate dalla luce radente della chitarra, lasciano presagire che Casey Daniels è già do...
Nr° Letture : 297
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CHRIS STALCUP & The GRANGE (Downhearted Fools) •••½

Secondo disco per la band della Georgia, Chris Stalcup & The Grange girano e montano insieme sulle irregolari ‘Southern roads’ aromi genuini di classic rock ‘n roll e country e lo fanno con melodie immediate, anche ruvide, spontanee, su di una realtà che pare svolgersi davanti agli occhi di Downhearted Fools.
La malinconia agreste della steel guitar cresce in Ogeechee River e Bad Kisser, sfodera illuminazione sul presente e lungimiranza sul futuro nella deliziosa (Don't Let Me) Die Lonely e nell...
Nr° Letture : 312
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TAHOMA (Hide Away) •••½

Texani di Austin, il quintetto dei Tahoma dopo un interessante Ep approcciano a largo raggio un sound ibrido tra Americana e Rock, il vocalist Brandon Aguilar tra percezioni agresti che si materializzano nello scorrere di Messenger, trova intriganti sospensioni nel rock col chitarrista Vinnie Fallico, tempi e spazi che crescono come la melodia di Emerald Ring e conferiscono a Hide Away una profonda anima texana.
Senza depotenziarne la matrice bucolica, i Tahoma spaziano in un area melodica anni ’70, ass...
Nr° Letture : 238
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JACKSON TAYLOR & THE SINNERS (Which Way Is Up) ••••

La country music texana ha il suo fuorilegge, si chiama Jackson Taylor, e insieme all’ultima band, i The Sinners (Brandon Burke, batteria e Mike Battiato al basso) scorrazzano liberi di indagare il doppio fondo della vita, nascosto tra robuste dosi di alcol e droghe.
Dopo l’amarcord acustico di Cantina Del Diablo, rieccolo a indicare la strada di un corposo country/rock che viene presentata per Which Way Is Up come un percorso verso la pienezza ‘spirituale’, niente paura, non credo si sia stancato di c...
Nr° Letture : 346
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CHELLE ROSE (Blue Ridge Blood) ••••

Chelle Rose è tornata in Tennessee, ha lasciato per strada Nashville, un marito, un lavoro ‘normale’ per una carriera da singer/songwriter: “I needed music”.
Dal 2012 dell’ottimo The Ghost of Browder Holler, molto texano come Ray Wylie Hubbard che lo aveva prodotto, Blue Ridge Blood resta confinato nel rurale Sud americano, dove il contatto quotidiano con una società poco incline al compromesso inasprisce l’iniziale Paintsville Table, Chelle Rose si ritira dalla realtà colonizzata dalla tel...
Nr° Letture : 361
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DAVID MUNYON (Clark) ••••

‘During the last three tours, fans asked me again and again for a cd which sounds like Davy stage performance. Solo acoustic, just the guitar and the goosebump voice. Here it is !’ Il 21esimo disco di David Munyon è acustico, non è certo il primo (3 per l’etichetta Mobile Home Records), Clark è nato durante il tour del 2014 su volere di Sebastian Linke, tour manager e responsabile della versione tedesca del sito web di David Munyon.
Il fascino di una ballata come Leaving Moscow In A Stolen Car cattura i...
Nr° Letture : 416
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SHAD BLAIR (Sawdust) ••••

Il singer/songwriter Shad Blair ha sempre lo sguardo sul Texas, sollevato quel poco, quel tanto che basta per avere quel salutare distacco dalla quotidianità, dagli aspetti in cui l'animo umano risulta invischiato sino in fondo, senza sapersi trarre d'impiccio, con Sawdust siamo sempre dalla parte dell’esordio di Red Fall, molto più radicato nell’americana con forte impronta Texana rispetto alla virata (sempre di spessore) bluesy di Sunday Blues.
Ballate e qualche sferzata elettrica, honky tonks selvaggi e momenti int...
Nr° Letture : 327
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AARON EINHOUSE (It Ain't Pretty) ••••

Il songwriter di Austin proietta all’interno di It Ain’t Pretty le atmosfere pesanti e ballerine della vita, principalmente di una coppia, e si conforma come un disco stratificato, composto da sfoglie sottilissime e trasparenti, una sovrapposta all'altra, di rock texano, “The record is kind of talking about things that are difficult, and not necessarily the sunny side of life”, spiega Aaron Einhouse che imbraccia chitarra e armonica, due ipotetiche dighe capaci di limitare il lungo flusso di immagini in movim...
Nr° Letture : 382
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DARKWATER REDEMPTION (Long Way Down) ••••

Ep registrato in Georgia dove li hanno scovati in un pub, a suonare “Southern Music” dai mezzi felicemente spicci -ma mai scontati, perché il sound dei DarkWater Redemption con una mano ti acchiappa, con l'altra ti colpisce.
Come mostrano le ferree When the Whiskey Whispers Her Name, Julianne e Get Back Up è parte di un corpo omogeneo, ma non chiuso e inscalfibile, le suggestioni bucoliche di Who's Keeping You Warm giustificano il fine di Long Way Down, con il banjo che solca Boogie Man<...
Nr° Letture : 330
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ADAM KARCH (Moving Forward) ••••

Il bel disco acustico di sole covers, Blueprints del 2014, ha favorito l'apertura di Adam Karch a un interessante, benché circoscritto, rinnovamento in Moving Forward, perché ora c’è un trio, Marc-André Drouin (basso) e Bernard Delauriers (batteria), per un suono elettrico senza dimenticare isole acustiche e qualche azzeccata cover.
Giovanissimo, nemmeno diciottenne, era in tour con Jeff Healey, non male per un chitarrista canadese con la passione per il blues e la ballata folk/americana, una voce accogliente e...
Nr° Letture : 335
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COLE RISNER (Better Man) •••½

Il Texano Cole Risner sforna una decina di semplici, radiose, ballate che spaziano nell’Americana sound, si fa accompagnare da ospiti di lusso (Hayes Carll, la moglie di Max Stalling al violino e il chitarrista Travis Linville co-produce l’album), Better Man si apre e si chiude con degli occhi che scoprono sentimenti contraddittori, che per lo più lasciano riflettere, da subito, nell'incipit della florida How It Feels to Me, appaiono i temi principali cari a Cole Risner che ci accompagnano ...
Nr° Letture : 292
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JIMMY PIZZITOLA (The Choctaw Wildfire Sessions) •••½

Songwriter di Houston, Jimmy Pizzitola e la vita nel South Texas, prima l’honky tonk nella Alt-Country band Jimmy James and The Enablers, ma la svolta arriva con Poet on the Run annata 2010 quando si cala nella mitica tradizione dei texas songwriters, un disco di ballate notturne e nostalgiche con una gran versione di Cold Cold World di un’icona texana alla pari di Townes Van Zandt, ovvero Blaze Foley.
The Choctaw Wildire Sessions è la dimostrazione lampante di una poetica capace di svi...
Nr° Letture : 300
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KALYN BEASLEY (Northerner) •••½

Cuore da cowboy e sfondi bucolici che si estendono dal nord del Wyoming al Texas su cui lasciare tracce poetiche, Kalyn Beasley dopo aver suonato negli ultimi 5 anni per l’alt.country band dei Bad Intentions debutta come solista con Northerner.
L’armonica e malinconiche steel guitars convergono in Beartooth e sulla ‘open road’ di Bluebonnets, partono da sponde lontane tra il passato e il presente del Far West, ma sempre di vita in piccole città di provincia si parla, si aprono crepe e macchie nel passa...
Nr° Letture : 308
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MASSY FERGUSON (Run It Right into the Wall) •••½

Americana, alt-country, e una buona dose di sano rock 'n' roll, ricordano gli intramontabili e indimenticabili Slobberbone e gli Uncle Tupelo, ma anche l’immaginario della band di Seattle dei Massy Ferguson (5 album all’attivo) è da santificare con highways, truck-stop coffee, whiskey, viaggi rivelatori e di crescita tra catapecchie chiamate motels.
Il vocalist e bassista Ethan Anderson prova a essere un musicista pieno di curiosità, apre Run It Right Into The Wall con Gallipoli, brano mosso da...
Nr° Letture : 341
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BRAD CUNNINGHAM BAND (Every Inch Of Texas) •••½

Country alla texana anche se sono del Missouri, perché Brad Cunningham ha studiato a Waco, Tx, è cresciuto con la musica di Pat Green & Robert Earl Keen, violini, chitarre elettro-acustiche e aria di confine Messicano che una volta tornato a casa sono diventati elementi temporale della sua storia, diventandone un elemento costituente in Every Inch of Texas (con altro spicchio del Lone Star State nella partecipazione di Ryan Engleman dei Turnpike Troubadours alla pedal steel, eccellente il lavoro nella ballata ‘gy...
Nr° Letture : 252
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RUSSELL JAMES PYLE (Rise) •••½

“I came out to New Mexico in the fall of 2005 and just fell in love with the area and the landscape. I wanted to make a change in my life, and I wanted to pursue music”, parla di Albuquerque Russell James Pyle (un passato nella band The Porter Draw) lì ha scoperto un mondo di idee, come un mare aperto, ricco di fermento, da cui attingere per creare le storie dell’esordio solista Rise.
Entra in questo mare da September Song, ballate elettriche macchiate dal banjo, al contempo un crocevia di rotte e un cat...
Nr° Letture : 347
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JESSE QUANDT (Back in Town) •••½

Un paio di anni e la carriera da musicista ha fatto scoprire un’altra faccia della vita al militare Jesse Quandt e non è che mettesse musica dovunque, ma solo nei punti che pensava giusto di dover sottolineare.
Produrre un album non è cosa semplice per chi arriva direttamente dall’esercito dove ha trascorso una decina di anni, eppure con l’apporto della famiglia e amici, Back in Town ha trovato luce, quella di un rock dalle forti radici nella provincia americana, pochi fronzoli, canzoni che parlano di vita difficile...
Nr° Letture : 306
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TOMMY MOORE (Need Some Sleep) •••½

L’esordio del songwriter di Austin Tommy Moore, coinvolge come la città in cui vive, che per conto suo pensa a spennare chi arriva da fuori… ma permette a giovani promesse di non essere aggredite dal peso schiacciante di una realtà musicale feroce, Need Some Sleep trova il suo spazio, un disco onesto con un solido mix di Alt-Country, Americana e Rock.
Da Love Forever Without End e One Tear Left to Cry non c’è niente di prevedibile ed emotivamente ricattatorio, chitarre fluide, melodie accattivanti, la ba...
Nr° Letture : 327
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CHAD COOKE BAND (Easy Way Home) •••

Sulla scena texana e dell’Oklahoma da un paio di anni, la Chad Cooke Band porta in giro un’onesto country/rock, canzoni che parlano della cultura delle piccole città, di ‘backroads’, cuori infiammabili, sane amicizie e piccole storie dal Lone Star State sommessamente patriottiche con intensi scambi agresti tra le chitarre elettro/acustiche nelle ballate (dolce Easy Way Home, aspra Oil Man) o con l’armonica che apre la raggiante Back to Being Me.
In Easy Way Home s'intrecciano chiaroscuri texani,...
Nr° Letture : 221
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RICHMOND FONTAINE (You Can't Go Back If There's Nothing to Go Back To) ••••

Il cavallo abbandonato nel deserto in copertina da un’idea della libertà dell’American West che non ha bisogno di date precise ed è anzi atemporale nella sua essenza più intima, al contrario della “terra sconosciuta” nelle parole di Amleto, “da dove non torna mai nessuno”, si colgono echi dotati di una forza e persistenza propria che Willy Vlautin oramai scrittore di romanzi e ‘penna’ in una seconda band (i Delines) riporta come testamento finale nei Richmond Fontaine, per seguire una sorta di linea retta a s...
Nr° Letture : 548
DISCO DEL MESE
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